| IPOGEO REIMERS
Frederike van der Wielen Nel 1912 Pagenstecher pubblicò, nella rivista Apulia, sotto il titolo Corredo funebre da Canosa (1912b, 134, n. 1, 135), una serie di oggetti che si trovavano allora nella collezione privata del signor Reimers ad Amburgo. Per la descrizione della tomba da cui provenivano questi oggetti, Pagenstecher si è basato su uno schizzo pervenuto ad Amburgo con gli oggetti, ma mai pubblicato; inoltre, una notizia aggiunta al disegno diceva espressamente che non c'era alcuna cintura di bronzo. Quanto alla collezione Reimers, Pagenstecher indica altrove che essa era stata costituita in seguito all'acquisizione, circa vent' anni prima, di una collezione privata barese e che si era arricchita in seguito grazie a degli acquisti. Nel 1917 questa collezione è entrata a far patte del Museum fur Kunst und Gewerbe di Amburgo, probabilmente senza lo schizzo sopra menzionato, in quanto esso non è stato ritrovato nel Museo secondo le indicazioni fornite dal Pagenstecher, la tomba, la cui esatta ubicazione è ignota, presentava a quanto pare un impianto semplice. Questo era costituito da un dromos a gradini, lungo 3 e largo 2 m, e una camera, lunga 2,30 e larga 7 m. La porta, alta 1,70 m, era del tipo detto dotico, con stipiti inclinati verso l'alto. Alcuni capitelli decoravano la parete di fondo della camera. A ciascun lato dell'ingresso giaceva «<probabilmente su un banco» uno scheletro, vicino al quale si trovavano alcuni oggetti depositati durante la cerimonia di sepoltura. il corredo accanto allo scheletro di destra, comprendeva cinque vasi fittili: un grande askos vicino alla mano destra, tre pissidi e una coppetta. il corredo presso il secondo scheletro era costituito da tre vasi fittili dorati, tra cui una brocca vicina al cranio e un'altra, simile, accanto alla gamba sinistra. Nella stessa tomba furono trovati inoltre, sempre secondo Pagenstecher, quattordici bottoni di bronzo, una testa di ariete bronzea ed una serie di piccoli oggetti sempre in bronzo. Lo schizzo sopra menzionato mostrava che dei sette bottoni giacenti su uno dei due scheletri, tre stavano fra la spalla sinistra e la coscia sinistra, e altri quattro sotto le ultime costole, e che inoltre la testa di ariete si trovava fra le gambe dello scheletro ornato dai bottoni.
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