Dall'antica Chiesa della Beata Vergine del Carmelo prende avvio la processione dei Misteri, con l'effigie di Cristo Morto, dell'Addolorata, del Santo Legno, che viene venerato come reliquia della Santa Croce di Gerusalemme. Il crepitio delle troccole annuncia le Crocifissione nel silenzio dei Sacri Bronzi dei Campanili. La Processione è un rituale che affonda le radici nella notte dei tempi, quando già nel I° secolo i monaci Carmelitani uscivano dal monastero del Carmelo per scendere in processione al Santo Sepolcro.
E' una Processione cui partecipano tutte le Parrocchie con i sacerdoti e le comunità in segno di unione e universalità in Cristo. Il Sabato Santo la Processione di Maria Desolata rinnova il mistero della Via Matris (la Via della Madre) dopo la Via Crucis del Venerdì Santo, con il Settimo Dolore della Madre accanto al Sepulcrum Domini (Sepolcro del Signore), come riporta il cartiglio con l'iscrizione nella sacra icona della Desolata.
Lo Stabat Mater Dolorosa (Stava Maria Dolente) nel testo di Jacopone da Todi si esprime nel rituale del coro di 250 donne, col volto coperto da un velo nero, che fa vibrare le emozioni spirituali di tutta la città , prorompendo nel lamento e nel dolore delle pie donne sul Golgota.
Da 45 anni il coro è guidato dall'umile e vegliardo maestro Mimmo Masotina che mi rilascia una testimonianza degli anni 60: "la benemerita signora Paradiso fece dono al coro del tempo con 40 velette nere". E' un patrimonio religioso popolare che affonda le radici nei secoli, sostenuto con le diverse musicalità del territorio e si inserisce nel canto popolare religioso del 700 e dell'800, richiamato di recente anche da Papa Bendetto XVI.
Ci ritornano nella coscienza ecclesiale le parole della Musicae Sacrae Disciplina di Papa Pio XII del 1955: "questi canti sacri, sgorgati quasi dal più profondo dell'anima del popolo, commuovono fortemente i sentimenti e l'animo ed eccitano pii affetti; quando si cantano nelle funzioni religiose della folla radunata, come da una sola voce, con grande efficacia elevano l'animo dei fedei alle cose celesti (§ 30).
Ringraziamo il Signore per questi doni dello spirito e i nostri antenati interpreti delle tradizioni culturali e spirituali popolari, di cui siamo eredi e custodi alle soglie dell'Alba della Resurrezione.
Buona Pasqua
maestro Peppino Di Nunno
|