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Impegno quotidiano, abnegazione e passione

I valori del Cavaliere Peppino di Nunno


Domenica 4 Giugno 2017 ore 18.51

Lo scorso 2 giugno, alla cerimonia per il 71esimo anniversario dalla proclamazione della Repubblica Italiana che ha avuto luogo presso il giardino del Palazzo del Governo di Barletta, ha partecipato una rappresentanza della comunità canosina. Tra le autorità civili, militari e religiose del territorio erano presenti tra gli altri: il vice sindaco di Canosa, Leonardo Piscitelli; l'assessore alla cultura, Sabino Facciolongo; il consigliere regionale, Francesco Ventola; il presidente dell'associazione ANCRI (Associazione Nazionale dei Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana), Cosimo Sciannamea. La cerimonia è stata inaugurata sulle note dell'Inno di Mameli a cura dell'Orchestra dell'Istituto Comprensivo "Ettore Fieramosca" di Barletta ed è proseguita con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del discorso istituzionale da parte del Prefetto di Barletta Andria Trani, Clara Minerva. "Impegno quotidiano, abnegazione e passione" sono stati alcuni dei valori riconosciuti dal capo dello Stato a 16 cittadini della Provincia di Barletta Andria Trani, tra i quali tre canosini: l'imprenditore agricolo, Alfonso Petroni; il luogotenente dell'Aeronautica Militare, Francesco Michele Di Pinto e l'insegnante e ricercatore storico Giuseppe di Nunno, cui il Prefetto, assieme ad altre autorità istituzionali, ha consegnato le Onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per essersi distinti per senso del dovere e responsabilità nei rispettivi ambiti lavorativi e nel settore sociale e del volontariato.

L'Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) che è la più alta onorificenza concessa dal Capo dello Stato, è stata istituita con la legge 3 marzo 1951 n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951). L'OMRI è il primo fra gli Ordini nazionali destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari". Il Presidente della Repubblica è Capo dell'Ordine, retto da un consiglio composto da un Cancelliere e sedici membri. L'Ordine è suddiviso nei seguenti gradi onorifici: Cavaliere, Cavaliere Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce. """Nel ricevere l'onorificenza del titolo di 'Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana', ripercorro nella mente e nel cuore il curriculum vitae punteggiato da numerose opere volontarie elaborate sia nel periodo di servizio di Maestro di Scuola Elementare e soprattutto nel periodo di quiescenza dopo il 2009""". - Esordisce così l'insegnante in quiescenza, ricercatore storico e redattore di Canosaweb, Giuseppe Di Nunno che commosso ha ripercorso da par suo le tappe per arrivare ad essere insignito dell'OMRI - """Mi soffermo con Diomede, con Giove Toro, con San Sabino, sulle vie di tre civiltà riscoperte in molte ricerche nuove dall' epoca ellenica, romana, paleocristiana, fra i sacri ruderi di Principi, Imperatori e Vescovi. Mi soffermo nelle grotte sottoterra, nelle viscere tufacee delle cento storiche cantine vinicole sotterranee di Canosa, esplorate con rischio della vita, illustrate al Ministero della Protezione Civile, utilizzate come censimento nel progetto di risanamento geologico del Comune e nella Tesi di Laurea a Strasburgo nella grotta del Monacello e del Crocifisso da me scoperti. Mi soffermo sui Campanili in alto sul paese verso il cielo scalando i Campanili delle Chiese e le Torri civiche di Canosa scrivendo le pagine del libro dei "Sacri Bronzi". Mi soffermo ai piedi del "Campanile" della Cattedrale, che ho suonato tirando le funi da ragazzo, che ho scalato scoprendo PIO IX e San Sabino negli "aerumnosis temporibus", approdando poi allo studio delle campane storiche del Palazzo Montecitorio e della Campana dei Caduti e della Pace di Rovereto."""

