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La sicurezza degli edifici: come perseguirla?

La parola all'ingegnere Vincenzo Bacco



Martedì 22 Agosto 2017 ore 17.04

E' passato poco tempo dal crollo della palazzina di Torre Annunziata (con perdite di vite umane), e già la vicenda sembra essere stata dimenticata, come sempre avviene. Nel frattempo vi sono stati anche altri crolli, in altre località della penisola, altre scosse sismiche e, per il semplice fatto di non aver provocato altre vittime (per fortuna!), nessuno ne parla. Ultimissimo il terremoto di ieri sera a Ischia che suscita ancora emozioni che, per l'ennesima volta, si spera non siano passeggere! Storia vecchia, a cui siamo abituati, che si ripete puntualmente anche dopo altri tipi di eventi disastrosi (come le alluvioni). Alla fine, però, non sembra che interessi molto il problema della sicurezza e della prevenzione se non quando accadono eventi calamitosi. In queste ore di soccorsi e sopralluoghi a Ischia, l'ingegnere Vincenzo Bacco, libero professionista di Andria(BT) ha risposto alle domande in merito al problema della sicurezza degli edifici e alla manutenzione degli stessi, alla luce di quanto accaduto dove un sisma con una magnitudo 4.0, abbastanza contenuta, ha causato vittime, feriti e crolli di decine di edifici.

Che cosa è, effettivamente necessario, allora, per suscitare l'attenzione di tutti a questi problemi? """In primo luogo, come viene sempre ripetuto, è necessario creare una 'coscienza delle responsabilità' ai vari livelli della cittadinanza. E' l'operazione più difficile ma è necessaria. Bisogna che si prenda coscienza che anche di fronte a un evento naturale o casuale, parti delle responsabilità materiali, oltre che morali, andrebbero anche all'edificio stesso che ha subito il dissesto (nella persona del suo proprietario), avendo esso dimostrato di essere debole e non idoneo a sopportare certe sollecitazioni (convenute tecnicamente per garantire la sicurezza), e quindi, a sua volta, avendo causato danni a terzi. Un edificio che crolla, infatti, costituisce anche un pericolo per il passante occasionale o per il fruitore momentaneo di una struttura. Inoltre i detriti del crollo e i successivi dispositivi per il puntellamento costituiscono un impedimento per la normale fruizione della città e per il suo decoro. Bisognerebbe, allora, come prima importante iniziativa, che gli Organismi pubblici, a tutti i livelli, impostassero delle efficaci e continue campagne informativo–culturali, che spiegassero queste necessità. In secondo luogo serve stimolare nei cittadini un meccanismo di autocoscienza secondo cui, interessarsi della sicurezza del proprio edificio, sia un atto dovuto che li porti a prendere in considerazione, in via preventiva, quale sia il grado di sicurezza statica ed impiantistica dei loro edifici; cioè a conoscere la loro debolezza intrinseca e quindi la loro vulnerabilità a qualsiasi eventuale sollecitazione. Per quanto riguarda questo secondo aspetto un paragone è d'obbligo. Tutti i veicoli a motore, essendo passibili di usura e degrado, nel tempo, e rappresentando un manufatto a cui è legata la sicurezza, sono soggetti, oltre che a una riparazione (in caso di guasto), o a una manutenzione programmata volontaria (il cosiddetto tagliando), anche all'obbligo di una revisione periodica ufficiale. Una manutenzione programmata e una revisione periodica dovrebbe essere fatta similmente per tutti gli edifici... Molte volte, invece, l' attenzione verso di essi viene catturata dai segnali di lesioni solo quando appaiono molto evidenti; e purtuttavia, molto spesso, anche in questi casi, si è tentati di catalogare queste lesioni come semplici "assestamenti". Si è portati a pensare, infatti, che, un fabbricato non crolli così dal nulla; a meno che non vi siano terremoti forti o esplosioni o altre cause esterne che, comunque vengono percepite come lontane e improbabili.E' opportuno, al contrario, che tutti si rendano conto che questi fenomeni esterni non sono gli unici responsabili dei crolli, bensì li favoriscono quando incontrano una struttura che, già di per se, è debole. Debolezza che può essere congenita e dipendere da una serie di fattori legati alle modalità di costruzione e ai materiali adoperati all'epoca o a lavori effettuati in maniera estemporanea."""

Un edificio non crolla così, dal nulla, ma perché è predisposto a crollare... """Esso crolla per come è fatto e per le vicissitudini che ha subito, non appena una qualsiasi causa esterna o interna (ad esempio lavori incontrollati), gli crei un disequilibrio non più sopportabile. E' indiscutibile, allora, il fatto che, poiché la "casa" rappresenta un bene ancora più prezioso dell'automobile, il suo grado di sicurezza deve essere conosciuto e si deve programmare e intervenire, per ripristinarlo, prima che sia troppo tardi""".

Che fare allora? """Per fare prevenzione sarebbe necessario provvedere, in primo luogo, a fare eseguire una valutazione seria delle effettive condizioni statiche ed impiantistiche dell'edificio. Questa valutazione della cosiddetta "vulnerabilità", sia statica, (per le normali condizioni), e sia sismica, dovrebbe essere fatta "a prescindere". Soprattutto non è, comunque, pensabile che si facciano dei lavori di ristrutturazione (di facciate o di interni) e che non si indaghi prima sullo stato di salute. Molte volte sarebbero sufficienti delle modeste aliquote dei fondi destinati a questi lavori per effettuare tali verifiche; magari mettendo in secondo piano, l'attenzione alle rifiniture costose (piastrelle, rubinetterie o ad altro argomento futile)""".

E qui entra un altro problema. Chi deve fare queste valutazioni?"""Un errore, sicuramente, da evitare è affidarsi a un professionista tecnico qualsiasi pensando che la qualifica stessa di tecnico lo abiliti ad ogni circostanza. Come per la "medicina" anche per la "tecnica" esiste una specializzazione dovuta sia alla particolare formazione (a seconda del tipo di corso di studi), sia alla effettiva particolare esperienza maturata sul campo specifico. La scelta del professionista, idoneo al caso, è importante se non si vuole rischiare di avere risultati che non servono a niente, specie in questo campo, e di spendere denaro inutilmente. Una scelta incauta, poi, comunque ricade, come responsabilità, sul proprietario (o anche sull'amministratore in caso di condominio), trattandosi di "sicurezza". Chi sceglie, in qualità di responsabile, anche se è incompetente in materia, deve adoperarsi per la migliore scelta, sotto sua responsabilità. Assistiamo, purtroppo, al fatto che molte leggi, in materia di competenze professionali si esprimano (disorientando i cittadini!), in maniera generica, indicando un grande e disparato numero di categorie di tecnici. Salvo, poi, (per cercare garantire una certa coerenza), ad aggiungere la formula '...ciascuno per le proprie competenze'. A chi la responsabilità della valutazione? Ovviamente a chi conferisce l'incarico! Queste attenzioni del cittadino, però, non bastano! Un grosso contributo di interessamento al problema deve venire anche dalle Istituzioni (Statali e Regionali), nonché dalle Pubbliche Amministrazioni locali, trattandosi, come già detto, di "sicurezza". Ma questa è un'altra cosa."""


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