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Vasi Canosini

Fondazione Archeologica Canosina

Il fine principale è lavorare affinchè la città sia dotata di una adeguata struttura museale a carattere nazionale

Nasce nell'anno 1992 a Canosa, quando a Bari si visita la splendida e superba mostra "Principi, Imperatori e Vescovi", la convinzione di costituire un nucleo di cittadini canosini particolarmente sensibili al problema della propria realtà storico - archeologica. La mostra di Bari è uno schiaffo alla dignità e all'orgoglio di una città spogliata delle sue radici e privata del suo patrimonio sparso in tutto il mondo. Ha inizio un'operazione di coinvolgimento della popolazione attraverso una costante azione di stimolo a seguire con interesse le vicende legate all'enorme patrimonio archeologico e a denunziare le Istituzioni, soprattutto quella locale, per non aver saputo mai affrontare con determinazione, convinzione, capacità e competenza le diverse contingenze archeologiche.

Emerge chiara la convinzione che bisogna passare dalle parole ai fatti e dimostrare che è possibile uscire dal letargo per iniziare a dare forti segnali di volontà e di fattività. Il gruppo originario si costituisce in fondazione nel marzo del 1993 con un patrimonio iniziale di lire 18.700.000, pari alle quote versate dai soci fondatori, e un proprio statuto. Il fine principale è quello di promuovere ogni opportuna iniziativa perché‚ la città sia dotata di una adeguata struttura museale a carattere nazionale. E' nello spirito e negli articoli dello statuto la fonte di lavoro per la costituita Fondazione Archeologica Canosina. E' necessario favorire la crescita di una coscienza civile sui problemi relativi alla tutela, valorizzazione e conservazione dell'intero patrimonio archeologico canosino. Una buona coscienza in tal senso può maturare anche incentivando, con opportuni interventi, la pubblicazione di lavori, studi e tesi di laurea su tale realtà. Collaborare con tutte le altre associazioni esistenti per la migliore tutela del patrimonio storico-culturale della città. Collaborare soprattutto con la Soprintendenza Archeologica della Puglia per ampliare in termini qualitativi e quantitativi la presenza della stessa, anche con la creazione, a Canosa, di un terzo polo e di una scuola di restauro, catalogazione e inventariazione. Su questa direttrice ci siamo mossi e abbiamo lavorato nel 1993 dedicandoci a pubblici dibattiti, incontri con i rappresentanti delle istituzioni quali il Comune, la Regione, la Provincia, la Soprintendenza Archeologica.

Quasi tutte le conferenze e le tavole rotonde si sono tenute nel salone dell''Oasi Minerva' ed hanno avuto come argomento il patrimonio archeologico, la sua difesa, il suo recupero, la sua valorizzazione e la successiva fruizione. Ci siamo avvalsi anche della collaborazione del qualificato personale del Centro Servizi Culturali (Regione Puglia) che in passato ha svolto una notevole mole di lavoro sull'argomento producendo diverse pubblicazioni di alto interesse culturale e scientifico. In questo primo anno di impegno abbiamo ottenuto risultati ottimi ed in particolar modo si fa riferimento al rapporto di collaborazione con la Soprintendenza che ha portato alla conquista più importante ottenuta a Canosa nel campo dell'archeologia: la concessione da parte della Fondazione Archeologica Canosina in uso gratuito alla Soprintendenza Archeologica della Puglia di un palazzo, primo ottocento, per uffici periferici, sale espositive, laboratorio per il restauro e magazzini di materiale archeologico.

Con una rapidità eccezionale, frutto di volontà e determinazione, si è dimostrato che obiettivi di notevole importanza ed interesse per un Ente Locale sono raggiungibili pur in atavica assenza, di chi è delegato dalla popolazione a rappresentare le richieste di tutela e di riorganizzazione della propria storia e delle sue risorse culturali e artistiche. Nel maggio del 1994, a distanza di appena un anno dalla costituzione della Fondazione Archeologica Canosina, veniva sottoscritta ed ufficializzata la convenzione con la Soprintendenza (autorizzata dal Ministero dei Beni Culturali) che acquisiva subito la disponibilità dell'uso gratuito di Palazzo Sinesi per una superficie complessiva di 700 mq.

Si apre, a questo punto, una nuova pagina per la storia archeologica canosina. Il palazzo, dotato degli impianti di sicurezza e adeguato a norma di legge, diviene uno spazio museale attivo e dinamico. Il 1994 è un anno molto importante per i Canosini. L'iniziativa privata prende il posto di quella pubblica e diviene sostanza lievitante per progetti culturali che non si sarebbero altrimenti sviluppati. Sono tante le conferenze organizzate e gli incontri dibattito, la presenza nelle scuole con materiale didattico e la sensibilizzazione e la ricerca di altri soci quali sostegno morale ed economico. Ma occorreva dare un segnale molto forte, una partenza col piede giusto che potesse far comprendere a tutti l'importanza della posta in gioco e il ruolo che l'archeologia può giocare per lo sviluppo sociale, culturale ed economico di Canosa.

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