Valle d'Aosta
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Religioni

Tra lacrime e roccia

Le riflessioni di don Salvatore Sciannamea

Dalla Valle d'Aosta innevata arrivano le riflessioni di don Salvatore Sciannamea, nuovo parroco di Issogne e di Champdepraz, assegnato temporaneamente come "fidei donum" della Diocesi di Andria. Il nuovo amministratore parrocchiale delle comunità alpine ha inviato la missiva intitolata "Tra lacrime e roccia": """"Carissimo/a, ti scrivo per condividere con te alcune semplici riflessioni.Cercando di comprendere la Valle d'Aosta ed i nostri territori ho scoperto il ruolo fondamentale che ha avuto l'acqua, la quale ha disegnato i confini naturali, attraverso il Dora Baltea, ed i suoi affluenti. A caratterizzare il nostro territorio, le sue valli e le alture è stata sempre l'acqua, che ha scavato, attraverso i ghiacciai o con il semplice scorrere di rigagnoli, la forma della roccia. La scarsezza d'acqua, la poca neve, non poco è stata causa di preoccupazione, pensando ai pascoli, al turismo e più ancora al futuro. Ti scrivo per dirti che senza acqua c'è morte; ma prima ancora di queste preoccupazioni, dovrebbe farci interrogare un altro vuoto ed un'altra dispersione: quella delle lacrime. Posso dirti che le lacrime scavano i cuori di pietra e che, se non tutti possono comprendere come si vive o si sta in valle, ad ognuno è dato di comprendere, come preghiamo, che cosa è spesso la vita: una valle di lacrime. Carissimo/a questa valle appartiene a tutti, non a compartimenti stagni, ma ognuno con il suo dolore. Come le rocce scavano le pietre, così le lacrime scavano i cuori induriti. Come i fiumi e gli affluenti segnano un territorio, delineandone i confini, così i dolori più intimi separano le esperienze, le famiglie, le comunità. Ho pensato che i fiumi più che delineare i confini e gli affluenti più che separare le frazioni, sono la vita di una comunità. Pensa ai confini non naturali, come in Africa; linee tirate passando sulla testa delle persone, invenzioni convenzionali che nascono da un potere interessato.""" - Prosegue don Salvatore Sciannamea - """Carissimo, in realtà, non esistono confini alla fraternità e come le acque uniscono tutti, donando vita, così le lacrime, specialmente le più nascoste, sono il valore aggiunto, l'economia spirituale sommersa ad un'autentica fraternità. Possono sembrare parole vuote, ma penso che se le lacrime di ciascun paese, di ciascuna frazione, non ci portino a comprendere che apparteniamo alla "sola e unica valle dell'umanità", siamo corresponsabili di un grave "genocidio spirituale", quello della fraternità universale. La stessa cultura accademica sta sempre più consolidando meccanismi di potere, dimenticando il servizio al fratello, come prima conseguenza del pensare. Si stanno avviando processi di trasformazione che ci destabilizzano dal di dentro, svuotandoci del dono più grande: la comunità. Per questo ti supplico, fratello/sorella in Cristo, di farti, nel segreto e nel silenzio, segno di consolazione, di quella attenzione che tu per primo desidereresti ricevere e che mai ti è stata accordata. "Possa tu consolare più che essere consolato", come diceva il serafico Francesco, perché ogni tua speranza ha già la sua risposta, non nei tuoi desideri, ma nei più autentici bisogni, quelli che Cristo conosce e che fortifica. Non aver paura del penultimo posto, visto che l'ultimo è già del Crocifisso, per poterti trovare primo con Cristo Re. Come l'acqua segna la geografia del territorio, così anche le lacrime del fratello la geografia del cuore. Non fare del tuo cuore il paesino chiuso, il campo dove viene sotterrato il talento""". - Don Salvatore Sciannamea conclude : """La vigilanza e la speranza che viviamo siano il preludio di una nuova primavera fatta di amicizia, di tenerezza e fraternità. Chi non avrebbe bisogno di un fratello, di un amico e di attenzione? Da questo bisogno scegliamo di essere pietre, scavate dalle lacrime dell'amore di Cristo, per costruire insieme il castello della bontà, lasciando la finestra del disinteresse ed il davanzale dell'indifferenza. La speranza ha le mani del servizio e il sudore dell'impegno. Non stancarti e non scoraggiarti! La forza non sta in ciò che raccogli, ma nella potenza del seme. Grazie per la tua testimonianza fratello/sorella, semina sempre la speranza e la pace. Ti voglio bene!"""
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