Da Canosa di Puglia a Roma e ritorno, prosegue il suo excursus biografico con le opere socio-storico-culturali realizzate : """Mi soffermo sul Colle del Quirinale con il Progetto "ob amorem patriae" sull'Unità d'Italia , esposto al Vittoriano che portò nel 2011 la delegazione di Scuola e di Chiesa di Canosa e di un Comune del Veneto, Pederobba, che sarà suggellato dal Quirinale nel Patto di Amicizia, fecondo di opere dal 2011 ad oggi. Quel progetto sempre attuale è stato svolto nella mia Scuola de Muro Lomanto di Canosa, con la condivisione della Dirigente Scolastica Nadia Landolfi, delle Colleghe, degli Alunni che evocavano "Tutti a Scuola" tra berretti e magliette del Tricolore. Il progetto volontario è approdato poi al MIUR, al Ministero della Pubblica Istruzione nelle mani della Direttrice Dott.ssa Giovanna Boda, che ringrazio nel legame culturale cresciuto negli anni. Mi soffermo sfogliando il libro di dialettologia, "Sulle vie dei ciottoli", riconosciuto patrimonio popolare e sfogliato nell'intercultura dei padri e nelle radici filologiche delle nostre civiltà approdate e sedimentare fra le nostre sacre pietre, da Canosa a Foggia, a Roma, a Firenze, ad Atene. Mi soffermo tra i banchi di Scuola, tra i banchi di cultura del territorio dopo la pensione con le lezioni volontarie offerte e richieste con i bambini di Scuola Materna dell'Immacolata, con i Bambini della Scuola Primaria di tutte le Scuole di Canosa, con gli Studenti Liceali del Liceo Fermi di Canosa, con due Assemblee d'Istituto. Su queste vie oggi mi giunge un pensiero di stima e riconoscenza della Preside, Professoressa Nunzia Silvestri. Ogni lezione ogni ricerca e scoperta fino a quella recente della Scuola Mazzini, con la posa della prima pietra del 1924 con la Dirigente Professoressa Grazia Di Nunno, è diventata una pagina scritta pubblicata volontariamente in un pieghevole. È un metodo del curriculum delle opere, sottolineato con apprezzamento da Mons. Felice Bacco proprio nella conferenza della Scuola Mazzini: "il maestro Peppino in ogni ricerca scrive una pagina". Dici bene Don Felice, perché la storia non è solo una pagina da leggere e da studiare, ma diventa in ognuno di noi "una pagina da scrivere". E ringrazio le pagine :del primo portale cittadino www.canosaweb.it unitamente al suo fondatore Mariano Caputo, de "Il Campanile" e de "La Gazzetta del Mezzogiorno" per la diffusione delle opere e degli studi di cose nuove, alla cui conoscenza si accostava Galileo Galilei."""

Il maestro Giuseppe di Nunno si rivolge alle Istituzioni ed ai suoi massimi rappresentanti :""" Mi soffermo in Prefettura nel giorno del 2 giugno, mentre si canta l'Inno d'Italia"e ripenso all'opera della stele di Scipione l'Africano restaurata venti anni fa e riscoperta con Aldo Moro e con la figura di Scipione, che cantiamo nell'inno di Mameli. Mi soffermo sul Torrino del Quirinale nell'onorificenza della Repubblica Italiana sull'ultima opera offerta del Torrino approdata nella Festa della Repubblica alla Segreteria del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Città del Vaticano, tra "le due sponde tiberine", nel cammino tra Ecclesia e Civitas, tra il Popolo e Dio. L'opera del Torrino è stata offerta e condivisa dal Sindaco del Comune di Canosa, Ernesto La Salvia, dal Sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, dal Sindaco di Pederobba, che ha espresso la sua vicinanza con telegramma alla Prefettura, dove ringrazio S. E. Dott. Clara Minerva, che negli anni mi ha conferito tre attestati di merito. Mi soffermo ai piedi del Monfenera, alle Prealpi in tempo di pace, nel legame umano, storico e istituzionale, scolastico ed ecclesiale con il Comune di Pederobba dal 2003 in terra trevigiana, attraverso i Sindaci Raffaele Baratto e Marco Turatoe la squisita Segretaria Matilde Forlin, mentre ricorre il Centenario della morte dell'eroe canosino Tenente Medico Francesco Iacobone""".

