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Nel complesso urbanistico del II secolo d. C. del Tempio di Giove Toro sorgevano a Canosa le Terme, sotterranee all’attuale Piazza Terme. Erano il balneum pubblico più importante della Civitas di Canusium. Erano terme la cui magnificenza rispecchia in misura ridotta le Terme di Pompei, mentre l’acquedotto romano dell’architetto ateniese Erode Attico, provvedeva a portare l’acqua alle Terme canosine e alla città dal terriotorio di Montemilone.
Le grandi terme pubbliche erano edifici immersi nel verde di parchi e offrivano non solo le piscine (piscine) per i bagni, ma pure biblioteche (bibliotheca), locali destinati alle attività ginnico-sportive, come le nostre palestre (gymnasia), un’ampia sala per il gioco della palla (sphaeristerium). Spesso c’era una zona riservata alle donne. Se nei primi tempi le terme erano luoghi di ritrovo per l’alta società, in sèguito esse divennero un centro di partecipazioneper tutti i ceti della popolazione romana.
Possiamo dire che già i Romani avevano sapientemente inventato l’idromassaggio termale in quanto nelle terme si attraversavano in immersione tre vasche, il tepidarium, il calidarium, il frigidarium, con l’acqua tiepida, calda e fredda. C’era poi uno spazio scoperto, il Solarium, per esporsi alla luce solare e per bagni di sole (apricatio). Nelle terme c’era anche una palestra per gli esercizi ginnici dove le donne romane indossavano già il due pezzi, il nostro bikini, una fascia mammillare per coprire il seno e il subligar, una sorta di slip per le parti intime. Una sala di lettura e biblioteca costituivano anche un luogo di cultura e di vita di relazione dei cittadini, che frequentavano le Terme.
Ma l’accesso alle Terme era consentito separatamente per i due sessi in quanto un Decreto di Adriano tra il 117 e il 138 d.C. così regolamentava : “lavacra pro sexibus separavit”. Un tintinnabulum, quasi una campanella, segnalava l’apertura e la chiusura dell’impianto termale. I ragazzi erano esenti dalla tassa (balneaticum) che versavano tutti gli altri.
Il benemerito canosino Nino Cavallo nel suoi diversi modelli in legno ha anche ricostruito in miniatura le Terme romane di Piazza Terme, mostrando il Solarium.

Inizia il mese di Luglio, dedicato a Iulius Caesar, quinto (Quintilis) mese del Calendario Romano. Nel mese di Luglio il Solarium è un auspicio per gli idromassaggi nel mare e per i bagni di sole sulla spiaggia da prendere con prudenza per gli occhi e per la pelle, nel rapporto con la natura benefica e nel preservare le radici della nostra storia, dove le terme sepolte dal tempo e dal cemento non conoscono più il Sole. Bene ha fatto il Comune a riaprire un varco alle terme dalla piazza .
Buon Solarium a tutti e speriamo che il balneaticum non aumenti nell’accesso ai lidi dell’Adriatico!
Solarium
C’erano una volta come ad Ostia anche a Canosa
terme romane nei racconti di poesia e di prosa.
Nei pressi del “phorum” della nostra Canusium,
diventata per Roma rinomato municipium,
patrizi e magistrati entravano nelle Terme
dove le ore del sole riposavano ferme
e si immergevano in bagni posti in sequenza
per riacquistare salute e bella presenza,
nel tepidarium e nel calidarium
e alla fine nell’acqua del frigidarium.
Dal caldo al fresco inventarono l’idromassaggio
scambiandosi da vicino qualche messaggio.
Erano terme del tipo di Pompei,
vi entravano patrizi e plebei,
dicendo i fatti tuoi e i fatti miei.
C’era anche il solarium in un atrio all’aperto
dove ti seguiva un maestro esperto,
per bagni di sole ed incontri di parole,
quasi un centro di cura ed estetica
per curare il corpo con un po’ di etica.
Per l’accesso maschile e femminile era diverso l’orario,
bagni, palestra e cure in tutti i giorni del calendario.
Oggi a Canosa sono Terme sotterrate,
nella storia del popolo trasognate
in attesa di essere rivisitate,
ma resta il nome ad indicare il sito,
piazza Terme, il sigillo di un mito.
maestro Peppino Di Nunno
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