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La festa del “Solstizio” della Guardia di Finanza

Memoria storica del 21 Giugno


Domenica 2 Luglio 2017 ore 9.32

Nella ricorrenza del 21 Giugno, giorno della Festa della Guardia di Finanza, ignari delle radici storiche abbiamo offerto gli auguri "al Solstizio d'Estate" delle Fiamme Gialle, nella coincidenza astronomica della stessa. Ma la parola "Solstizio" l'abbiamo poi ritrovata con gioia di ricerca storica, chiedendo e ricevendo le preziose conoscenze al Maggiore Gerardo Severino, Direttore del Museo Storico di Roma della Guardia di Finanza, con cui abbiamo già realizzato un percorso culturale sulla Festa di S. Matteo, Santo Patrono, donando un "cimelio" di stampa-quadro di ricerche filologiche delle fonti del 1941. Ringraziamo il Direttore, Maggiore Severino e riportiamo i dati storici, patrimonio non solo del Corpo della Guardia di Finanza, ma anche dell'Italia sul Piave nel Centenario della Grande Guerra del 1915-18.

La "Festa del Corpo" è stata istituita nel 1925 dall'allora «Ministero della Guerra», con la circolare n. 277 in data 31 maggio, pubblicata sul Giornale Militare dello stesso anno. Con tale disposizione, la "data anniversaria di fatti d'armi commemorata dal Corpo" fu indicata nel 5 luglio 1918, e ciò in ricordo: "… della vittoria ottenuta dalle nostre armi nel combattimento tra Piave vecchio e Piave nuovo, alla quale vittoria concorse efficacemente, dopo aspra lotta sostenuta, il 7° Battaglione del Corpo, guadagnandosi la Medaglia di Bronzo al Valor Militare". Con la stessa circolare furono anche stabilite le iscrizioni da apporsi sul gambo della freccia della Bandiera di Guerra del Corpo, a ricordo dei principali fatti d'arme a cui prese parte la Guardia di Finanza nella campagna di guerra 1915-1918. Sul Foglio d'Ordine Speciale, pubblicato per la circostanza il 27 giugno 1925, l'allora Comandante Generale del Corpo, Gen. C.A. Ghersi, diffuse la notizia, accompagnandola con queste toccanti parole, connotate di un'incredibile attualità: "Se ne prenda argomento per ricordare anzitutto con reverenza e gratitudine tutti i commilitoni caduti nell'adempimento del dovere in pace ed in guerra, dal sacrifizio dei quali tanta luce di gloria e tanta nobiltà d'animo promanano".

Nel 1965, l'allora Comandante Generale del Corpo, incaricò il Presidente del Museo Storico, Gen. Div. Gaetano Simoni, di individuare una data diversa dal 5 luglio, onde fissare la nuova festa anniversaria. Con Appunto in data 15 gennaio 1966, il Presidente del Museo propose, fra l'altro, di anticipare al 21 giugno la "Festa del Corpo", senza quindi stravolgere le motivazioni storiche. Con il Decreto Interministeriale in data 25 aprile 1966, la "data anniversaria di fatto d'arme che deve essere commemorata dal Corpo della Guardia di Finanza è il 21 giugno 1918 (Due Piavi)", data d'inizio dell'offensiva che portò alla conquista, da parte dello stesso 7° Battaglione, di quel fronte di combattimento. Infatti, furono proprio i Finanzieri che per prima traghettarono, con fragili imbarcazioni, il fiume Sile e il basso Piave, travolgendo l'avanzata imperiale austro-ungarica sui due fronti del Piave. Nelle truppe del Regno d'Italia, tutta l'Italia di libertà e unità fu presente sul fronte del Piave nel sacrificio che fu definito dal poeta Gabriele D'Annunzio "la Battaglia del Solstizio".

Dalla Regia Guardia di Finanza alla Repubblica Italiana, le radici storiche eroiche del 21 giugno e del fatto d'arme del "Solstizio", il 21 Giugno segna la Festa della Guardia di Finanza, nel patrimonio militare del Corpo e nel patrimonio civile dei nostri padri del Popolo Italiano sul fronte del fiume Piave sacro alla Patria, che ancora oggi, come ieri fra i banchi di Scuola, "mormora" la coscienza spirituale e la dignità democratica del Popolo Italiano. Nella visita del 21 giugno 2017 a L'Aquila, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il seguente messaggio: «Nella ricorrenza del 243° anniversario della fondazione, rendo omaggio alla Bandiera della Guardia di Finanza, simbolo della dedizione del Corpo al servizio dell'Italia e a tutti i Finanzieri che nella tradizione plurisecolare dell'istituzione hanno saputo affermare i valori dello Stato.In questa solenne circostanza desidero esprimere alle donne e agli uomini della Guardia di Finanza la riconoscenza della Repubblica per il loro impegno nella difesa dei principi di giustizia e legalità, tanto più significativi sul terreno della tutela della sicurezza economica e finanziaria del Paese, dei cittadini e delle imprese, base essenziale per ogni democrazia. Il contrasto di un ampio spettro di infiltrazioni criminali, dalle frodi negli appalti all'evasione fiscale, dalla corruzione alle truffe sull'utilizzo dei fondi pubblici, è stato condotto con rigore e professionalità.A questi fronti si è aggiunta l'azione di ricerca e lotta ai flussi finanziari illeciti che alimentano il terrorismo internazionale.In coordinamento con le altre Forze Armate e la Protezione Civile, i Finanzieri si sono distinti nella instancabile opera di soccorso a favore delle popolazioni duramente colpite dalle recenti calamità naturali, che hanno sconvolto l'Italia centrale. Merita di esser sottolineata la pregevole attività dei Finanzieri del comparto aeronavale nel costante impegno nelle operazioni di soccorso ai migranti che affrontano in condizioni disumane le grandi insidie del mare.Nella memoria grata verso coloro che hanno perso la vita nell'adempimento del loro dovere, rivolgo a tutti gli appartenenti al Corpo e alle loro famiglie i più fervidi voti augurali». Il messaggio molto significativo rende apprezzamento e onore ai diversi «fronti» di impegno e di servizio della Guardia di Finanza: dalla sicurezza economica e sociale, al terrorismo, alle calamità naturali dell'Italia centrale, al soccorso dei flussi dei migranti. Sono fronti che danno onore a quell'impegno militare del 1918 sul Fronte dei "due Piavi". Nella memoria grata dei nostri padri il Piave è uno solo, non più distinto e diviso tra "cis" e "trans", è il fiume sacro della Patria e d'Italia.
Auguri al Solstizio della Guardia di Finanza e alle loro famiglie.
Cav. Giuseppe Di Nunno da Canosa di Puglia
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