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lettera al Maestro Vitaliano Jannuzzi
Ho sentito il bisogno di scrivere queste poche righe di semplici riflessioni e di quesiti al Maestro Vitaliano Jannuzzi, dopo aver sfogliato e letto il volume "Canosa, ricerche storiche 2009", a proposito della parte dedicata alla storia della musica sacra canosina. Apprezzando e ammirando il lavoro svolto dal Maestro Jannuzzi sull'"Innario religioso canosino", mi sono accorto che la mia mano sfogliava quasi a tempo cadenzato pagina dopo pagina la storia e la paternità dei vari Inni religiosi, fino a quando sono uscito "fuori tempo".
Ben 15 pagine dedicate all'Inno alla Desolata! Come mai? E' forse un Inno "religioso" più importante di un altro?
O forse la Madonna Immacolata meno meritevole di considerazione della Madonna Desolata? In verità , noto, e avverto, leggendo i dettagli storici precisi e certosini del Maestro Jannuzzi sull'Inno alla Desolata, un'arcana carica emotiva che oserei definire morbosa.

Documenti, articoli, frammenti di frasi, fotografie e quant'altro che conducono tutti quasi ad un'unica conclusione: "L'Inno alla Desolata (è) stato composto e partorito dal Maestro Domenico Jannuzzi". Bene. Alzo le mani dalla tastiera del computer e applaudo riverente all'autore di questa splendida melodia: "Il clarinettista Domenico Jannuzzi". Detto questo, vorrei dire al Maestro Vitaliano Jannuzzi che sarebbe stato quasi doveroso o quanto meno rispettoso menzionare con maggiore spazio chi ha rappresentato e rappresenta tuttora la storia dell'esecuzione "processionale" dell'Inno da più di 40 anni, e cioè il "non" maestro Mimmo Masotina.
Già , il "non" maestro; perchè il Sig. Mimmo Masotina forse non avrà nessun titolo musicale per dirigere il Coro della Desolata, ma certamente ha 44 anni di passione, 44 anni di esperienza, 44 anni di dedizione quasi fisica e una infinita devozione per quest'Inno che valgono molto più di onorabilissimi pezzi di carta. Dirò di più. Sono sicuro che ci che ho scritto non piacerà al Sig. Masotina perchè so che su quest'argomento preferisce rimanere in disparte e non partecipare ad alcun tipo di diatriba che riguardi l'Inno alla Desolata che egli considera solo e unicamente una "preghiera".
Sì, perchè penso che il Maestro Jannuzzi sappia che oltre ad essere un brano altamente concertistico, l'Inno alla Desolata rimane sempre e comunque una preghiera. O forse lo ha dimenticato? Inoltre, vorrei dire al Maestro Vitaliano Jannuzzi che, se pur con tutti i meriti che i posteri gli attribuiranno per il notevolissimo lavoro svolto sulla musica sacra canosina, e per gli spettacolari e gradevolissimi concerti che tuttora egli dirige magistralmente, tentare di scindere "la Processione della Desolata" dall' "Inno alla Desolata" come togliere una mano da un braccio. Impossibile!
Lei potrà eseguire perfettamente quest'Inno anche all'"Opera di Parigi", ma non potrà mai ricevere la stessa risonanza emotiva che questa musica ha durante la "sua" processione.
Concludo augurando al Maestro Vitaliano Jannuzzi di coronare il suo vero sogno, e cioè di prendere il testimone dall'ormai ottantaduenne Sig. Mimmo Masotina alla direzione del Coro della Desolata; ma mi permetta di darle un piccolo consiglio: per dirigere le "ragazze del Coro della Desolata", dovrà posare la bacchetta del direttore d'orchestra e dovrà mettere da parte la sua lunga sfilza di titoli. Mi creda, non l'occasione opportuna. Dovrà saper far uscire l'umiltà e la sincera devozione che una preghiera, anche se musicalmente coinvolgente, obbliga ad avere.
Francesco Masotina
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