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Mentre RAI UNO offre con merito agli Italiani la fiction in omaggio ad Anita Garibaldi, riteniamo opportuno con orgoglio civico scoprire l’omaggio storico che “l’onorevole Municipio” di Canosa di Puglia ha reso nel 1866 alla figura di Anita Garibaldi, l’eroina dei due mondi, come abbiamo potuto ricercare dalle fonti dell’Archivio Storico Comunale.
All’indomani dell’Unità d’Italia del 1861, si costituisce a Genova un Comitato con il programma dell’illustre Generale Avezzana, tendente ad “elevare un monumento alla memoria dell’eroica donna Anita Garibaldi, volendo così porgere al gran Capitano un attestato di affezione e di gratitudine da parte degli Italiani tutti”.
La lettera da Genova indirizzata all’Onorevole Municipio di Canosa di Puglia il 15 gennaio 1866 (Salita San Leonardo, 43) porta la firma dell’ex Maggiore di Stato Maggiore Carlo Boy Gilbert, che coinvolge “ i Municipi Italiani che concorsero colle loro oblazioni” all’opera del monumento in segno di Unità d’Italia.
Nel mese di Febbraio e in data 4 aprile 1866 “Il Consiglio municipale di Canosa, in seduta straordinaria” convoca e delibera alla presenza di 27 Consiglieri citati, fra i quali compare anche un Di Nunno, cui lego il mio spirito di amore civico.
Il Consiglio comunale di Canosa di Puglia partecipa all’opera di “elevare un monumento alla memoria dell’eroica donna Anita Garibaldi, volendo così porgere un atto di affezione e gratitudine verso il gran Capitano” ed “ordina che si liberino per oblazione di concorso in tal riguardo, lire cinquantuno… dal fondo del bilancio, articolo delle imprevedute”. Il Verbale porta la firma del Sindaco dell’epoca Samele Vito e del Consigliere anziano Rossi Cavaliere Fabrizio.
Il 9 aprile 1866 la delibera viene comunicata al Sotto Prefetto di Barletta..
Abbiamo ricercato presso il Distretto militare dell’Esercito Italiano di Genova notizie in merito, non ritrovando purtroppo riscontri in merito. Si presume che l’opera non sia stata compiuta per le vicende belliche della Terza Guerra d’Indipendenza o possa essere stata distrutta dalle vicende travolgenti della Grande Guerra del 1915-18.

Gli intenti suddetti per altre vie troveranno attuazione nel monumento eretto ad Anita Garibaldi nel 1932 sul Gianicolo a Roma, dove si custodiscono le ceneri dell’eroina, che svolse un ruolo affettivo e sociale nelle vita del gran Capitano Giuseppe Garibaldi.
Si coglie questo spirito nella bella lettera indirizzata a Genova il 7 marzo 1848 con l’arrivo a Genova di Anita Garibaldi dopo un viaggio di due mesi: “Più di tremila persone vennero sotto le finestre gridando viva Garibaldi, viva la famiglia del nostro Garibaldi, e mi fecero dono d'una bella bandiera dai colori italiani, dicendomi di farla tenere a mio marito tosto che giunga in Italia, ond'egli sia il primo a piantarla sul suolo Lombardo”.
Anna Maria de Jesus Ribeiro dalla libertà del SudAmerica diventerà Anita Garibaldi, figlia italiana, lasciando discendenti, che ancora oggi nella stimatissima Anita Garbaldi, evocano il messaggio e la storia dell’Unità d’Italia, valorizzata con grande dignità dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 150° Anniversario. L’anniversario si è concluso, ma il suo processo storico e spirituale continua.
Sarebbe auspicabile che il Sindaco di Canosa, Francesco Ventola, come fanno altri Comuni, inviti Anita Garibaldi, pronipote di Giuseppe Garibaldi, nelle attività culturali del Teatro Lembo, ripercorrendo in continuità l’omaggio del Sindaco canosino del 1866 e offrendo un messaggio educativo alle Scuole e alle nuove generazioni.
Canosa di Puglia rese omaggio all’eroica donna nel 1866 ancor prima dell’epigrafe monumentale del 1907 custodita nella Scuola Media Statale Giovanni Bovio e dell’antica tela che raffigura Giuseppe Garibaldi, esposta nella sala del Consiglio Comunale .
Siamo dunque una città “garibaldina”, che riscopre lo spirito dell’Unità d’Italia nell’amore di Patria del popolo dell’inno dei Fratelli d’Italia, che il gran Capitano fischiettava durante le sue ardimentose imprese.
Anita ha educato e continua ad educare il cuore di donne che sostengono l’animo dei militari e dei politici integri della nostra amata Italia.
Ob amorem patriae
maestro Peppino Di Nunno da Canosa di Puglia
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