| LE TERME FERRARA
(Rinterro effettuato il 02/02/2007)
Le terme Ferrara giacciono sepolte nei sotterranei di una moderna palazzina che, nel corso degli anni ’70 del secolo scorso, ha sostituito l’edificio ottocentesco di proprietà della famiglia Ferrara, nel quale erano state precedentemente inglobate. Il nuovo edificio, purtroppo, ne ha distrutto o obliterato una gran parte. L’edilizia dei famigerati anni ’70 ha comportato nello specifico l’abbattimento di un edificio ottocentesco e ha reso definitivamente invisibile uno straordinario complesso archeologico. Infatti, proprio perché inserite in una proprietà privata, le evidenze archeologiche scampate alla distruzione sono state sino ad oggi inaccessibili al pubblico.
Il complesso archeologico delle terme Ferrara è uno dei casi più emblematici della scarsa considerazione che la città moderna ha dimostrato, e ancora oggi dimostra, nei confronti del suo passato, delle sue straordinarie testimonianze, di quel suo immenso patrimonio di memorie che il sottosuolo a tutt’oggi continua a restituirci.
L’assenza di una rigorosa normativa urbanistica e la latitanza delle istituzioni da una parte, gli interessi edificatori privati innalzati de facto a “diritto universale” dall’altra, hanno fatto sì che, qui più che altrove, negli anni si sia “costruito” di tutto, tranne un importante valore: quel sentire diffuso capace di rendere il “rudere antico” patrimonio pubblico, memoria collettiva, bene culturale. Qualcosa, insomma, che appartenga a tutti e di cui tutti possano godere.
La visita guidata o l’adozione di un monumento, oggi, possono certamente favorire l’accrescimento della conoscenza del territorio, dell’ambiente e della storia della propria città; possono stimolare la costruzione nelle nuove generazioni di un diverso approccio nei confronti del “rudere antico”, centrato sul tema dei beni culturali e ambientali come spazio pubblico da conoscere, rispettare, curare, usare e vivere. Diversamente, continueremo a percepire i luoghi dell’antico come spazio da abbandonare, distruggere, attraversare con indifferenza, come luoghi estranei da cui diffidare e dei quali la città, cieca e arrogante, può far certamente a meno. Altrimenti, perseguendo la strada della distruzione progressiva delle testimonianze del passato e dell'ambiente, sarà sempre più difficile progettare e costruire un futuro migliore.
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