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8 Marzo Una dedica alle donne di Canosa di Puglia dall’arte di 23 secoli.
Era il III° secolo a.C. quando a Canosa di Puglia una giovinetta principessa, deceduta nella sua primavera, lasciò nel corredo funerario a noi eredi e custodi, i gioielli noti come “Ori di Taranto”.
Li abbiamo sognati in una vetrina del Museo Archeologico di Canosa, ma il sogno svanito amaramente continua!
Il suo nome greco di donna è rimasto inciso a puntinatura nella teca aurea a forma di conchiglia, che fungeva da porta trucco: OPAKA SABALEIDAS.
In quella conchiglia all’interno una figura femminile, una Nereide, compare con un Ketos, mostro mitologico marino sui flutti del mare mentre con la mano sinistra regge un ventaglio cuoriforme.
Dopo 23 secoli quell’arte è stata rievocata nel dipinto “Dagli Ori di Taranto” di Liliana Cimini.
E’ un’opera che appartiene ad una collana artistica di figure femminili, intrise di delicatezza, sensibilità, fascino, luminosità e bellezza.

L’opera (cm 50x70) è accompagnata, come è consuetudine per l’artista, da un testo:
“Il mito consegnato nella storia è ricercato perché amato; immedesimandosi in esso si recita l’avventura di sempre”.
E’ la ricchezza delle parole che fanno da cornice alla bellezza dei colori dell’artista, professoressa Maria Lilli Cimini, Dottoressa in Lettere con abilitazione in Storia dell’Arte, pittrice, psicologa, docente di grafoanalisi. Nel suo talento si coniugano Arte e Letteratura, nella lettura della psicologia, nello studio della creatività e dell’intelligenza nelle immagini e nella scrittura.
Ho avuto il piacere di contattarla direttamente alla vigilia dell’8 Marzo, ricevendo l’autorizzazione a pubblicare il dipinto della teca, gioiello di Opaka e ricevendo una dedica per la Festa della Donna alla femminilità canosina.
“Nel mio studio la modella in posa
ha evocato la Principessa di Canosa;
ritmata nel movimento dei flutti
porge la sua bellezza a noi tutti
e il fantastico drago marino, a noi apparso,
è dominato dal bello femminile
esaltato e festeggiato l’ “otto marzo””.
Prof.ssa Cimini Maria Lilli.
Ringraziamo l’artista che ha valorizzato l’arte, la cultura e la bellezza della giovinetta canosina, auspicando che posa dipingere la bellezza della stessa avvenente ninfa del mare (Nereide) rappresentata all’esterno della conchiglia aurea di Opaka Sabaleidas. L’auspicio è anche che l’artista voglia fare dono del nuovo dipinto alla città di Canosa di Puglia. Se “il mito consegnato nella storia” a Canosa non è rimasto nella nostra città, almeno un pregevole dipinto dopo 23 secoli posa essere consegnato alla storia di Canosa.
Auguri alle donne canosine nell’arte di 23 secoli, che possa risplendere nel volto, nel cuore femminile e nel Museo di Canosa di Puglia adorno di mimose.
maestro Peppino Di Nunno
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