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 Spente le luci e i riflettori, è ufficialmente giunta al termine la 60esima edizione del Festival della canzone Italiana.
In pochi avrebbero scommesso su una conduzione tutta al femminile, io per primo ammetto di aver avuto delle riserve, ma con stupore posso finalmente dire: brava Antonella Clerici. E’ stato il Festival della sobrietà e al tempo stesso della tecnologia (si pensi alla futuristica scenografia), dell’eleganza e del gusto, dinamico e liturgico, divertente e mai monotono, e dove l’indiscussa protagonista è stata sempre lei: la MUSICA.
Quest’anno Sanremo compie sessant’anni e nonostante la sua non più giovane età , è risultato uno spettacolo fresco, energico, spassoso e a tratti anche riflessivo. La nostrana Atonellona ha saputo tener testa a molti colleghi uomini che prima di lei sono saliti sul quel famigerato palco, ha tenuto le redini del mai domato ‘cavallo’ Rai ottenendo il consenso unanime di pubblico e critica. Solare, canzonatoria, autoironica e a tratti graffiante e irriverente, la giunonica Clerici ha tinto di rosa la patriottica competizione canora che da tanti anni (e questo in modo particolare) sembra essere lo spettacolo preferito dagli italiani.
Che venga idolatrato o che sia oggetto di polemiche, “Sanremo è sempre Sanremoâ€.
Nella serata finale tra veterani della musica e giovani promesse, a spuntarla e a vincere l’ambito premio è stato Valerio Scanu con la sua “Per tutte le volte che…â€.
E’ questa la magia del Festival… Lui, che nella seconda serata era stato eliminato, è rientrato in gara grazie al televoto per poi essere proclamato vincitore. Protagonista della triade finale insieme ai colleghi Marco Mengoni che ha rappresentato (a mio avviso) l’estrosità di questo Festival, e al trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici che hanno diviso, con la loro partecipazione, l’opinione pubblica; Scanu con la sua timidezza e la sua melodica canzone d’amore è entrato nei cuori di tutti quegli Italiani che l’hanno voluto vincitore. Che sia la De Filippi a portare fortuna a questi ragazzi? Di una cosa però sono convinto, credo che il Festival sia, oggi più che in passato, per i giovani ed è giusto – vista la terna finale – che anche quest’anno a spuntarla sia stato un 19enne, un altro AMICO del televoto.
Certo non sono mancate le polemiche e le contestazioni; persino gli orchestrali hanno fatto sentire e notare il loro dissenso per l’eliminazione di Malika Ayane e Noemi; ma si sa, il pubblico è sovrano e a noi non resta che prenderne atto e augurare al neo vincitore tanto successo e mille altre vittorie in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo e l’universo…
VITO PAPPALETTERA
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