Risposta in rima all'articolo del presidente della provincia BAT in merito all'assenza degli ambientalisti durante lo svolgimento dell'ultimo consiglio comunale!
Noi … c’eravamo!
Dedicata a quei politici i quali, pur di gettar fango su uomini che liberamente, disinteressatamente, con grandi sacrifici si impegnano a difendere la natura e di conseguenza anche l’essere umano, mentono attribuendo loro le debolezze, le parzialità e l’inclinazione a compromessi ad essi stessi non estranei, ma congeniali!
Metro : Versi di varia lunghezza con rime frequenti .
Andavamo, in corteo, per le strade della cittĂ ,
quando sorse un grave problema ambientale tanti anni fa;
eravamo in pochi, ma ben motivati,
poiché dalle discariche non volevamo essere danneggiati...
E… il popolo canosino, timoroso, ci osservava dai balconi
senza dar segno di naturali emozioni.
Sfilavano con noi anche i nostri bambini
che in mano tenevano colorati palloncini;
la loro presenza era una dimostrazione
che tale problema interessava ogni generazione.
Anziché ,coi calzoncini, andare al campetto per giocare al pallone,
i nostri figli ai problemi ambientali ponevano molta attenzione.
Eravamo comunque in pochi, sensibili, ma convinti
di concludere la nostra battaglia come vincitori e non vinti.
Non fu così…
ma non per questo il nostro impegno si esaurì!
Noi… c’eravamo!
In seguito ci siamo, frequentemente, mossi
perché, dal nostro territorio, gli alberi non fossero rimossi:
abbiamo lottato per il pericolo scongiurare
che, uomini malvagi, li potessero tagliare!
E quando contro l’ostinazione abbiamo cozzato,
al loro capezzale abbiamo tanto pregato:
a San Francesco abbiamo chiesto di sensibilizzare
chi queste creature non sapeva apprezzare!
Noi… c’eravamo!
Preoccupati, inoltre, eravamo del nostro fiume
trasformato dagli umani interessi in un pattume:
lurido, maleodorante, del suo letto derubato
e persino delle sue acque depauperato!
Abbiamo la conoscenza del suo meraviglioso mondo diffuso,
in modo che ad esso piĂą attenzione il Canosino avrebbe profuso.
Noi… c’eravamo!
Seguì un periodo molto lungo e tormentato
quando la politica decise che un inceneritore fosse impiantato;
esso un grande affare veniva ritenuto,
perciò, con tutti gli onori, gli si dava il benvenuto;
con leggerezza si diceva : “ E’ una grande opportunitĂ
per la “nostra cara e tanto amata città ”:
ai suoi abitanti offrirĂ tanti posti di lavoro,
mentre al Comune darà il meritato ristoro!”.
Noi non accettammo questa interpretazione
poiché ci tenevamo alla nostra alimentazione:
temevamo , infatti, che sulle nostre piante
si sarebbero posate le nano-particelle
e che, col tempo, ne avremmo viste “delle belle”!
In un interminabile serpentone, chiedemmo che fosse rispettato
Il diritto di vivere in un ambiente non violentato!
Finalmente fummo, di motivati, in tanti
a portare quella giusta causa avanti
poiché, sui balconi, in pochi erano rimasti ad osservare, impietriti,
la nostra lunga fila di non timorosi ma di arditi!
Ricordo che sotto il palazzo comunale sostavamo per ore ed ore,
stanchi, ma sostenuti da forti ideali nel cuore:
chiedevamo, a chi nella stanza dei bottoni stava,
di rispettare la volontĂ del popolo che protestava.
Ma alcuni politici, che mal sopportavano tutta quella partecipazione,
pensando che, alla fine, quella manifestazione
si sarebbe trasformata in una incontrollabile rivoluzione,
l’intervento delle forze dell’ordine chiesero per domare
noi che, caparbi, la lotta, non volevano mollare.
Tante camionette di militari arrivarono
e alla fine, molti si spaventarono!
Ricordo un simpatico vecchietto che, mentre di lì passava
pesante sul suo bastone per gli anni che portava,
con gli occhi lucidi per l’emozione,
si lasciò scappare questa esclamazione:
“E’ dai tempi della fascista dittatura
che non vedevo, in zona San Francesco, tutta questa armatura!”
Ma noi, dei militari fino ai denti armati,
non eravamo, in realtĂ , preoccupati,
però quel marziale e massiccio schieramento,
faceva nascer in noi , spontaneo, questo commento:
“Siamo forse dei facinorosi considerati
e per questo pronti ad essere bersagliati,
persino, involontariamente, fotografati
per essere come dei delinquenti segnalati?!?...”.
Nonostante ciò, della nostra nobile azione, orgogliosi eravamo
e per questo, difficilmente, demordevamo!
Noi… c’eravamo,