Oggi sereno
Temperature 9.318.5

SELECTED

Perdo, ma non smetto!

La dipendenza dal gioco d'azzardo


REDAZIONE CANOSAWEB
Martedì 18 Aprile 2017 ore 22.30

L'Università di Kyoto ha svelato il meccanismo di cosa ci sia dietro la dipendenza dall'azzardo, abitudine così dannosa. Secondo lo studio la dipendenza dell'azzardo è legata a un disturbo mentale caratterizzato da un'eccessiva assunzione di rischi nonostante i risultati negativi: si continua a perdere, ma si continua anche a giocare. La ricerca, ha coinvolto 50 volontari: 21 con disturbo da gioco d'azzardo e 29 considerati sani, utilizzando la risonanza magnetica funzionale. "Nei primi abbiamo osservato un'attività diminuita nella corteccia prefrontale dorsolaterale, regione coinvolta nella flessibilità cognitiva, - evidenzia Hidehiko Takahashi, autore principale dello studio, - ciò indica che questi soggetti non hanno la capacità di adattare il loro comportamento al livello di pericolo della situazione". Se le persone "sane" prendono decisioni valutando la probabilità di successo in base al livello di rischio tollerabile, chi ha una dipendenza come il gioco d'azzardo è incline invece verso un'azione inutilmente imprudente. Già in precedenza erano state dimostrate alterazioni in alcune aree del cervello relative al rischio e alla ricompensa. Il gioco d'azzardo, è oramai considerato una patologia vera e propria, che verrà curata presso ogni Asl del territorio. Il nome scientifico della malattia è ludopatia, appunto "dipendenza da gioco d'azzardo", e il numero delle persone che ne soffrono è sempre in aumento, anche in Italia. Per Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti", è necessario informare le famiglie: i genitori considerano raramente, o mai, che i giochi di denaro rappresentano un comportamento a rischio. Sono moltissimi coloro che diventano "dipendenti dal gioco" e che per questo mettono in discussione le loro vite, i loro affetti e il loro futuro, coinvolgendo le famiglie in un vero baratro. La situazione rappresenta una tale emergenza tanto da mettere in allerta anche le più alte cariche dello Stato. E' stata la rivista Translational Psychiatry a pubblicare la ricerca giapponese.

franco il 19 aprile alle 10.23
E' storia vecchia!
Il problema è sempre a monte: è lo Stato che ci lucra sopra, ora ancora di più!
I rimedi terapeutici sono solo dei palliativi: è una forte dipendenza che si sconfigge (o si argina) solo regolando il gioco.
Puntate minime e limitate fino a un certo budget (vincolante per tutti) tramite ricarica su chiavetta, dopo avere registrato il codice fiscale personale.
Ma sicuramente qualcuno sarà contrario a ciò e se ne uscirà con il diritto alla privacy e altre fesserie varie...

I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di CanosaWeb e non dell'editore o degli autori.
Facebook:
L'indirizzo email è necessario per attivare e pubblicare il messaggio.
Rispetta il regolamento e scrivi in minuscolo.
ARTICOLI PIU' LETTI DI RECENTE:
RUBRICHE AGGIORNATE:

Perdo, ma non smetto!
Feed Rss
ABBONATI GRATIS FEED RSS + NEWSLETTER + SMS

CONTENUTI CORRELATI

Altri contenuti recenti
CanosaWeb Magazine è una testata giornalistica in attesa di registrazione.