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Schede storico turistiche di Canosa di Puglia
I monumenti, le chiese, i palazzi storici
Cattedrale di San Sabino
ex Chiesa Beata Vergine Madre di Dio - Anno 586 d.C.
500 d.C.

Piazza S.Sabino - Canosa di Puglia

   
 Galleria Forografica
APERTURA AL PUBBLICO:
TICKET INGRESSO:
Gratuito
SERVIZI DISPONIBILI:
Visite Guidate Accessibile ai disabili Non Disponibile Non Disponibile Non Disponibile
  
La Diocesi di Canosa e la Cattedrale
 

Dalla Cattedrale di San Pietro alla nuova Chiesa Beata Vergine Madre di Dio.
Nella parte del paese distrutta dagli invasori e abbandonata dai suoi abitanti, sorgeva, sul colle di S. Pietro uno dei sette colli di Canosa la grande Basilica Cattedrale dedicata, appunto, a San Pietro Apostolo. Per le rovine che la circondano e per l'esodo della popolazione, dopo il 581 Chiesa viene a trovarsi in una landa desolata. Il completo stato di abbandono in cui viene lasciata non possono portare, nel tempo, che al suo deterioramento e alla sua distruzione. Si rende per questo inevitabile scegliere una nuova Cattedrale, trasferendola in una zona che sia più vicina al nuovo nucleo abitato. Viene scelta la Chiesa della Beata Vergine Madre di Dio che, edificata qualche secolo prima del Vescovo Sabino a circa un miglio di distanza dal colle S. Pietro, diventerà poi, con ampliamenti e rifacimenti, l'attuale Cattedrale dedicata a San Sabino. Nei primi anni del 1800, dell'antica Cattedrale di S. Pietro non veniva ricordato che il nome (ora esistono una strada ed una piazza San Pietro), anche perchè nel 1790 erano crollate le ultime vestigia del tempio e cioè quello che era definito il magnifico Arco della Tribuna. Attualmente sono stati ripresi gli scavi nell'area di San Pietro. ( vedi scheda ).

 
La Diocesi
La prima notizia dell’esistenza della diocesi canosina è la sottoscrizione di Stercorius tra i vescovi partecipanti al concilio di Sardica nel 343. Per l’epoca precedente al IV secolo, pur in assenza di fonti storiche attendibili, considerazioni storiche generali rendono plausibile l’esistenza di una comunità di cristiani già nel II secolo. Anche l’istituzione della diocesi può essere anteriore alla sua prima attestazione e risalire quanto meno agli inizi del IV secolo se non al III, in contemporanea con le prime testimonianze di altri distretti diocesani dell’Apulia, collocate in centri di minor rilievo. La partecipazione di un vescovo al concilio di Sardica rafforza ulteriormente l’ipotesi che la diocesi sia precedente alla metà del IV secolo, in quanto è difficile ritenere che una comunità di recente istituzione possa essere stata in grado di inviare un vescovo ad un concilio di grande importanza, come unico rappresentante delle Chiese pugliesi.

La cronotassi della città, una delle più ricche dell’Italia meridionale, offre i nomi di altri quattro vescovi dopo Stercorius. Fra il 465 e il 474 si colloca l’episcopato di Probus, a cui segue negli ultimi anni del V secolo quello di Rufinus e dall’ottobre del 502 quello di Memor. La storia della diocesi canosina nel VI secolo è legata all’azione del vescovo Sabinus, il cui episcopato si colloca tradizionalmente tra il 514 e il 566, sebbene la sua attività sia attestata con certezza solo fra il 531 e il 542-552. In questo periodo la diocesi canosina raggiunse il massimo splendore sotto la guida del suo potente vescovo. Sul finire del VI secolo, dunque non molti anni dopo la morte di Sabino, la diocesi canosina sembra attraversare un periodo di difficoltà. Nel luglio del 591 Gregorio Magno, con un’epistola al vescovo sipontino Felix, affida la sede di Canusium a Sipontum per riorganizzare la diocesi. Risulta difficile seguire le vicende della diocesi canosina nei secoli successivi al VI: nel VII secolo, in modo simile ad altre diocesi dell’Apulia, anche Canosa sembra accusare il colpo della presenza longobarda. Dopo questa notizia, la diocesi di Canosa riaffiora nelle fonti solo nel IX secolo, quando ne fu vescovo Petrus, che circa tre secoli dopo l’episcopato di Sabino curò la traslazione del corpo del suo illustre predecessore nella cattedrale e commissionò la stesura della sua “Vita”.
   Fonte: da Giuliano Volpe, IL COMPLESSO EPISCOPALE PALEOCRISTIANO DI SAN PIETRO A CANOSA, e da CANOSA 1800-1950 di Vincenzo Petroni. Ed. 1987.
 
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