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I danni del maltempo

La denuncia di Coldiretti Puglia

Da marzo a novembre del 2018 sono stati 11 i tornado e le trombe d'aria che si sono abbattuti sulla Puglia – segnala Coldiretti – a marzo a Lecce, ad aprile a Lequile, a giugno a Santo Spirito di Bari e a San Foca, a settembre a Salice Salentino, a novembre a Taurisano, Martina, Manduria e in provincia di Brindisi e a Parabita, secondo i dati ESWD, l'anagrafe europea degli eventi meteo estremi come tornado, bombe d'acqua, trombe d'aria, tempeste di fulmini. "Sono eventi estremi per cui il meccanismo della declaratoria di calamità naturale e del Fondo di solidarietà naturale, così com'è strutturato, non funziona", denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. "Le gelate che hanno falcidiato l'olivicoltura pugliese a febbraio e marzo scorsi – aggiunge il Presidente Muraglia hanno avuto effetti devastanti sulla produzione olivicola e olearia, soprattutto nelle province di Bari, BAT e Foggia, ma essendo l'olivo una coltura assicurabile, nonostante la gravità degli eventi calamitosi, rischia di restare fuori dagli interventi sulle calamità. Per questo abbiamo chiesto ai Parlamentari pugliesi di fare pressing affinché, come avvenuto per la siccità 2017, vengano estese a tutte le colture, anche a quelle assicurabili, le misure previste dalla declaratoria di stato di calamità naturale".

Nel 2017 con un emendamento al DL Mezzogiorno del 20 giugno 2017, n. 91 (convertito in Legge 3 agosto 2017, n. 123), approvato in commissione bilancio al Senato – spiega Coldiretti Puglia - le aziende colpite dalla prolungata siccità che non avevano sottoscritto polizze assicurative hanno potuto accedere ai benefici per favorire la ripresa dell'attività produttiva previsti dalla legge 102 del 2004. "Nel corso del 2018 sono stati registrati almeno 30 nubifragi e bombe d'acqua, di cui l'ultimo più grave in Capitanata – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsettioltre a violente grandinate a Casamassima, Sannicandro di Bari, Putignano, Turi, Palo del Colle a luglio, a settembre a Orta Nova e a Carapelle e ad ottobre a Melpignano. Tutti i comparti hanno subito danni ingenti senza alcuna esclusione, dal frutticolo all'orticolo, dal vitivinicolo all'olivicolo ed è assolutamente indispensabile intervenire per aiutare le imprese agricole in crisi di liquidità, estendendo il Decreto 102 sulle calamità naturali ed il relativo Fondo di Solidarietà naturale anche alle colture assicurabili. Le polizze multirischio, spesso eccessivamente onerose, comunque non contemplano alcune fattispecie come le trombe d'aria e non possono essere accese durante l'intero arco dell'anno – conclude il Direttore Corsetti - ma solo in periodi limitati, come per esempio per l'olivicoltura possono essere sottoscritte solo da marzo a maggio".
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