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In fondo a Via agli Avelli a Canosa di Puglia il “Campo Santo” degli Avelli (fosse sepolcrali) custodisce le “umane spoglie” dei nostri cari.
Una epigrafe marmorea, posta in alto dopo l’ingresso del Cimitero, attesta :”LA PIETA’ DEI CANOSINI QUESTO RECINTO SACRAVA L’AN. MDCCCXLII”. L’opera comunale fu curata dal Sindaco dell’epoca Ferdinando Lopez, lo stesso Sindaco artefice nel 1855 del monumento dell’Immacolata in “piazza Colonna” (ora piazza della Repubblica). E’ una lapide monumentale, del monumento cimiteriale con il suo nucleo storico e architettonico con cappelle gentilizie.
L’anno 1842 viene riportato anche nelle lapidi storiche della Congrega del Santissimo ( Chiesa del Carmine) e nella Congrega dei Galantuomini del Purgatorio (Chiesa del Purgatorio oggi di Santa Lucia), che riporta in basso l’iscrizione “Priorato del Confratello F. Lopez”.

La lapide storica del 1842 contiene un messaggio iscritto per tutte le generazioni: “SALVE O FEDE CHE MAESTOSA SEDENTE SULLE TOMBE I VIVENTI AMMAESTRI NEL SILENZIO DEGLI ESTINTI”.
E’ la fede di tutte le epoche, culture e civiltà nell’Oltretomba, nell’immortalità umana, nell’eternità cristiana contrassegnata nel monogramma di Cristo posto sulla stessa lapide.
Negli anni 90 dopo il rifacimento della facciata questa lapide storica è stata rimossa e sostituita da una copia attualmente esistente. La copia recente porta lo stesso testo ma con lettere di acciaio infisse nel marmo, mentre la lapide storica del 1842 integra nella sua struttura riportava le lettere scalpellate, incise a mano, come tutte le pregevoli lapidi antiche.
La lapide storica giacque per diverso tempo poggiata al muro preso l’ingresso del Cimitero con l’epigrafe rivolta verso la parete.
Su mia sollecitazione di conservazione del bene culturale la lapide fu portata via, ma da allora si è persa traccia della sua esistenza. Nell’intento di ritrovarla ho interpellato più persone con la collaborazione attuale degli stessi Uffici comunali, che ringrazio.
Si confida nella collaborazione di tutti, in particolare degli addetti ai lavori del tempo citato per ritrovare questo pregevole marmo storico e ridare dignitĂ al Sindaco Ferdinando Lopez, artefice del Campo Santo di Canosa.
Ammirai con la sensibilità dei Canosini questa lapide nel 1996, mentre mi adoperavo all’opera della lapide dell’epidemia della Spagnola sulle fosse comuni di quanti persero la vita ed il nome.
La memoria storica scalpellata nel marmo del 1842 chiede di essere ritrovata e custodita.
Il Silenzio degli Estinti ci aiuti a ritrovarla!
maestro Peppino Di Nunno
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