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LE INTERVISTE DI BARTOLO CARBONE
LA RUBRICA DI CANOSAVIVA
108 puntate

La Desolata in the world

La parola a Vincenzo Fratepietro, fotoamatore


Sabato 15 Aprile 2017 ore 16.13

Sono trascorse poche ore dalla conclusione della Processione della Desolata tra le più significative della Settimana Santa a Canosa di Puglia(BT) che richiama migliaia di fedeli e devoti provenienti da tutta l'Italia e dall'estero. Una processione che lascia il segno per la sua emotività e per il suo carico di suggestioni e di voci palpitanti, possenti e commoventi del Coro della Desolata, composto da 380 donne non professioniste del canto, unico nei riti della Settimana Santa pugliese che attira l'attenzione dei media e di centinaia di cine-reporter. Quest'anno è stato particolare, ci sono stati degli avvicendamenti nell'organizzazione della Processione della Desolata: l'arrivo del nuovo parroco Don Carmine Catalano al posto di Don Raffaele Biancolillo, il passaggio di consegne della conduzione del Coro, dal Maestro Mimmo Masotina(89 anni) al figlio Ezio, e al termine il doppio dono a sorpresa, la benedizione del neo Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Luigi Mansi e il saluto dal balcone del Palazzo di Città, del cittadino più illustre, l'attore Lino Banfi. Tutti dettagli che non sono sfuggiti agli obiettivi del fotoamatore Vincenzo Fratepietro (35 anni), neo vincitore del bronze award, nella categoria "street" della sezione appassionati, del FIIPA 2017 - Italian International Photography Awards, tra i più importanti concorsi fotografici a livello mondiale oltre ad aver ricevuto l'attestato di "Ambasciatore della Fotografia Italiana" in Russia. Riconoscimenti prestigiosi che premiano la passione della fotografia di Vincenzo Fratepietro maturata in maniera concreta negli ultimi quindici anni, e più insistentemente negli ultimi dieci, rivestendo il ruolo dapprima di commentatore in un importante portale nazionale di fotografia "photo4u.it", poi come moderatore e responsabile staff di diverse sezioni, con l'ardente voglia di conoscere, partecipando ad alcune mostre fotografiche collettive. E' stato anche invitato come rubricista in un altro noto portale di fotografia che seguiva già da tempo "maxartis.it", ora .com, e per il quale ha già partecipato alla prima pubblicazione cartacea nell'omonimo book di fotografia d'autore. Per diversi mesi Vincenzo Fratepietro si è occupato di poesia e psicologia attraverso la lettura fotografica, in un percorso davvero arduo e ricco di soddisfazioni. Negli ultimi anni, è diventato responsabile di zona e dirigente periferico della "UIF - Unione Italiana Fotoamatori", impegno ufficialmente rivestito per due mandati consecutivi, dove ha collaborato per alcune pubblicazioni cartacee e sul web. Localmente, co-fondatore dell'associazione culturale denominata "GFC - Gruppo Fotografico Cerignola", dove riveste il ruolo di presidente. Nel 2016 sostiene un importante progetto fotografico per AVIS Bari e ADMO Puglia per sensibilizzare alla donazione, al senso civico, al dovere di cittadinanza attiva, partecipando direttamente anche alle elaborazioni grafiche in un percorso intenso ed impegnativo durato diversi mesi. A fine 2016, arriva il primo prestigioso riconoscimento internazionale: "Ambasciatore della Fotografia Italiana" nell'ambito del "Photovisa - Festival Internazionale della Fotografia", a Krasnodar, in Russia, assieme ad altri trentaquattro selezionati italiani, tra professionisti e non professionisti, scelti attentamente mediante una prima selezione della commissione artistica dell'italiano "FIOF – Fondo Internazionale per la Fotografia, Video e Comunicazione", poi dalla commissione artistica del festival russo, capitanata da Irina Chmyreva, che ha valutato con meticolosità ogni singola immagine finalista. Il 2017 parte con la stessa marcia, vincendo il "bronze award", ovvero il terzo posto per la categoria street – sezione appassionati, nell'ambito del "FIIPA 2017 - FIOF International Photography Awards", prezioso risultato, avendo superato centinaia di immagini, con lo scatto di parte del coro della Processione della Desolata di Canosa. Vincenzo Fratepietro rientra anche tra gli autori selezionati per il progetto "La Diversità", iniziativa del FIOF – Dipartimento di Fotografia Sociale, con il patrocinio del Comune di Barletta e della Regione Puglia, nell'ambito del convegno dal titolo "La diversità unisce ed arricchisce la collettività" presso il Future Center di Barletta, tenutosi il 21 marzo scorso. Le ultime due mostre collettive a cui ha partecipato, riguardano i "Riti della Settimana Santa a Cerignola", a fini di beneficenza, che si è tenuta qualche giorno fa nella città ofantina, ed a Barletta inerente i "Riti della Settimana Santa in Puglia", con il patrocinio del Comune di Barletta, visitabile in galleria del Teatro Curci fino al 23 aprile 2017. Al termine della processione, il fotoamatore cerignolano, Vincenzo Fratepietro ha ritagliato un piccolo spazio per rispondere alle domande di Canosaweb, il primo portale cittadino, e dare ancora una volta ampio risalto alla Processione della Desolata e all'arte della fotografia che promuove le bellezze paesaggistiche e culturali del territorio.

