| S. Pietro è comunemente ritenuta la prima cattedrale canosina, pertanto la si fa risalire all'epoca dell'episcopato di Stercorio (prima metà del IV secolo) o poco più tardi. È ricordata nella Vita di Sabino, non tra gli edifici da lui fatti costruire, ma come basilica cattedrale ancora all'epoca del suo presulato; qui, narra sempre la Vita, fu sepolto originariamente lo stesso Sabino intorno al 566 (Historia vitae inventionis translationis s. sabini episcopi: AA.ss. FebruariilI, 327) .La chiesa è anche documentata nella seconda metà del VII secolo. La Vita, infatti, tramanda che la duchessa di Benevento Teoderada fece costruire accanto all' edificio una memoria, nella quale venne traslato il corpo di Sabino (Historia vitae, 328).
La chiesa era ancora visibile nel 1764, ma forse già in rovina se fu possibile al principe Capece-Minutolo far asportare dall'interno marmi preziosi, tra cui una colonna di «granito orientale di colore scuro» (Morea 1973,126-128). Attualmente non è più visibile, ma a ricordarne la presenza è il toponimo «Colle di S. Pietro», dato ad una piccola altura a sudovest dell'abitato, tra la via di Lavello e la via di Andria. La zona attende di essere indagata archeologicamente; essa si presenta, ad una semplice ricognizione di superficie, cosparsa di grossi spezzoni murari, di elementi architettonici e di frammenti marmorei che possono, con molta probabilità, appartenere all'edificio cultuale. La frequentazione tardoantica della zona è altresì testimoniata dalle recenti indagini compiute dalla Soprintendenza Archeologica in un cantiere edilizio tra via Goldoni e via S. Pietro (Corrente 1989, 116-167; 1990,321-322).

In mancanza di fonti più antiche della Vita e di precisi dati archeologici, i problemi che questa chiesa pone non possono, al momento, che essere affrontati in via molto ipotetica. Stando alla Vita, quindi, lo spazio cristiano del IV -V secolo è da localizzare sul colle di S. Pietro, in un'area piuttosto periferica, anche se pur sempre, ma questo in età imperiale, di alta qualificazione urbana. Infatti il tempio di Giove Toro, le terme Ferrara e Lomuscio sono poco più all'interno; poco più ad est, sul colle di S. Leucio, si ergeva quel grandioso tempio italico, su cui si inserì nel V secolo la basilica tetraconca dei SS. Cosma e Damiano (più tardi detta di S. Leucio) S.Pietro all'epoca di Sabino era ancora detta cattedrale, perche qui, forse, era rimasta la residenza del vescovo, dal momento che lo stesso Sabino, come ormai è chiaramente accertato, aveva voluto un nuovo complesso episcopale (basilica e battistero) nel piano di S. Giovanni, area più centrale rispetto al colle di S. Pietro, attraversata dal tratto urbano della via Traiana (D' Angela1984, 348-349. |