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Il culto di San Sabino rinasce nella solennità di Montemilone e a Canosa sul Sagrato c’è un vuoto da colmare.
Il rinvenimento e la ricognizione dei frammenti ossei di San Sabino hanno portato alla luce la venerazione di San Sabino nell’epoca del Vescovo di Andria, mons. Giuseppe Di Donna.
La pergamena autografa autentica del 1941 di mons. Di Donna attesta la presenza del culto verso il Santo Vescovo canosino. Il testo “ex ossibus Sancti Sabini Episcopi Canusii” è stato tradotto con la collaborazione competente di padre Gerardo Cioffari, storico della Basilica di San Nicola di Bari e rappresenta la nascita del culto sabiniano nella Chiesa Madre di Montemilone.

Questa peregrinatio di santità vivrà nella comunità civile e religiosa di Montemilone il suo evento solenne nella domenica dell’8 agosto con l’arrivo della statua di San Sabino alle ore 18,00 all’ingresso del paese e con la processione verso la Chiesa Madre, dove la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Felice Bacco, Parroco della Cattedrale San Sabino, insieme al parroco di Montemilone, don Vincenzo Mossucca. All’evento parteciperanno Autorità civili, militari e religiose in una festa di paese, di Chiesa e di territorio.
Dopo la pergamena autografa del Vescovo mons. Di Donna del 1941, dopo l’affresco del 1946 che ritrae San Sabino ad opera degli artisti Domenico e Rocco Pennino, a distanza di 70 anni si riscopre la venerazione a San Sabino nella Chiesa di Montemilone con la statua conforme al busto argenteo originale del 700. La statua viene donata da Luciano Papagna della Sala Lo Smeraldo di Canosa ed è stata realizzata dalla scultrice canosina Sabrina Lamanna, le cui mani hanno plasmato la terracotta nella bottega situata nella zona 167, dove è rinato lo sguardo benedicente del Pater Urbis dalla collina di Canosa verso le colline della Murgia di Montemilone.
Il busto riporta inciso il simbolo sabiniano della quercia, presente nella Cattedrale San Sabino, ma il simbolo religioso si accosta allo stemma del Comune di Montemilone, dove al centro figura la quercia, icona del bosco del territorio.
Il Vescovo di Andria, mons. Raffaele Calabro, nel legame della Chiesa locale ha inviato un messaggio scritto, affidato a mons. Felice Bacco.
Carissimo Monsignore, tramite i tuoi buoni uffici, porgo cordiali e deferenti saluti alle Autorità civili ed alla Soprintendenza dei Beni Culturali della Lucania.
Saluto in particolare il caro confratello S.E.R. Mons. Gianfranco Todisco, Vescovo di Melfi-Rapolla.Venosa, il degnissimo Arciprete Don Vicenzo Mossucca, Parroco della stessa Chiesa Madre ed i fedeli tutti della città di Montemilone.
Tutto ciò che unisce nella fede e nei rapporti umani e civili le nostre popolazioni limitrofe, merita attenzione ed è degno di lode, per usare una nota espressione paolina.
Soprattutto se catalizzatore della fede e dell’amore reciproco è un Santo della non comune levatura soprannaturale e culturale come il Santo Vescovo Sabino, particolarmente venerato come Patrono della comunità di Canosa di Puglia.
E’ da augurarsi ed augurare che tale occasione di fraternità e di gioia ridondi in una rinnovata coscienza delle comuni tradizioni cristiane e civili della nostra gente, per poter operare di conseguenza per il bene comune della nostra terra e dell’Italia intera.
Saluto e benedico tutti di cuore.
† Raffaele Calabro Vescovo.
La comunità canosina si unisce nella gioia, nella storia, nella fede cristiana alla comunità di Montemilone e riscopre dopo il legame della figura sacerdotale di don Bernardo Caporale, il legame della santità di San Sabino.
Auspichiamo anche noi canosini di realizzare una statua in onore del Vescovo e Patrono San Sabino da esporre in città, come è avvenuto da secoli a Bari, sul Sagrato della Cattedrale del’Odegitria. Il corso San Sabino di Canosa termina nella Piazza San Sabino, ma sul Sagrato della Cattedrale manca l’icona di questa identità storica, culturale e spirituale. C’è un Corso, c’è una piazza, ma manca l’immagine. E’ un vuoto da colmare elevando lo sguardo dalla piazza verso la facciata della Cattedrale, dove una nicchia vuota attende una statua per San Sabino. E’ un appello, un messaggio condiviso dalla comunità che rivolgiamo alla città, alle Istituzioni civili, alle Associazioni auspicando la donazione di una statua per San Sabino in un vuoto da colmare. La mano benedicente del Vescovo Sabino, Pater Urbis, si distenda sulla nostra Canosa e sulle città che lo venerano, vicino e lontano nella Puglia affacciata all’Oriente, nel dialogo e nell’intercultura, nel Nome del Signore Gesù, sorgente di ogni santità.
maestro Peppino Di Nunno
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