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Schede storico turistiche di Canosa di Puglia
I monumenti, le chiese, i palazzi storici
Siti Archeologici
Tomba degli Ori
IV Secolo a.C.

Taranto

   
 Galleria Forografica
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I prodotti dell'oreficeria, più di altre espressioni dell'arte e dell'artigianato artistico antichi, assumono un carattere internazionale, che difficilmente consente di determinare con sicurezza la loro provenienza. Un artigianato altamente specializzato e più di ogni altro pronto alle richieste di una committenza esigente e sensibile alle novità della moda, non poteva ovviamente rimanere costretto entro i limiti di una produzione tradizionale e circoscritta, ma doveva essere aperto a tutte le innovazioni, da qualsiasi zona esse provenissero.
 
Pertanto, solo da un esame vasto e capillare, esteso anche ad altre aree geografiche, si può trarre un orientamento sui caratteri specifici di una determinata produzione, allorche essi si ripetano con costanza o siano, comunque, prediletti rispetto ad altri di durata effimera. Nel campo della toreutica certamente si sono avuti stretti rapporti tra Canosa e la Macedonia. La casa regnante macedone, in così rapida ascesa con Filippo II, deve avere attirato toreuti ed orafi, ancor più di scultori e filosofi. Non sappiamo, però, se una così importante committenza abbia fatto confluire in Macedonia anche artisti provenienti dalle città della Magna Grecia. Allo stesso ambiente si riportano i raffinati vasi di vetro e l'anello dello stesso materiale presenti nella tomba degli Ori di Canosa.
 
 
 
I rapporti con l'Etruria sono testimoniati, alla fine del IV secolo a.C., da borchie auree decorate con teste femminili, derivanti da certi bottoni con testa di Medusa. Si è accennato più volte alla diffusione dei prodotti dell'oreficeria tarantina presso le genti indigene della Puglia. Possiamo aggiungere, ora, che certi aspetti del costume funerario, come la deposizione di corone di sottili foglie auree, ritrovate nelle tombe di centri indigeni come Teanum Apulum, Canosa, Caeliae, Mesagne, Oria, mostrano qualcosa di più di una semplice importazione di oggetti di prestigio; essi indicano una profonda ellenizzazione di tali centri. Ciò è ancor più evidente se si considera che in età più antica, nel IV secolo a.C. si osserva ancora una resistenza dell'ambiente indigeno ad accogliere innovazioni come l'uso dei bottoni per gli abiti in sostituzione delle fibule.
   Fonte: Museo Archeologico Nazionale
 
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