Due richieste ricorrenti per le presentazioni di rito : situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network… Sposato, e felicemente papà di un bimbo da qualche anno. I social network per forza di cose hanno letteralmente cambiato il nostro modo di conoscere il mondo, di approcciare, di condividere, sottoponendoci ad un quotidiano bombardamento di immagini e di notizie, qualche volta interessanti, altre volte facilmente distorte o ridondanti, che molto spesso per la velocità del web dopo qualche ora risultano essere già superate, o rischiano di scivolare come scarsamente attendibili in una giungla di link e di risorse all'ultimo click. Uno o più strumenti che permettono certamente di conoscere e farsi conoscere attraverso un piccolo dispositivo, spaziando in argomenti e location in ogni parte del mondo, impensabile fino a qualche tempo fa, ma molti ne fanno un uso errato o poco "social" tagliando in tronco quelli che sono i più naturali rapporti umani, basta guardarsi intorno, ovunque, in qualsiasi momento. Riassumendo: li uso per lo stretto necessario, per comunicazioni di servizio, ed alcuni li evito, preferendo siti web e portali specifici dove il confronto non avviene mediante "like" di cortesia, soprattutto se si parla di fotografia, ma si ha la chiara possibilità di confrontarsi con calma e con criterio.

Perché ha scelto di fare il fotografo? Tengo a precisare che non esercito la professione del fotografo, ma semplicemente sono autodidatta studiando continuamente libri, riviste, risorse web, quindi sono appassionato di fotografia, per me è un mero hobby, qualcosa che faccio semplicemente per me stesso, senza scadenze, senza corse commerciali, senza clienti da accontentare, un po' come chi va a pesca nel fine settimana, chi in bici, chi scala montagne, o chi colleziona francobolli. La passione per la fotografia nasce quasi per necessità universitaria, per curiosità, provando tra le mani una Kodak digitale da 3 megapixel, nel "lontano" 2000/2001, sperimentando solo successivamente, e solo per poco tempo, anche la poesia ed il profumo dell'analogico. Il progresso del digitale ha permesso rapidamente alla nostra generazione di apprendere l'evolversi delle attrezzature e dei software, sempre più sofisticati ed aderenti alle diverse esigenze hobbystiche, stilistiche o commerciali. Fotografia è continua ricerca, più che mero hobby o lavoro "punta e scatta": è studio, è impegno, è passione, è comunicazione, è evoluzione, è arte, confronto, ricerca. Mi piace trascorrere il mio poco tempo libero tra la gente o immerso nella natura, e la foto migliore resta quella ancora non fatta (utilizzando una nota citazione). Fotoamatore è colui che ama la fotografia, in un momento in cui si deve tenere il dibattito sempre aperto perché è come se si ha la sensazione che non possa succedere qualcosa di nuovo in termini di racconto, si rischia di cadere nel già visto o emulato.

