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Risalendo per via Diomede e poi per via Santa Caterina ci soffermiamo alla riscoperta delle nostre radici cristiane e popolari dinanzi alla Chiesa di Santa Caterina, la cui memoria si festeggia il 25 Novembre, dies natalis della Vergine Martire, principessa d’Alessandria d’Egitto, nell’anno 305. Siamo risaliti nel borgo antico con don Nicola Fortunato, Parroco della Chiesa del Carmine soffermandoci all’interno della Chiesetta dinanzi alla pregevole statua della Santa e soffermandoci all’esterno dinanzi ai graffiti di un blocco di pietra del basamento dell’edificio.

A primo impatto sembra di rivedere lo schema geometrico del gioco del Tris, ma il graffito merita una lettura storica e culturale, che attesta la rinomanza del culto di Santa Caterina e l’importanza della stessa Chiesa, meta di pellegrinaggi medievali. Erano incisioni eseguite da pellegrini che percorrevano le antiche strade lungo le quali sorgevano edifici sacri e luoghi dove potevano sostare e riposare. Il graffito inciso sulle pietre della Chiesa canosina di Santa Caterina prende origine dallo schema geometrico del “Filetto”, antico gioco romano che Ovidio ricorda nel terzo libro dell’Ars amatoria: “La piccola scacchiera riceve tre sassolini per parte / e vincere consiste nell’allineare i propri su di essa” (Parva tabella capit ternos utrimque lapillos in qua vicisse est continuasse suos).
Una variante del filetto fu il Mulino con tre quadrati concentrici. Tale struttura geometrica fu assunta dalla simbologia cristiana medievale del “labirinto” nei graffiti incisi sui luoghi dei pellegrinaggi, sulle pareti delle chiese, sulle rocce delle montagne. Il labirinto nei pellegrinaggi medievali divenne anche un percorso virtuale, quasi un rituale del pellegrinaggio reale fino a Gerusalemme, comparendo lungo la via Francigena.
Il labirinto era principalmente un percorso interiore in cui la meta del pellegrino è il centro, che costituisce la centralità dell’esistenza: infatti si trova a volte il monogramma di Cristo (JHS) .
Nella simbologia cristiana delle figure geometriche il Quadrato rappresenta il Mondo. Tre quadrati inscritti l’uno dentro l’altro con un centro unico rappresentano i tre mondi dell’enciclopedia del Medioevo: il mondo terrestre in cui viviamo, il mondo del firmamento degli astri e il mondo celeste e divino di Dio.
Accanto a questa interpretazione cosmologica viene riportata anche una interpretazione umana: la dimensione corporale, intellettuale, spirituale dell’Io.
Accanto al labirinto sulla pietra sacra della Chiesa canosina di Santa Caterina posta in verticale ritroviamo un Alquerque (il Quadrato) a quattro tris.
Identici graffiti li ritroviamo nel soffitto di una grotta a Larchens in Francia, in Santa Prudenziana a Visciano, presso Narni (TN), nella Lunigiana tra la Liguria e la Toscana a Colonnata, nei percorsi dei Cavalieri Templari al ritorno dalle Crociate.
I pellegrinaggi della Via Francigena da Canterbury a Roma proseguivano anche nell’Italia meridionale attraverso la Daunia verso Trani, Bari e Brindisi, porti per il prosieguo a Gerusalemme.
Verosimilmente quindi i pellegrinaggi sostavano anche a Canosa di Puglia con i graffiti trovati sul portale marmoreo della Cattedrale San Sabino e sulle pietre dell’antica Chiesa di Santa Caterina, dove il labirinto costituisce ancora oggi un itinerario interiore di fede e di devozione alla Martire delle radici cristiane. E’ il segno indelebile della nostra fede e della nostra cultura.
Sono graffiti che danno dignitĂ e valore a queste nostre pietre del rione Castello, e che ancora oggi parlano alla nostra storia, alla nostra cultura, ai nostri valori.
maestro Peppino Di Nunno (stylus magistri)
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