Risalendo i campanili di Canosa dopo aver ritrovato sulla grande Campana della Cattedrale San Sabino l’effigie di Papa Pio IX con l’iscrizione della memoria storica dei “tempi travagliati” (aerumnosis temporibus) di Roma Capitale nell’Unità d’Italia, ritroviamo lo stemma del Pontefice del periodo successivo, Papa Leone XIII.
Risalendo il Campanile della Chiesa di Gesù, Giuseppe e Maria, lo stemma è impresso su due campane che riportano la seguente iscrizione:
GESU’ MARIA
MONS. VESCOVO F. M. GALDI
VITO SACERDOTE MALCANGIO
1901
La campana forgiata nel 1901 riporta il nome dell’ideatore committente, mons. Federico Maria Galdi, che nella cronotassi dei Vescovi della Diocesi di Andria è presente dal 1872 al 1899, anno della sua morte. Il “Vescovo dei poveri” che per testamento pubblico donò tutti i suoi beni ai poveri, riposa sepolto nella Chiesa Inferiore di Santa Maria dei Miracoli in Andria.
Il sacerdote canosino don Vito Malcangio nato nel 1848 da famiglia gentilizia, era figlio del farmacista Giuseppe Malcangio e di Anna Di Martino con abitazione in via Aurelio Saffi.
Don Vito Malcangio, insignito di onorificenza ecclesiastica di Monsignore fu il primo Rettore della Chiesa di Gesù Maria.
L’iscrizione della seconda campana riporta la devozione a S. Antonio: GESU’ MARIA .
S. ANTONIO - MONSIGNORE VITO MALCANGIO 1901.
La devozione al Santo di Padova si ritrova in continuità nella Cappella di quartiere dei Capannoni e nella pregevole statua custodita nella Chiesa di Gesù, Giuseppe e Maria.
I due Sacri Bronzi, come riporta l’iscrizione sulla circonferenza, sono opera della
PREMIATA FONDERIA PONTIFICIA DACIANO COLBACHINI E FIGLI IN PADOVA.
Abbiamo contattato i discendenti della Fonderia Colbachini, riportando il saluto lieto del sig. Giovanni, artefice con la famiglia del Museo Veneto della Campane in Montegalda tra Padova e Vicenza. La tiara papale e le chiavi del regno dello stemma pontificio presente sulla campana si riferiscono a Papa Leone XIII. Quest’anno il 2 marzo 2010 ricorre il bicentenario della nascita del pontefice, che in 25 anni di pontificato guidò la Chiesa all’alba del 900, morendo nel 1903 a 93 anni.
Papa Benedetto XVI renderà omaggio al Pontefice nel bicentenario con una visita pastorale al paese che diede i natali a Leone XIII, Carpineto Romano, per valorizzare con il Comune la figura, le opere, il pensiero del papa che promulgò la prima enciclica della Dottrina Sociale della Chiesa, la “Rerum Novarum”.
Fu il papa delle “Cose Nuove” (Rerum Novarum) del 900 ad affrontare la questione operaia, il papa della Nuova Chiesa del 900 in un cammino della Dottrina Sociale della Chiesa che prosegue fino ad oggi con l’enciclica illuminata “Caritas in Veritate” del 2009 di papa Benedetto XVI.
Leone XIII fu il primo papa ad impartire la benedizione mediatica, ripreso per suo volere da una cinepresa per aprire le frontiere della comunicazione.
Lo stemma di Leone XIII che ha promosso la nostra ricerca dalle campane della Chiesa canosina di Gesù Maria, merita anche una lettura per la memoria di papa Leone XIII, al secolo Giacchino Pecci, nato 200 anni fa a Carpineto Romano. Infatti nello stemma gentilizio di famiglia compare al centro un albero simile nella struttura ad un cipresso: è il Càrpino (Carpinus), che ha dato il nome al paese nativo, Carpineto. In basso i gigli fiorentini ricordano le origini della famiglia Pecci del Pontefice, mentre lo stemma viene tagliato da un arcobaleno e sovrastato da una stella cometa, luce del cielo sulla sua famiglia ed emblema del suo pontificato, contrassegnato dal motto “lumen in coelo”.
A distanza di un secolo i Sacri Bronzi della Chiesa di Gesù, Giuseppe e Maria, guidata dal parroco don Mario Porro, diffondono i rintocchi accolti dalla comunità e percepiti a mezzogiorno dai bambini della Scuola elementare posta in via Santa Lucia.
I rintocchi portano la memoria del pontefice Leone XIII nello stemma papale e rintoccano la vita della Chiesa nella Parola del Signore, che è Parola di Vita Eterna.
A devozione, maestro Peppino Di Nunno
Canosa di Puglia, 2 marzo 2010