L'ottica utilizzata normalmente nelle manifestazioni pubbliche. E il digitale, ha aiutato o penalizzato il lavoro del fotoreporter… Le ottiche che prediligo propendono al grandangolare per un semplice motivo: sottendono quel sottile filo di contatto tra fotografo e soggetto, determinante per raccontare la scena, per comunicare qualcosa, per racchiudere quanto più possibile stati d'animo e tridimensionalità, dove occorre entrare a stretto contatto con quello che accade avanti ai nostri occhi. Se si perde la prospettiva, se si perde questo fascino, se si perde il momento, se si perde il racconto, c'è poco altro da documentare. Entrare nella scena a distanza, a meno di scenari di guerra dove per forza di cose è rischioso o impossibile avvicinarsi, spesse volte non offre gli stessi spunti o risultati. Il digitale, se penso ad esempio a diverse agenzie giornalistiche mondiali che prediligono lo smartphone come dispositivo di cattura, un po' per praticità, un po' per immediatezza, secondo me ha aiutato non poco il lavoro del fotoreporter, alleggerendolo e concentrandosi sul racconto, lo si vede ad esempio dagli scatti del "World Press Photo", dove è il racconto che costruisce lo scatto, non viceversa. I tavoli giornalistici sono pieni di smartphone, e sono documentati. Il tempo oggi comanda una serie di dinamiche che scorrevano più lentamente qualche anno fa, anche solo per inviare i contenuti in redazione.

Sui social le foto della Desolata di Canosa di Puglia sono le più condivise e vantano tantissimi "Like"… La processione della Desolata di Canosa di Puglia vanta sicuramente originalità nel suo genere, custodisce forti simbolismi, è tra le più interessanti della nostra regione, e come accaduto già in passato, se si riescono a tirar fuori scatti originali che trasmettono emozioni, rigore scenico, pulizia nella lettura degli elementi, è uno spettacolo unico che può parlare al mondo a mani basse senza necessitare di sovrastrutture, tuttavia consiglio di osservarla almeno qualche volta senza macchina fotografica o smartphone a seguito, per cogliere al meglio alcune sfumature senza distrazioni e nel rispetto della funzione religiosa. Un evento che avvicina molti curiosi anche dalle regioni limitrofe poiché ha un fascino senza tempo, il timbro del canto che accompagna la statua è davvero toccante, l'anziano maestro dalla pluridecennale esperienza, e la successione ritmica degli elementi del coro è qualcosa di molto profondo. Il fattore social, la possibilità di condividere tutto a tutti nello stesso momento, la percezione di un dato evento anche per chi non è sul posto per emigrazione o per altre varie impossibilità, apre nuove frontiere multimediali verso il godimento stesso come se tutti fossero presenti in quel preciso istante. Un autentico evento locale tra i più importanti in calendario, che nel passar del tempo ha visto radicalmente cambiare il modo di assistere alle processioni della Settimana Santa, segnando nuove frontiere nella comunicazione digitale.

Le emozioni di Orvieto… e la nomina "Ambasciatore della Fotografia Italiana" in Russia…Orvieto Fotografia è stata una tappa davvero molto emozionante, sicuramente da ripetere anche solo come spettatore. Assistere ad una strutturata serie di incontri, esposizioni, autentici laboratori di idee ed interscambi culturali anche con realtà internazionali, ha permesso di tastare per mano nuove prospettive della fotografia. A cornice dell'evento, ritrovarsi sul palco, prima per il riconoscimento di "Ambasciatore della Fotografia Italiana in Russia" assieme agli altri colleghi selezionati nell'ambito del Festival della Fotografia di Krasnodar in Russia, poi come podio per la sezione street per il FIIPA 2017, in entrambi i casi a fianco a nomi davvero importanti del panorama fotografico, mi ha permesso di plasmare una grande soddisfazione e conoscere o ritrovare validi professionisti ed appassionati di questa affascinante quanto immensa arte, racchiudendo in uno scrigno un cocktail di esperienze probabilmente uniche ed irripetibili.Un doppio risultato che devo profondamente a chi mi ha permesso di conoscere questa meravigliosa arte e a chi oggi mi permette di poter ritagliare del tempo alla famiglia, per la fotografia, in qualcosa di molto molto personale.

