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Centro Diurno Anziani: cancellato dallo tsunami La Salvia & Co

Le dichiarazioni della consigliera Petroni

Da una amministrazione che impassibile assiste alla chiusura, è lecito aspettarsi solo disattenzione, scelte sciagurate e passi indietro come la chiusura del centro diurno per anziani di Canosa di Puglia(BT) che costituiva l'unico luogo di aggregazione per cittadini della terza età.La questione sollevata da me in consiglio comunale, non aveva bandiera politica; l'unico scopo era discuterne per portare a risoluzione la questione "Centro diurno anziani", ritenendo che si trattava di uno strumento contro la solitudine, cancellato poi dal sindaco La Salvia e dalle non mantenute rassicurazioni dell'allora assessore al ramo. Un'Amministrazione in confusione: via vai di assessori e deleghe, doppi e tripli incarichi, assessori comunali intoccabili o no che non dialogano ma, soprattutto non si confrontano con i consiglieri comunali, ritenuti inutili da un atteggiamento arrogante. Proverò a spiegare dalla mia posizione di "inutile" consigliere comunale i fatti o i misfatti, anche perché so che anche voi che leggete, volete essere aggiornati per poter dire la vostra e provare a cambiare le cose come me, insieme a me. Lo tsunami La Salvia & Co hanno cancellato il Centro Diurno Anziani senza alcuna pronta soluzione, nonostante fossero al corrente che la precedente amministrazione Ventola aveva ristrutturato, migliorandone le condizioni di funzionalità, l'unico esistente in villa comunale e che, a fine mandato, era riuscita ad ottenere un finanziamento per un ulteriore ammodernamento ed ampliamento. Poi, nel 2012, con l'avvento del "cambiamento" tutto è andato perso, sono stati avviati i lavori per la demolizione della struttura esistente ed a seguito di indagine archeologica tutto è stato drammaticamente abbandonato, il comune ha addirittura dovuto risarcire con i nostri soldi la ditta che aveva vinto la gara di appalto ed iniziati i lavori. Si, avete letto bene, hanno pagato la ditta con i nostri soldi, oltre ad aver perso i finanziamenti regionali e "demolito" l'unico centro anziani esistente, ci abbiamo anche rimesso i soldi! Si è chiusa la storia del Centro Diurno che non avremmo mai voluto vedere, perché il centro per anni ha garantito un fondamentale servizio a tante persone che lì avevano stretto anche legami di amicizia.

La rete sociale canosina per l'inclusione degli anziani doveva essere potenziata e non smantellata. Gli ospiti del Centro Diurno hanno il diritto di tornare ad avere un luogo dove incontrarsi, consentendo loro di trascorrere allegre giornate in compagnia, foss'anche per giocare a carte. Anziani che sono stati abbandonati da una sinistra che di sociale non ha più nulla e che usa il linguaggio dei banchieri, a danno del popolo italiano, contro gli ultimi, contro coloro che non hanno voce perché messi in un angolo. Un'amministrazione di sinistra che dai banchi della maggioranza si è sempre "spacciata" per paladina dei diritti dei deboli, avrebbe dovuto interloquire assiduamente con la soprintendenza e concordare modalità per completare l'opera iniziata (cosi come si è sempre fatto negli anni precedenti, ad esempio per la ristrutturazione del teatro comunale Lembo) ed invece il nulla del nulla e tutto a danno di persone anziane, che proprio in quel luogo trovavano occasione di socialità. Una città che compie passi indietro su tutto, un'amministrazione comunale incapace di tutelare le fasce più deboli della popolazione, ha inevitabilmente fallito la propria missione. In una città che arretra giorno dopo giorno di più, che riduce progressivamente i servizi e non, che non tutela il diritto alla socialità degli anziani, immaginare un futuro diverso dal cupo presente, che sia invece di riscatto e di crescita, è decisamente impossibile. Ormai, resta la realtà di un Centro Diurno Anziani chiuso, dimenticando che anziani lo diventeremo tutti, anche voi che lo avete chiuso.
Mariangela Petroni, consigliere comunale

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