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Facendo seguito all'articolo di Pinuccio Tarantini e rispondendo al cortese invito della redazione di CanosaWeb, esprimo il mio pensiero in ordine alla diatriba che ha investito ed ancora incombe nel PDL. Voglio ricordare agli immemori che coloro che provenivano dal MSI, per un accordo del sedicente "arco costituzionale", pur partecipando a pieno titolo a libere e democratiche elezioni, erano, a prescindere, esclusi dalla gestione della cosa pubblica e destinati, vita natural durante, all'opposizione. Pur consci della iniquitĂ di questa "Conventio ad escludendum" (accordo per escluderci), molti di noi abbracciarono la causa della Fiamma tricolore e demmo battaglia nelle piazze e nei consessi elettivi, denunziando le malefatte del "Regime" e facendo le pulci alle amministrazioni in carica.
Allorquando, dopo l'evento di "Mani pulite" che vide molti politici dell'Arco costituzionale, colti con le mani nel sacco, per aver rubato a man bassa onde finanziare i Partiti di appartenenza, sempre piĂą voraci, molti candidati sindaci, espressione del MSI furono eletti a guida delle proprie cittĂ , probabilmente in premio del fatto che non avevamo partecipato alla spartizione del bottino.
Rammento che Gianfranco Fini fu candidato a Sindaco di Roma, sfidando Rutelli e perdendo sul filo di lana. Allora Berlusconi dichiarò che se fosse stato elettore nella Città eterna, avrebbe votato per Fini. La storia del Congresso di Fiuggi che sancì il confluire del MSI in Alleanza Nazionale al fine di consentire anche a chi non proveniva dal nostro percorso, di entrare a far parte di un progetto di cambiamento della cosa pubblica, credo sia nota a tutti. Come nota a tutti è la discesa in campo di Berlusconi, nel 1994 che consenti la vittoria del Centrodestra alle Politiche, impedendo che la gioiosa macchina da guerra, a guida Occhetto, si impadronisse del potere.
Tra alterne vicende, giungiamo alla nascita del PDL,non sancita da un congresso, ma da un accordo tra Berlusconi e Fini che ne divennero co-fondatori. Noi abbiamo seguito il nostro leader che ci parlò di un grande contenitore che avrebbe facilitato la gestione della cosa pubblica e garantito gli interessi del Paese. Obtorto collo, abbiamo ammainato una bandiera che non avrebbe mai dovuto essere ritirata, abbiamo perduto il nostro simbolo che testimoniava un'idea per la quale decine di giovani hanno immolato la loro vita; lo abbiamo fatto nell'interesse superiore della Patria.
Ogi, dopo 16 anni di convivenza, qualcuno si accorge che Berlusconi non va bene, che le decisioni non sono condivise, che bisogna stravolgere il verdetto elettorale col quale il popolo italiano ha premiato il PDL con Berlusconi presidente, per tornare alle alchimie della prima repubblica e fare accordi con Casini e con Rutelli che le elezioni le hanno perse. Mi sembra che qualcuno abbia perso il ben dell'intelletto ed abbia deciso di mischiare le carte a suo esclusivo vantaggio.
Non voglio parlare di gratitudine che in politica è un opzional ma di rispetto dei patti (Pacta sunt servanda) e soprattutto di rispetto degli elettori.
Chiudo evidenziando che chi si propone quale statista non può creare una crisi di governo nel momento in cui la Nazione vive una crisi economica che attanaglia tutte le categorie. Siate seri, se potete.
Gennaro Caracciolo
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