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Schede storico turistiche di Canosa di Puglia
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Ipogeo Matarrese




   
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IPOGEI  MATARRESE

 
Per le sue caratteristiche il  sottosuolo canosino è stato sempre utilizzato per la realizzazione di luoghi di sepoltura come ipogei e catacombe. A partire dall'Ottocento, il sottosuolo è stato  usato per l'estrazione del tufo realizzando nel tempo una sarie di cave sotterranee,  chiamate "grotte".  L'estrazione del tufo è terminata intorno al 1925 e alcune grotte  sono state utilizzate per la conservazione del vino e dell'olio. Le altre grotte,  invece, sono state abbandonate al degrado. Attualmente sono visitabili alcune grotte  tra cui una grotta che è stata scoperta  attorno al 1950 dal Sig. Matarrese Giuseppe, proprietario dell'accesso. All'interno  della grotta troviamo un crocifisso e altre figure scolpite probabilmente da un  "tufarolo" dell'Ottocento.Scarsa e' la luce naturale che attualmente filtra da  tre dei cinque lucernai che insistono sulla volta della grotta, due dei quali sono  stati chiusi a causa di costruzioni per civili abitazioni. I tufaroli usavano delle  lanterne ad olio per illuminare l'ambiente che erano collocate nelle piccole nicchie  di appoggio visibili sulle pareti della grotta. Al termine della scalinata d'ingresso  troviamo una testa di leone e subito sulla destra un crocifisso che è stato scolpito  nella parete divisoria della grotta, su un arco tufaceo.  La scultura ha un'altezza di 1.80 e su di essa possiamo anche osservare le diverse colorazioni, in marrone scuro  la croce, i chiodi e la scritta I.N.R.I. e possiamo anche ammirare un particolare risalto in rosso per le ferite del Cristo, sul petto sulle braccia e sulle ginocchia. Proseguendo nella visita alla grotta possiamo notare scolpiti su un altro arco tufaceo due sculture che rappresentano "u munecacidde" e la "fata", che erano due personaggi immaginari della cultura popolare dell'800 e del '900. Ai lati dei due personaggi possiamo anche osservare due teste raffiguranti probabilmente due cervi scolpiti sulle  mura che costeggiano l'arcata. Le figure non portano alcun segno dell'autore, ma probabilmente sono state scolpite dopo le estrazioni tufacee di fine Ottocento.

 
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