Arrivano i ringraziamenti del maestro Peppino Di Nunno ai suoi amatissimi familiari e amici di sempre : """Mi soffermo con i miei padri e con i miei figli con emozione sulle vie di queste opere, che consegno nell'onorificenza, tra i passi percorsi e le membra fragili e spesso dolenti, ma nell'amicizia e negli affetti familiari della cerimonia, con la presenza di amici del Condominio, di Bartolo Carbone con la sua cravatta sabiniana e la cravatta italiana di Sabino Mazzarella, con gli amici di famiglia della piccola Antonia Casamassima, con la presenza di mia moglie Elena, delle mie sorelle Grazia e Rosanna Di Nunno, con mio fratello maggiore Pasquale, giunto appositamente da Vittorio Veneto. Ma nella memoria dei Padri, di mio nonno Peppino, Cavaliere di Vittorio Veneto, l'emozione più grande è stata la presenza di due miei figli, Gianfranco e Gabriele giunti con i nipotini da Torino e da Padova per condividere la festa di famiglia e di paese. L'anno scorso nel 2 giugno era con me in Prefettura il terzo figlio Davide, che vola e lavora per i continenti . Sono i nostri figli trapiantati da Canosa in tante Regioni e che fanno l'Italia con il loro lavoro, con i loro valori. Mi soffermo alla fine con il nipotino Emanuele da Torino di cinque anni, che consegna in diretta in Prefettura nella Festa d'Italia il quadretto del Torrino del Quirinale al Prefetto, S. E. Dottoressa Clara Minerva. Lui mi chiama "nonno Peppino" e ora anche "Cavaliere d'Italia", ma sono i sorrisi dei bambini di Scuola presenti in Prefettura a cantare e dei figli dei nostri figli a fare da cornice e da sentimento della storia e che ci fanno palpitare""".

Il neo "Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana", Giuseppe Di Nunno, conclude dedicando questa onorificenza: "" ai miei figli, che sono i nostri figli partiti da Canosa e che ritornano nelle radici, ma che fanno l'Italia e l'Europa in tutte le terre. Mi soffermo di sera umilmente con Dio, da solo nell'animo in silenzio, con il Signore della storia, che mi sostiene, mi illumina in queste opere, anche quando non ne siamo degni, ma facciamo con la buona volontà. Non sono mancate, nel corso delle opere, incomprensioni, negazioni, adulterazioni, ma sono le prove che ci aiutano a credere e a perseverare. Mi scrive con sorpresa ed emozione l'amico Sabino Mazzarella sul sacchetto della cravatta che mi ha regalato per l'onorificenza, seguendo le locuzioni latine cui siamo legati: "ad impossibilia nemo tenetur... e tu ci riesci benissimo. Savino". Grazie Sabino! Ringrazio quanti mi hanno sostenuto nelle vita e nelle opere, con le braccia, con l'affetto, con la preghiera, con l'amicizia del cuore. Mi soffermo con i Santi cui dedico la opere di cultura, con il Signore e rivedo il Suo nome, il suo volto, il volto della Madre di Dio, i segni indelebili della storia e della fede proprio sul Torrino del Quirinale nell'iscrizione ANNO SALVTIS, "Anno della salvezza", che ho riletto in Inglese dall'Università di Oxford, "The year of Salvation" nei testi inviati al Presidente della Repubblica Napolitano, cui ho stretto la mano nel 2011. Virtualmente, stringo la mano a Voi tutti e a quanti hanno sostenuto e condiviso le mie opere e a quanti vorranno arricchirle con proprie attività e divulgarle.Grazie! Italia mia! Ob amorem patriae...,per amore detta terra nativa e della Patria."""
Un immenso grazie, per quanto realizzato in questi anni e stai continuando proficuamente sempre al servizio della comunità, si aggiunge alle nostre vivissime congratulazioni per l'onorificenza ricevuta in occasione della Festa della Repubblica Italiana. Ad majora! Redazione di Canosaweb
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