L'utilizzo dei droni per i reportage, la natura e la storiografia…Il drone come nel cinema è testimonianza in un preciso arco temporale: adesso! ci offre con rapidità dei punti di vista, dei percorsi difficilmente raggiungibili, ed è questo probabilmente il vantaggio di uno strumento in continua evoluzione. Le recenti produzioni cinematografiche sono ricche di riprese ad alta quota a volo d'uccello, idem dicasi per i bellissimi video naturalistici in rete e per la qualità che restituiscono: sicuramente nei prossimi anni si assisterà ad un miglioramento tecnologico esponenziale ma probabilmente anche dal punto di vista delle regolamentazioni attualmente molto stringenti per il volo, per lo meno in Italia. Come dichiara uno dei maggiori produttori del mondo: "nel giro dei prossimi anni i droni saranno come gli smartphone, cioè diventeranno dispositivi personali da utilizzare nella vita di tutti i giorni". Droni non solo a servizio del cinema, o della fotografia, quindi.

Il genere fotografico preferito ed i prossimi impegni in ambiti fotografici... Sono attratto in primis dalla street photography e dalla fotografia sociale, perché permettono di entrare nella scena senza filtri, senza troppi fronzoli, ma con tanta personalità e forza nel messaggio, spesse volte mediante il fascino senza tempo del bianco e nero, tangibile da tutti. Impegni in programma a stretta data non ne ho, occupandomi di tutt'altro nella vita quotidiana, piuttosto attendo i risultati di altri concorsi fotografici nazionali ed internazionali a cui ho partecipato, e sono sempre alla ricerca di nuove iniziative per mettermi sempre in gioco. Ho la prerogativa di completare un racconto sociologico già iniziato da qualche anno su alcune storie borderline, racconti di gente 'invisibile' ai margini dei nostri contesti urbani ed extraurbani, argomento apparentemente immediato ma non facile da raccontare. Ambisco fortemente nel realizzare qualcosa di concreto in campo editoriale.

La formula vincente per ottenere buoni risultati fotografici… Credo che alla base ci sia sempre una buona dose di fortuna, per trovarsi al posto giusto nel momento giusto, ed è l'ingrediente madre di una buona partenza in fotografia prima ancora di parlare di tecnica o di attrezzatura. Purtroppo non esistono "formule vincenti", o per lo meno non esiste in misura uguale per tutti, perché per ognuno di noi si prospetta un percorso di indagine e di conoscenza strettamente personale, con i tempi di apprendimento e con le modalità che necessitano, e non credo che qualcuno possa insegnare ad altri cosa sia giusto in fotografia e cosa meno. Bisogna raggiungere semplicemente un buon livello di curiosità e voglia di mettersi in gioco giorno per giorno, passo dopo passo, per accrescere la cultura fotografica, con umiltà e coraggio, osservando, sperimentando, provando e riprovando, inseguendo i propri obiettivi con perseveranza, studio e confronto con autori di riferimento, o per chi come me non ha la possibilità di fotografare costantemente, allenare la mente, studiare monografie, approfondire e divertirsi senza prendersi troppo sul serio e senza stare troppo a contare i pixel o a sperperare in nuovi acquisti; la storia ci insegna che in passato non c'erano grandissime macchine a disposizione, se rapportate alla potenza, all'immediatezza ed alla comodità della tecnologia attuale a servizio della fotografia: ormai dalle compatte mirrorless alle più classiche reflex, passando per tutto il sottobosco del ritrovato vintage che riaffiora di tanto in tanto, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ultimo ma non ultimo, il click in digitale è relativamente facile e veloce, ma bisogna avere il coraggio di fare gli editor di se stessi, tagliando fuori con decisione le immagini che non funzionano, quelle che non appenderesti mai a casa, separandosi dal discorso che sono proprie, ed il miglior investimento temporale dopo la risorsa formazione sul campo è la stampa, la stampa delle proprie foto, altrimenti non potremmo chiamarla più fotografia, ma avremmo un labile contenitore digitale di immagini legato ad un filo di corrente, in un labirinto senza fine attraversando la relatività del digitale.

Grazie anche a nome della Redazione di Canosaweb per aver dedicato del tempo alle nostre domande e per il contributo professionale teso a valorizzare e promuovere i Riti della Settimana Santa pugliese, ed in particolare quello della Processione della Desolata di Canosa di Puglia "Città d'Arte e di Cultura".
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