Montaruli Savino
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Associazioni

La Gran Bretagna resta nell’UE

Il titolo che tutti avremmo voluto leggere

Strascichi polemici a volte di bassissimo profilo hanno accompagnato quella che è stata definita una gaffe ma che, in realtà, era ciò che ognuno di noi avrebbe voluto leggere su tutti i quotidiani. "LA GRAN BRETAGNA RESTA NELL'UE": con questo titolo usciva la prima pagina de "La Gazzetta del Mezzogiorno" venerdì 24 giugno scorso quando, all'ora di notte in cui il giornale andava in stampa, tutti ma proprio tutti, a partire dagli infallibili bookmakers britannici che davano la vittoria del Remain all'84%, prevedevano tale risultato e lo scarto percentuale tra il Leave ed il Remain era oltre quello fisiologico considerato dai sondaggisti per definirne una vittoria ormai certa. In tutti i talk televisivi delle reti nazionali ed internazionali da ore si parlava di vittoria del Remain con tutte le "positive" conseguenze di tale risultato ed a parlare non sempre erano i soliti politici dalle mille bandiere. Se da un lato quindi è vero che avrebbe dovuto prevalere la prudenza e magari accostare a qualunque titolo giornalistico un chiaro ed esplicito riferimento a quanto riportato dai sondaggi e non dati certi e consolidati, è altresì vero che tanto clamore ha evidenti matrici strumentali e bene hanno fatto dal quotidiano di Piazza Moro a correre ai ripari nella versione digitale in mattinata, porgendo le scuse con un post pubblicato dalla Gazzetta con il quale si esprime: "nella notte scorsa all'ora di chiusura della Gazzetta i primi dati davano il 52% degli inglesi contrari all'uscita dall'Europa. Ci siamo fidati di queste cifre e abbiamo titolato di conseguenza, manifestando, anche, evidente soddisfazione per un voto che avrebbe giovato all'Europa e alla stessa Gran Bretagna. Così non è stato. I risultati successivi hanno ribaltato lo scenario. Risultato: titolo sbagliato e doverose scuse ai lettori".

Dovremmo spiegare a chi dei giornali legge solo i titoli, tra una veloce e disattenta "sfogliata" e la degustazione dell'immancabile ed appagante "sfogliatella" mattutina al bar. che il titolo è cosa ben diversa dal contenuto di un articolo e che addirittura il titolo lo realizza soggetto diverso da chi scrive il pezzo ma secondo me, in questa occasione, il titolista è stato geniale perché ha, inconsapevolmente, scritto il titolo che tutti avrebbero voluto leggere quella mattina. Una trovata "geniale" se fosse stata premeditata e ben congegnata ma sappiamo che alla Gazzetta del Mezzogiorno hanno sempre avuto il massimo rispetto per il lettore quindi la buonafede è stata sicuramente totale e vane si sono rivelate le aspre critiche su questo argomento che evidentemente fanno piacere e comodo solo a chi vorrebbe definitivamente sotterrare questo storico strumento di libertà e di comunicazione locale e nazionale che va difeso. Un titolo dunque che tutti avremmo voluto leggere non perché affezionati a questo mostro di burocrazia chiamato Europa, avallato, strutturato e plasmato da chi in quella burocrazia dispensatrice di soldi mal o mai utilizzati ci sguazza portandoci all'interno altri peggiori sistemi fatti di consulenti e di pseudo -rappresentanza fasulla; non perché affezionati ad un sistema che tante risorse assorbe agi Enti locali che a Bruxelles posizionano i loro uffici semivuoti o con all'interno interi staff di galoppini e portaborse; non perché affezionati a quel groviglio di norme che hanno tolto la Sovranità Popolare degli Stati Membri emanando Direttive impositive che mirano ad annientare l'identità di ciascun Membro e la sua libertà di azione, persino nella difesa del proprio Interesse Nazionale, come sta accadendo con la Direttiva Bolkestein che alcuni come noi stanno tenacemente contrastando mentre altri caldeggiando avendo visto un'altra mucca da mungere ma solo per quei burocrati che manipolano carte e cartacce. No, questa Europa non ci piace. Quella, questa non è l'Europa che vogliamo né quella che immaginavamo e neanche quella pensata dai cosiddetti Padri Fondatori. Quella e questa Europa va demolita senza indugi e con essa va demolito quel sistema misto burocratico -politico inetto ed inutile, servile e sanguisuga che non rappresenta le volontà e le esigenze dei Cittadini d'Europa. Quei Cittadini d'Europa, quei giovani che in Europa stanno continuando a crescere ed a formarsi, trovando in Italia uno Stato che non solo non è capace di farli restare ma ha l'aggravante di non essere in grado di farli tornare, dicono si all'Europa ma all'Europa della Politica, dei Popoli e delle Libertà.

Grazie quindi alla Gazzetta del Mezzogiorno che con quella "gaffe" ha portato il lettore (del titolo) a riflettere su quanto stava accadendo in quel momento nel nostro Pianeta ed oggi, ancora una volta, a perdere sono solo e sempre i Cittadini che pagheranno anche l'instabilità della finanza mondiale mentre vantaggi non ce ne sono e non ce ne saranno neanche in futuro. La disgregazione dell'Europa quindi sarà tenuta nascosta ai Cittadini e sarà "organizzata" per non arrecare danni a speculatori ed affaristi che girano attorno al "sistema". A pagare il disastro saranno gli Stati Membri che, come l'Italia, non possono uscirne perché imbrigliata in quei meccanismi indissolubili per il Bel Paese che fu. E' vero, ha ragione Papa Francesco quando ha affermato che "bisogna accettare la volontà del Popolo" ma è altresì vero che se volontà del Popolo esiste essa deve esistere sempre, in ogni caso ed in ogni luogo. In questo strano ed ineffabile Paese chiamato Italia ormai la volontà del Popolo è stata messa da tempo sotto i piedi altrimenti di fronte a noi non avremmo schiera di politici nominati e di burocrati incapaci e asserviti ad un sistema che ne ha esaltato qualità inesistenti e conferito poteri spesso senza meriti e senza qualità. Caro Papa Francesco, in Italia il Popolo non è più libero neanche di scegliersi l'Amministratore del proprio condominio.
Savino Montaruli - Presidente Associazione "Io Ci Sono!"
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