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 Peregrinatio Sancti Sabini Una folla veramente eccezionale, diverse migliaia di persone, hanno accolto a Torino il busto di argento di San Sabino, Patrono della città di Canosa e di Torremaggiore. Una grande testimonianza di fede ed una straordinaria manifestazione di affetto per le rispettive città d’origine. Non è facile raccontare l’entusiasmo e la commozione fino alle lacrime, che hanno caratterizzato questa ‘peregrinatio’ di San Sabino: aldilà di ogni aspettativa la partecipazione dei nostri concittadini residenti a Torino. Ma cerchiamo di raccontare i vari passaggi di questo evento. Dopo la festa patronale a Canosa, sabato mattina, alle 5.30 del mattino, le porte della Cattedrale si sono spalancate per accogliere le persone che ‘coraggiosamente’ hanno deciso di dare l’ultimo saluto al Santo in partenza. Un breve momento di preghiera, e subito dopo, i generosi portatori del Simulacro lo hanno prelevato e, in processione, lo hanno condotto sul camion allestito per il trasporto. Era come stare in stazione per salutare la partenza di una persona cara: qualcuno si raccomandava di tornare presto; qualche altro in silenzio rivolgeva l’ultima preghiera rivolto verso il Santo. Intanto il pulman con i pellegrini, dopo aver sistemato i bagagli, era pronto per partire. Arriva la scorta dei vigili urbani e si mettono alla testa del corteo. Il parroco mons. Felice Bacco con altre tre persone si mettevano in macchina, pronti per mettersi al seguito. Si parte! Alcuni fedeli sventolano i fazzoletti, come ultimo saluto e manifestazione di affetto. A Torremaggiore arriviamo alle 8.00; ad attenderci all’ingresso della cittadina c’è una marea di bambini e di studenti che con le bandierine in mano accolgono cantando la statua di San Sabino. Dietro la statua la banda di Torremaggiore. In corteo, tra due ali di folla assiepata lungo tutto il corso, ci siamo diretti verso la Chiesa Madre. In Comune, intanto, il Sindaco di Torremaggiore Alcide Di Pumpo e la consigliera De Troia, in rappresentanza del Sindaco Ventola, suggellano il gemellaggio tra le due città, sotto lo sguardo partecipe di mons. Bacco. Arrivati tutti davanti alla chiesa, una rumorosissima scarica di botti, hanno accolto il corteo, mentre la folla partecipe ha fatto partire un grandissimo applauso. E’ iniziata quindi una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Bacco, animata dalla corale del posto. Terminata la celebrazione, il busto di San Sabino è stato portato in processione in una grande piazza, dove tra gli applausi della folla e gli spari pirotecnici, si è ripartiti alla volta di Torino. Dopo circa dieci ore di viaggio, siamo arrivati nella città che all’ombra della FIAT e della Mole Antonelliana ha dato ospitalità a centinaia di migliaia di famiglie alla ricerca di lavoro e benessere. Possiamo dire che, tra non poche difficoltà, ci sono riuscite, dal momento che constatiamo che i nostri meridionali qui a Torino oggi occupano molti posti di grande responsabilità e prestigio. Oggi a Torino non sono i meridionali ad essere guardati con sospetto, come invasori, ma le migliaia di extracomunitari provenienti dai paesi più poveri. La storia si ripete. Ad attendere l’arrivo della statua a Torino nella parrocchia delle Sacre Stimmate di San Francesco, a mezzanotte inoltrata, c’era un paio di centinaia di persone, canosini e torremaggioresi. Domenica mattina, sin dalle prime luci dell’alba è iniziata ad accorrere una folta schiera di persone, per lo più famiglie, desiderose di vedere se veramente quello che era stato annunciato era vero o uno scherzo: San Sabino, la statua d’argento di Canosa era proprio lì, in chiesa. In pochissimo tempo, in un clima primaverile, diverse migliaia di persone erano accorse da tutto il Piemonte per venerare il Santo Patrono. Nei locali della V circoscrizione del Comune, alle ore 11.00, come era previsto nel programma, alla presenza dei Sindaci di Canosa, Francesco Ventola e del Sindaco di Torremaggiore, Alcide Di Pumpo, i due presidenti delle rispettive Associazioni hanno siglato il gemellaggio. Erano presenti, tra gli altri: Il vice presidente della Regione Piemonte, l’Assessore alla cultura del Comune di Torino. Subito dopo, come era previsto nel programma, Mons. Felice Bacco ha tenuto una relazione su : ‘Profilo storico di San Sabino, patrono di Canosa e Torremaggiore’. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, migliaia di persone, diversi con le lacrime agli occhi, hanno partecipato alla processione, per le vie di Torino, nella zona del villaggio olimpionico, animata dalla banda della Azienda Municipale dei trasporti. Subito dopo Mons. Bacco ha presieduto una concelebrazione con il parroco della parrocchia ospitante e altri tre con celebranti. Dopo la messa, Pasquale Ieva, presidente della Società di Storia Patria sez. di Canosa, ha mostrato un interessantissimo video con tutte le immagini legate alla venerazione di San Sabino in Italia. La piazza antistante la chiesa, addobbata con le luminarie, era piena di bancarelle sulle quali si vendevano i nostri prodotti tipici e sul palco, diversi gruppi folcloristici si esibivano con danze e tarantelle. Una festa patronale in piena regola, con tanto di complesso musicale e di fuochi pirotecnici. Lunedì 12, alle ore 8.00, dopo la celebrazione della santa messa, il rientro a Canosa. All’arrivo , alle 21.00, il simulacro è stato accolto da un festoso suono di campane e da centinaia di persone che aspettavano il suo ritorno.
Tratto da Il Campanile n.2 2007
Dichiarazione dei presidenti delle Associazioni Canosini e Torremaggioresi a Torino: “Mantenere i legami con la nostra terra d'origine attraverso la devozione al nostro santo comune patrono.” E' con questo spirito che abbiamo creato le nostre associazioni, e il successo della grande partecipazione di popolo che ha caratterizzato la Peregrinatio ne è una testimonianza. Un grazie doveroso ai Sindaci Alcide Di Pumpo, Francesco Ventola e a Mons. Felice Bacco.
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