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Dopo aver realizzato nella Scuola elementare Enzo De Muro Lomanto nel Natale del 2005 un dipinto su tavola simile all’affresco della grotta di Greccio, ho soffermato con i bambini il percorso formativo sul presepe ideato nella notte santa del 1223 da Francesco d’Assisi, che espresse una mistica idea:
“vorrei fare memoria di quel Bambino che è nato a Betlemme, e in qualche modo intravedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato; come fu adagiato in una mangiatoia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”.
Francesco, presepista, artista di Dio, fondatore di una grande cultura e tradizione presepistica si ispira alla Bibbia, al Vangelo di Luca (cap.2, v.7) “Et reclinavit eum in praesepio), “ e Lo depose in una mangiatoia”. Francesco d’Assisi esalta l’umiltà , la povertà di una greppia, dove porre il fieno ed introdurre il bue e l’asinello. Su quella mangiatoia di Greccio del 1223 sorge un altare, l’altare dell’Eucarestia, e il Santo di Assisi “vide nella mangiatoia giacere un fanciullino” cui rivolse il suo sorriso. Quella “mangiatoia” è la traduzione in italiano della parola Presepio, per cui non manchi mai in qualsiasi presepe artigianale o artistico la mangiatoia con il fieno, con il bue e l’asino.
Ma il Presepio, cioè la mangiatoia di Gesù tra il bue e l’asino, è trascritto nella Bibbia già prima della nascita e dell’Anno del Signore a sigillare la verità storica e teologica del Vangelo.

La versione Vulgata in latino della Bibbia e del profeta Isaia (cap. 1, v.3) così attesta nei secoli Avanti Cristo: “agnovit bos possessorem suum, et asinus praesepe Domini sui”. “Il bue ha conosciuto il suo possessore e l’asino la mangiatoia del Suo Signore”. Il brano di Isaia prosegue con una riflessione sconcertante e sempre attuale “..ma Isarele (il Popolo di Dio) non ha conoscenza, il mio popolo non ha discernimento”. La mangiatoia con il fieno rappresenta il nostro cuore a Natale ed il Presepe diventa educativo per i bambini di oggi che non conoscono più la paglia, il fieno, la mangiatoia. Nella mia generazione, nel lavoro dei nostri padri contadini, la casa era spesso accostata alla stalla e dal proprio letto di notte si passava alla mangiatoia per partire per i campi, dando prima la biada al Cavallo. Ricordo queste parole vissute in dialetto: “a guvernè u cavadde” , “mitte la và ine (biada) jind’a la mangiatà ure (mangiatoia)”. Colgo l’occasione per apprezzare i pensieri e le testimonianze sul portale di Canosaweb di Bartolo Carbone sui presepi del territorio.
Che non machi mai la mangiatoia in un presepe, perché sono la stessa parola. Che non manchi mai in questo stato laico il Presepe a Scuola, perché è la rappresentazione di un evento che ha cambiato il mondo; perché è la datazione che ha segnato il Calendario della nostra civiltà ; perché è la Persona che ha plasmato la nostra cultura multietnica; perchè la Natività di Gesù a Betlemme fu un crocevia multietnico di pace e di amore di un Bambino; perché è un valore universale che ci aiuta ad essere buoni.

Che non manchi mai il Presepe a Scuola, storia di un uomo che sarà CROCIFISSO. Un docente di scuola superiore in un’altra regione mi ha detto che “il Presepe è cosa per bambini!”. Ma riflettendo rileviamo che gli artisti e gli artigiani della cultura presepistica non sono bambini. E poi perchè diventare grandi significa rinunciare al senso del “bello”, alla gioia che provano i bambini per la nascita di un Bambino? O forse i bambini servono per i grandi a cantare nei media l’icona solo del panettone? Quando perderemo le emozioni di un bambino, la scoperta degli occhi di un bambino, il sorriso dell’amicizia di un bambino...allora saremo diventati aridamente vecchi! Un’ex alunna, ora giovane, mi ha riferito l’anno scorso un luogo comune: “ma c’è lo Stato laico!”.
Dispiace che non le hanno spiegato la radice greca della parola e hanno distorto nella politica radicale anticristiana il concetto di stato laico, presente peraltro in ogni calendario che si regala a Natale nella datazione della storia Avanti Cristo e dopo Cristo. Ma ora è tempo della nascita di Cristo, è tempo di raccogliere un po’ di fieno, di quel “fieno”sacro che si riceve in Chiesa, per fare del nostro cuore la mangiatoia di Natale.
Buon Presepio e Buon Natale!
maestro Peppino Di Nunno
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