In ginocchio il settore florovivaistico in Puglia

L'emergenza coronavirus nel momento di maggiore produzione

mercoledì 11 marzo 2020 16.29
In ginocchio il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo che registrano il crollo degli ordini in media del 70% con punte fino al 100%, con milioni di fiori e piante rimaste invendute. E' quanto denuncia Coldiretti Puglia sulla base delle segnalazioni arrivate dalle aziende florovivaistiche pugliesi. "L'emergenza coronavirus malauguratamente si è abbattuta proprio nel momento di maggiore produzione di un comparto caratterizzato da prodotti stagionali, considerato che da marzo a metà maggio si concerta il 70% delle vendite annuali. Il polo florovivaistico della provincia di Bari risente del blocco del mercato interno con disdette pari al 60% degli ordini, per il crollo della domanda di fiori e piante, pur non essendoci grandi problemi legati alla logistica perché i corrieri sul territorio nazionale, con le dovute prescrizioni e autocertificazioni per la movimentazione, riescono a garantire le consegne", denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. "Il mercato estero, invece, risente sensibilmente del problema della logistica, perché non si trovano autotrasportatori stranieri – aggiunge il presidente Muraglia - che vadano all'estero e, ove si trovano, si registrano speculazioni sui costi per la richiesta di aumento dei compensi. Ma il sistema produttivo non può fermarsi".

Con la scusa del Coronavirus le esportazioni di fiori pugliesi, inoltre, vengono ingiustamente bloccate alle frontiere con motivazioni pretestuose e grave danno per le imprese tricolori – aggiunge Coldiretti Puglia - mentre si moltiplicano i casi di carichi di prodotti florovivaistici fermati alle dogane dei Paesi vicini, Francia in primis, e messi in quarantena senza alcuna motivazione plausibile. Il coronavirus – ricorda Coldiretti – non si trasmette, infatti, con le piante e non c'è dunque alcun rischio nella loro immissione sul mercato. "Da 3 giorni è stato registrato il blocco totale con l'azzeramento degli ordini del 100% rispetto alla settimana scorsa, parliamo di milioni di piante già pronte alla vendita che nel giro di pochi giorni bisognerà buttare, con le serre piene e la mancanza di spazio per fiori e piante già programmate per l'estate", insiste il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele.

"A Leverano il mercato resterà chiuso fino al 3 aprile con le ripercussioni prevedibili, mentre non ci sono più ordini dal Nord Italia di fiori, parliamo di milioni e milioni di steli che andranno buttati, di ranuncoli, anemoni, statice, garofani del poeta, lilium, strelitzie, craspedia, miniature, solidago, gipsophila, gerbere e altri. Unico barlume di restano le aste Olandesi anche se già i prezzi rispetto alla settimana scorsa sono diminuiti del 50%. Il settore florovivaistico in provincia di Lecce è già in crisi di anni e questa ulteriore tegola rischia di far chiudere i battenti a decine di aziende con il conseguente licenziamento di centinaia di lavoratori", aggiunge il presidente Cantele. Il blocco mette peraltro a rischio gli stessi fiori. Trattandosi di merce molto deperibile, bastano pochi giorni di stop perché l'intero carico finisca per dover essere gettato. Altrettanto ingiustificate sono le disdette – continua Coldiretti - giunte in queste settimane da diversi importatori esteri, anch'essa con la scusa del Coronavirus.

A rischio le vendite per la festa del papà del 19 marzo e i successivi festeggiamenti per la domenica delle Palme, Pasqua, festa della mamma – dice Coldiretti Puglia – dove a preoccupare è soprattutto l'emergenza Coronavirus con la Coldiretti impegnata nella campagna "un fiore tricolore per sconfiggere la paura" per sostenere il settore del florovivaismo dopo il pesantissimo stop delle vendite in seguito all'emergenza sanitaria. Un fiore vince la paura e porta felicità nelle case e nelle nostre vite. Coldiretti invita ad adornare i balconi, le finestre, dando un segnale positivo al mondo, perché il fiore è il simbolo della resilienza e della voglia degli italiani di non farsi sopraffare dalla paura.