CartaAttiva Fiera Bari
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Turismo

CartaAttiva: per la geografia dei grandi beni culturali di Puglia

Il professor Giuliano Volpe “E' uno strumento di arricchimento dal basso”.

Si chiama CartApulia e sarà operativo entro la fine del 2018. È il portale di CartAttiva, lo strumento informativo dei Beni Culturali sul territorio che attraverso il web permetterà alle strutture museali di inserire autonomamente aggiornamenti e notizie e agli utenti di conoscere meglio il patrimonio dei beni culturali pugliesi. Introducendo il workshop didattico CartAttiva nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, lo ha annunciato l'Assessore Regionale Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, che ha sottolineato il nuovo aspetto fortemente divulgativo della Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia, nata nel 2006 e sviluppatasi come risultato del lavoro partecipato di più di 20 musei di tutta la regione. "Uscire fuori dal perimetro della nicchia degli studiosi per guardare in mare aperto a tutti coloro che possono essere interessati a fruire dei nostri Beni Culturali – la dichiarazione dell'assessore Loredana Capone - Con questo obiettivo nasce CartaAttiva che è, innanzitutto, uno strumento ad uso collettivo e un modo per raccontare a cittadini e turisti la geografia dei grandi beni culturali di Puglia attraverso le storie che li hanno abitati. Con un linguaggio semplice, accessibile a tutti, e le migliori tecnologie del momento, affinché ogni singolo bene sia a portata di click. Come i tempi richiedono". Durante il workshop di ieri, si è, infatti, discusso delle linee strategiche di evoluzione della Carta con particolare riferimento ai contenuti del D.M. 113/2018 "Adozione dei livelli minimi uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema Museale Nazionale". Con Loredana Capone sono intervenuti Aldo Patruno (Direttore del Dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia), Silvia Pellegrini (Dirigente Sezione Valorizzazione Territoriale Regione Puglia), Antonella Panettieri (Dirigente Servizio Reti e Ricerca applicata ai Beni Culturali Regione Puglia), Maria Assunta Apollonio (Innovapuglia), Paola Diomede (AT Sezione Valorizzazione territoriale Regione Puglia) ,Raffaele Colaizzo (AT Sezione Valorizzazione territoriale Regione Puglia), Paolo Schiavano (museo Ugento), Don Nunzio Falcicchio (museo Mudima) ed il Prof. Giulio Volpe (Cons. Superiore dei beni culturali e paesaggistici)."La Carta dei Beni è uno strumento complesso; è una carta di relazioni. Conserva un impianto archeologico perché basato su un approccio territoriale, globale e stratigrafico. E' uno strumento di arricchimento dal basso. Unica carta dei beni culturali in Italia che si adatta perfettamente al Sistema Nazionale", ha precisato il prof. Giuliano Volpe.

Le attività, che hanno visto il coinvolgimento di una platea rappresentativa di uno specifico segmento di attori, sono partite dall'analisi della versione di "test" della Carta, attualmente non accessibile al pubblico, per condividere le modalità dell'implementazione in termini di innovazione tecnologica, innovazione gestionale, didattica per l'infanzia e ampliamento delle fasce di utenza dei Luoghi della Cultura. Molteplici le finalità del workshop, a partire dalla divulgazione dei contenuti del modello di test della nuova Carta dei Beni Culturali regionali e la sperimentazione di forme di partecipazione al processo di implementazione degli stessi contenuti nella carta e dei servizi didattici nei Luoghi di Cultura, anche alla luce del D.M. 113/2018. Il laboratorio si è anche proposto di sperimentare forme di gestione delle informazioni fondate sul senso di comunità e di collaborazione scuola–luogo di cultura e di far emergere i bisogni inespressi della comunità scolare al fine di stimolare i luoghi di cultura al raggiungimento dei requisiti di qualità tramite la dotazione di servizi didattici specialistici. Tra gli obiettivi anche il monitoraggio sull'efficacia della comunicazione tra i luoghi di cultura e la comunità locale, la stimolazione del senso di affezione tra le nuove generazioni ed il patrimonio culturale, la sperimentazione di forme di fruizione family friendly, basate sul presupposto che la fascia d'età prescelta possa condividere l'esperienza con il proprio nucleo familiare, operando di fatto l'ampliamento delle fasce d'utenza dei beni culturali sul territorio, la stimolazione dell'innovazione tecnologica e l'ampliamento delle competenze specialistiche nel sistema museale regionale e, infine, la sperimentazione di forme di gestione sostenibili basate su sistemi di rete tematica e/o territoriale. L'evento era rivolto a docenti e dirigenti scolastici, scolaresche, direttori dei musei, associazioni Culturali che ricoprono ruolo di gestori di Luoghi della Cultura e start up che operano nel settore della didattica museale, della tecnologica e dell'informatica, della proto tipizzazione e del turismo.
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