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Centenario di un eroe della Grande Guerra

Memoriale del tenente medico Iacobone Francesco


Venerdì 3 Novembre 2017 ore 17.28

Nella memoria della Grande Guerra, un secolo di storia parla ancora Maestra di vita testimoniata nel servizio e nel sacrificio delle trincee dove si sono incontrati i Fratelli d'Italia, con i loro dialetti, con i loro sentimenti edificando la storia dell'Unità e Libertà d'Italia. Ricevendo a Canosa di Puglia in condivisione il giornalino "Comunità Aperta" della Chiesa arcipretale di Pederobba nel Veneto, dal Rev. Don Paolo Bonato, abbiamo letto nella pubblicazione di Ottobre i nomi dei 45 Caduti Pederobbesi nella Grande Guerra. Anche dal Meridione, dalla Puglia, come mio nonno materno Peppino, tanti giovani e padri lasciarono i campi, la terra, la famiglia, chiamati alle Armi nelle trincee, da dove comunicavano scrivendo una cartolina postale. Dalle fonti dell'Archivio Storico Comunale di Canosa di Puglia abbiamo letto pagine che parlano di "cinquecento gloriosi Fratelli" Caduti in una popolazione di circa 5.000 abitanti. "Un grande tributo di sangue", ha riconosciuto al telefono la Direzione del Vittoriano, custode di documenti ed emblemi, dove sventola il Tricolore con l'Inno di Mameli.
Dei 500 Caduti canosini "da tramandare nella Posterità", la sala museale di Canosa, oggi curata dall'Associazione dei Bersaglieri, custodisce un quadro storico del fotografo Saverio Violante dove vengono riportati i nomi e le fotografie di 120 Caduti della Grande Guerra: sono i nostri nonni.
Fra questi Caduti le vie della conoscenza mi hanno portato venti anni fa alla lettura della lapide onoraria in Corso Gramsci, con la datazione ed il nome "Monfenera" in una ricerca quando non disponevo del computer e di internet, ma solo dell'atlante geografico, che mi condusse nella terra di Treviso a Pederobba.
La lapide onoraria presso la casa nativa di Iacobone, custodita oggi nel documenti dal nipote Mons. Lello Iacobone, oggi Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, divenne dal 2003 per la nostra Scuola Elementare De Muro Lomanto una pagina di storia che ha legato Pederobba e Canosa di Puglia un un Patto di Amicizia firmato dal Presidente della Repubblica, che accolse le Delegazioni municipali e Scolastiche al Quirinale nel Maggio del 2011, Anniversario dell'Unità d'Italia.
Quella lapide riporta il testo e la datazione della morte del Tenente Medico Francesco Iacobone, di Savino, nato il 31 agosto del 1887, che "mancava ai vivi alle ore quindici , in età di anni trenta" il 19 novembre 1917 nelle trincee del Monfenera, mentre "prestava l'opera sua in un posto di medicazione", "con una scheggia di granata che lo colpì alla fronte".
Le sue spoglie mortali furono sepolte nel Cimitero di Onigo il 19 Novembre 1917 e traslate il 21 Febbraio 1918 nel paese nativo di Canosa in Puglia, dove il padre Savino con la madre Carmela Brandi accolse il figlio con la comunità civile e religiosa nella Cattedrale di San Sabino, con la salma trasportata con la carrozza, come attesta l'Archivio Storico Comunale (cart. 146).
Presso l'Archivio di Stato del Distretto Militare di Barletta abbiamo di recente ricevuto dal Direttore Dott. Michele Grimaldi riscoprendo la foto inedita del militare ed il testo del Ministero della Guerra trascritto sulla lapide, che di seguito riportiamo.
JACOBONE FRANCESCO, dottore in Medicina, nato a Canosa il 31 agosto 1887, caduto il 19 Novembre 1917 nel fatto d'arme di Monte Monfenera.
Tenente medico di complemento nel 91.Regg. Fanteria.
Medaglia d'argento. - « Addetto ad un battaglione fortemente impegnato, per una intera giornata con calma e fermezza prestava l'opera sua in un posto di medicazione all' aperto e soggetto al violento bombardamento nemico ed incoraggiava col suo contegno e con le parole i feriti leggeri, rimandandoli sulla linea. Il giorno seguente, mentre con sprezzo del pericolo e coraggio mirabili continuava nelle proprie mansioni, veniva colpito a morte. »
Monte Monfenera 18-19 Novembre 1917.

Autore della lapide marmorea, come attesta la firma in basso a destra, fu il marmista scultore Pasquale Metta (n.1891 a Canosa - m. 1964 a Trieste), che abbiamo riscoperto nel 2014 nella fontanina in pietra sulla Via di Andria, contattando la figlia emigrata a Trieste.
Rievochiamo i semplici versi dedicati a Pederobba nel 2003:

Terra del Monfenera

che delle bombe conservi nel museo l'eco
porta a Dio le parole del sogno che prego,
il tempo di un conflitto oggi tace
perché crediamo più alla pace.
E' bello oggi stringerti la mano,

da Canosa di Puglia ti scrivo lontano,
e come i nostri fiumi si uniscono in mare
siamo Fratelli d'Italia nel dire e nel fare
in questa bella madre terra da amare.
Salutiamo la terra del Monfenera posando la memoria del Caduto in guerra sul pregevole corporale riscoperto di recente sull'altare del Monfenera; salutiamo la terra del Monfenera che in questo autunno porge in festa il dolce sapore dei Marroni. Salutiamo la Comunità Aperta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo con il Parroco Don Paolo Bonato; salutiamo il Sindaco di Canosa Roberto Morra nel porre la corona di alloro ai piedi della lapide onoraria; salutiamo il Sindaco di Pederobba Marco Turato, la Segretaria Matilde Forlin, porgendo Presenti all'Onore ai Caduti del 4 Novembre la lettura della lapide nella memoria del giovane Tenente Medico Francesco Iacobone, che nel legame di cento anni fa da Canosa di Puglia al Monfenera, che continua ad essere il legame di due terre e di due popoli, l'abbraccio, la crescita umana e sociale, la preghiera spirituale alla Divina Misericordia di Dio.
Mentre il 2 Novembre Papa Francesco prega per i Caduti di Tutte le Guerre al Cimitero Americano di Nettuno disseminato di croci, rendiamo onore e preghiamo anche noi per i nostri Caduti nella Grande Guerra nei rintocchi della Campana dei Caduti, Maria Dolens, di Rovereto, che abbiamo ascoltato in silenzio nel 4 Novembre 2015 a Barletta in Prefettura nella condivisione del Prefetto S.E. Dott. Clara Minerva e, in un progetto di studio, nell'Assemblea degli Studenti del Liceo Statale Enrico Fermi di Canosa.

Ob amorem patriae
Cav. Giuseppe Di Nunno,
maestro emerito da Canosa di Puglia a Pederobba (TV)

Cosimo Sciannamea il 4 novembre alle 07.51
Eccezionale documentazione storica con i complimenti al Maestro Cav. Giuseppe Di Nunno per la continua ricerca.
Al redattore Bartolo Carbone per la pazienza e l'amore dimostrata alla ricerca della storia canosina.
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