I ragazzi delle scorte
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I ragazzi delle scorte

A Roma, presentato il film a trent’anni di distanza dalle stragi di Capaci e di via d’Amelio

Presentato in anteprima, ieri pomeriggio, al cinema Anica di Roma, il film "I ragazzi delle scorte". La proiezione si è svolta alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, del capo della Polizia Lamberto Giannini i quali, prima di andare in sala sono stati ricevuti al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme ai familiari delle vittime. Tra questi, Maria Rosaria Costa, moglie di Vito Schifani, Concetta Mauro Martinez, moglie di Antonio Montinaro, Rosalba Terrasi, fidanzata di Rocco Dicillo, Angelo Corbo, ferito nella strage di Capaci, Provvidenza Mazza, moglie di Angelo Corbo, Giuseppe Costanza, ferito nella strage di Capaci, Manfredi Borsellino e Lucia Borsellino, figli del magistrato Paolo Borsellino, Desiree Benedetti, figlia di Maria Rosaria Costa e Luisa Affatato, madre di Rocco Dicillo. A trent'anni di distanza dalle stragi di Capaci e di via d'Amelio, il film racconta la storia degli otto poliziotti che morirono a Palermo insieme ai magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, moglie di Falcone e Paolo Borsellino.I ragazzi delle scorte, coprodotto dal ministero dell'Interno e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato realizzato per celebrare la conclusione del trentennale delle stragi che sconvolsero l'Italia nel 1992. La trama è incentrata sulle vite spezzate di 8 giovani poliziotti che consapevoli dei rischi del loro lavoro hanno onorato con la vita il servizio ai cittadini e alle istituzioni: Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina ed Emanuela Loi. La "Prima" è stata preceduta dagli indirizzi di saluto del presidente dell'ANICA Francesco Rutelli, del responsabile della società di produzione 42°Parallelo Mauro Parissone e di Tina Montinaro, moglie di Antonio.

Il capo della Polizia Lamberto Giannini nel suo intervento ha evidenziato come "Questo progetto restituisce delle immagini vive dei colleghi, delle persone e dei loro spaccati familiari andando a cogliere in maniera mirabile gli aspetti umani. Quei giorni terribili hanno segnato tutti noi e sono eventi in cui tutti possiamo ricordare cosa facevamo in quel momento". Il prefetto Giannini ha infine sottolineato l'importanza di far vedere il film ai giovani affinchè possano conoscere e apprezzare il valore della libertà, della legalità e poter seguire le loro ambizioni senza condizionamenti. Il docu-film inizia con la voce di Rosaria Costa "Io sono rimasta intrappolata, io non ne esco più da questa storia" con queste poche parole la signora Costa, vedova di Vito Schifani morto a Capaci, sintetizza il sentimento di un intero Paese che in quei giorni visse tutto l'orrore delle stragi che devastarono la vita di molte famiglie. Emoziona anche la testimonianza del vice sovrintendente Salvatore Lopresti, che nel 1992 era in servizio nel Reparto scorte della questura di Palermo. Salvatore racconta la sua esperienza e l'incapacità per molti anni di tornare in via D'Amelio, non riesce a dimenticare i colleghi morti, la puzza di polvere mista a tritolo e carne bruciata che ancora gli riaffiora nella mente. Il film che nei prossimi giorni sarà pubblicato su RaiPlay ed andrà in onda su RaiUno in seconda serata, come per gli altri eventi, svolti durante quest'anno in occasione del trentennale delle stragi, punta il faro sulla memoria anche di chi spesso rimaneva lontano dai riflettori nonostante fosse chiamato a svolgere un servizio ad alto rischio della propria vita. Con l'intervento del ministro dell'interno Matteo Piantedosi si è concluso l'evento.
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