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Racconti in bianco e nero
Sera di sabato non è in un villaggio
ma in uno stadio di sfida e coraggio,
nello Stadio Olimpico lì a Torino
dove è in campo l’astro juventino
che l’Inter dei Campioni affronta
e questa storia ora vi racconta.
Questo è il gran giorno della veritĂ
che poi darĂ la palma della dignitĂ .
Animi accesi e tesi nel freddo della sera
è una partita scritta di gloria bianconera,
Murinho nel ciglio silenzio si è chiuso,
a Ferrara ritorna il sorriso effuso
e la Juve a se stessa dĂ chiara prova
e la forza nel Campionato ben ritrova.
Tra i tifosi i dissensi aspri di ieri
divengono ora applausi sinceri
e nel racconto che volge alla fine
restan vive emozioni juventine.
Alla fine eravamo di numero inferiori
ma ai Nerazzurri eravam superiori,
Marchisio ha dato il suo tocco geniale
con l’animo acceso di rosso in finale,
due a uno, è scritto il final verdetto
che ravviva Campionato e Scudetto.
Julio Cesar dichiara battuto con onore
“siamo primi noi” con il nostro valore,
ma il racconto dice che i primi furon battuti
e alla nobile Signora intensamente vissuti
furono due tempi di dura vittoria intessuti.
E’ tempo di Natale, tempo di Pace del Signore,
alla fine c’è un abbraccio fra gli allenatori,
tra Ferrara e Murinho di tutti gran Signori,
questo è il bello del Calcio sempre nei cuori
tra sfide, falli, goal, emozioni e forti valori.
Nell’esempio anch’io domani
abbraccerò con le mie mani
Paolo, il mio bravo parrucchiere
che mi taglia le chiome bianconere,
Pino, il mio giovane alunno diletto
che batte al muro i goal dello scudetto,
Nadia, mia stimata di Scuola Direttrice
che tra i suoi figli interisti è felice,
Mariano, che manda tutti in rete
e da Canosaweb accende l’abete
…e ogni interista della città di Canosa
bevendo anche insieme una gassosa.
Sono racconti in Bianco e Nero,
racconti di squadra e ne son fiero,
il segreto per noi è in quell’antico termine latino,
JUVENTUS, la piĂą bella parola sin da bambino.
Auguri Juve da Canosa e dal maestro Peppino,
anche nei capelli per te son rimasto juventino!
Canosa di Puglia, 5 dicembre 2009
maestro Peppino Di Nunno
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