Stilus Magistri

Consegnata la rivista “Il Carabiniere” del 1882, con una monografia storica di Minervino Murge

A del maestro Peppino Di Nunno

Nella cornice architettonica e storica del Faro di Minervino Murge, il Comune di Canosa , rappresentato dal Vice Sindaco Pietro Basile, ha consegnato al Comune di Minervino, rappresentato dall'Assessore alla Cultura, Alessia Carozza, alla presenza del Sindaco Mario Superbo, la stampa della monografia storica del 1882 di Minervino Murge, scritta nella rivista "Il Carabiniere", esposta nel Museo dell'Arma dei Carabinieri di Roma.
Latore del progetto di ricerche storiche è stato il maestro Peppino Di Nunno di Canosa, nell'ambito del Bicentenario della Fondazione dell'Arma, con la pregevole Concessione dell'Ufficio Storico del Museo dei Carabinieri, dove le pagine raccontano la storia della Benemerita Arma, ma anche la storia d'Italia e dei Paesi.

Tra le Stazioni illustrate dei Carabinieri Reali, così documenta la monografia di Minervino Murge:
"Sopra un ameno ma sassoso colle, dal quale si scorge l'intera Puglia, e non molto lungi dall'Ofanto, giace Minervino, già citta vescovile. Nel territorio amplissimo vi è un bosco di querce e di cerri chiamato il Parco, dove vi sono lepri, volpi, uccelli e vi scorre un piccolo fiume detto il Lucone, dal luogo dove nasce e nel quale si trovano scamoni e capitoni di ottimo sapore.
In Minervino i Saraceni nell'anno 862 cagionarono devastazioni gravissime. Nel 1042 il normanno Guglielmo contribuì a farlo risorgere dando denaro e lavoratori. Nell'anno 1503 il Capitano Consalvo la liberò dai Francesi, i quali se n'andarono dopo aver sostenuto non lieve combattimento e dopo aver manomesso quanto trovarono sotto mano.
Fu posseduto dalla famiglia dei Del Tufo, quindi comperata da Porzia Carafa, la quale a sua volta la cedè alla Famiglia Pignatelli.
Conta 14 mila abitanti, è Collegio elettorale, ha ufficio telegrafico e postale, dipende dal Tribunale di Trani.
Dista da Bari chil. 82 ½, da Barletta 39, da Andria 28, da Trani 40.
Non vi si tengono fiere annuali.
È bene notare che da taluni si vende ancora il vino secondo l'antico sistema, e cioè a carafe ed a quartare.
La quartara è di 16 carafe e la soma di 16 quartare, cioè di 256 carafe".

Dalle note di studio tratte dal Dizionario Geografico-Ragionato del Regno di Napoli del Giustiniani del 1816, lo storico Giuseppe Di Nunno ha evocato la Geografia del fiume Lucone: "Il Lucone, picciol fiume così detto dal luogo, ove nasce, il quale, dividendo la Puglia Japigia dalla Peucezia, per lo corso di dieci miglia, va ad unirsi coll'Aufido, o sia Ofanto".
Si scoprono così le radici etimologiche del Locone, che nasceva un tempo dal bosco, cioè dal Lucus latino, patrimonio di verde da custodire nell'ambiente.
Il maestro Peppino Di Nunno, ha stabilito un dialogo con i Minervinesi presenti e attenti: "non è solo ricordare, ma anche testimoniare, educare, operare, e alla fine…gustare! con un brindisi nella caraffa di vino della Murgia antica".
Con i saluti del Comandante di Canosa, Luogotenente Savino Silecchia, cooperatore dell'iniziativa è stato il Maresciallo in congedo Mimmo Porro, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Carabinieri, nella Sezione di Canosa, che ha consegnato la stampa illustrata del documento alla Stazione dei Carabinieri di Minervino, al Brigadiere Mascolo Pasquale, in rappresentanza del Comandante, Mar.llo Alfredo Bellanza.
Dal territorio canosino, un omaggio a Minervino, nella storia dei duecento anni dei Carabinieri.

Associazione Nazionale dei Carabinieri . Sezione di Canosa di Puglia

Servizio fografico a cura di Luigi Barbarossa
Assessore Alessia CarozzaStoria di Minervino Murge nell'Arma dei CarabinieriStoria di Minervino Murge nell'Arma dei CarabinieriDue Carabinieri al servizioIl FaroLo storicoTestimome del servizio, Mimmo PorroVice Sindaco Pietro Basile
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