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Onorevole Ministro P. I., On.le Presidente Camera dei Deputati,
Sig. Sindaco Francesco Ventola, Sig. Presidente del Consiglio Comunale, Sigg. Dirigenti Scolastici
in riferimento alla sentenza europea di Strasburgo, pongo all’attenzione delle Istituzioni la valutazione del Crocifisso quale patrimonio culturale e artistico della nostra antica ed insigne comunità civile canosina e simbolo dei valori del patrimonio culturale della Nazione Italiana.
 La Città dei VescoviCanosa di Puglia è “Città di Principi, Imperatori e Vescoviâ€. Lo stesso nostro Patrono canosino, il Vescovo Sabino, legame tra Comune, Stato e Cristianità , è sigillo di radici cristiane che dal XLIIII d.C. (su attestazione di un’epigrafe del Tortora), già durante le persecuzioni cristiane, riportano una storia del Crocefisso per Duemila anni. Ma è il nostro stesso popolo italiano ad essere “nutrito da venti secoli di cultura impregnata di Cristianesimoâ€.
Le croci dello stemma municipaleNello stemma di Canosa del 900 accanto ai sei gigli angioini, figurano quattro croci bizantine ad indicare i quattro Punti Cardinali ad attestare la cultura bizantina della Puglia. Ogni croce è iscritta in quattro crocette. L’emblema della croce bizantina e della Croce di Gerusalemme figura anche nello stemma laico della Regione Calabria.
La Croce presente negli stemmi, nei sigilli universitari, figura a Roma anche sull’apice dell’Obelisco egizio dell’Esquilino, di Piazza del Popolo, di Piazza di Spagna. La Croce di pietra di Apricena, la più alta del mondo (40 mt.) si staglia sulla sommità del nostro Gargano: è la Croce di Padre Pio, a cui accorrono le genti del mondo. E’ la Croce dalla sommità del Gòlgota.
Il Crocifisso d’avorio della Sala ConsiliareNella sala consiliare dagli anni 80, su collaborazione del Commissario di Polizia di Stato di Canosa, dott. Antonio Saponaro, è esposta una gigantografia del fotografo Bacci di Roma, che attesta il patrimonio cristiano della città . La foto è riferita al Crocifisso d’avorio del XII secolo trafugato dalla Cattedrale canosina il 10 novembre 1983, ritrovato, dopo 25 anni dal Comando dei Carabinieri per la tutela dei Beni Culturali a Parigi e recuperato nel nostro patrimonio cittadino. Il Crocifisso, pregevole opera d’arte bizantina, accanto ad un altro esemplare della Basilica di Notre Dame du Sablon a Bruxelles, è un unicum in una Europa, plasmata di radici cristiane. Il suo valore di mercato è di 6 milioni di Euro, ma il suo valore culturale per la nostra terra è incomparabile, così come il valore della Persona umana rappresentata nella storia, Gesù di Nazareth (Iesus Nazarenus) è universale nella civiltà occidentale .
Il Crocifisso di Pisogne nelle Scuole di Canosa di Puglia Crocifissi di valore artigianale ed artistico, manufatti del legno dei boschi di castagno e faggio della Valcamonica del Comune di Pisogne (Brescia), della ditta Palini, sono presenti nelle nostre Scuole elementari (Giuseppe Mazzini ed Enzo De Muro Lomanto) e costituiscono oggi un patrimonio culturale ed artigianale.
 Un esemplare è stato recuperato, custodito ed esposto presso l’Ufficio Tecnico Comunale. Lo stesso Sindaco di Pisogne, Oscar Panigada, in data Settembre 2008, ha comunicato alla Scuola elementare statale Enzo De Muro Lomanto l’apprezzamento riconoscendo il Crocifisso in oggetto patrimonio dell’artigianato di Pisogne con l’intento di “inserire l’opera nel quadro delle importanti lavorazioni che il nostro territorio ha prodotto e che sono state esportate in tutto il mondo, contribuendo, indirettamente alla crescita educativa di molte generazioniâ€. Il pregevole manufatto artigianale del 900 riporta sul retro l’iscrizione: “Crocefisso con figura in legno verniciata a colori naturali – Croce cm.60â€
La Croce del Cimitero comunaleIl Cimitero comunale di Canosa, edificato nel 1842 dalla “pietà popolare†porta eretta una grande Croce illuminata anche di notte in fondo a Via Agli Avelli, simbolo della pietà popolare nel culto degli estinti.
Il Crocifisso sottoterra da Canosa di Puglia a StrasburgoNelle foto visionate dal Ministero della Protezione Civile nel 1985 nell’ambito dei vuoti sotterranei di Canosa di Puglia, ormai in via di risanamento, emerge un Crocifisso tufaceo di grandi dimensioni (h. m.1,80) scolpito nell’800 alla luce di lucerne ad olio, recuperato e custodito, che, accanto a figure pagane (u munecacidde) costituisce un segno del patrimonio popolare, riportato peraltro nella Tesi di Laurea (Novembre 1996) del concittadino dott. Marcello Lagrasta, emigrato, nell’Università delle Scienze Umane. a Strasburgo
Suggeriamo alla Corte Europea di Strasburgo, la cui sentenza vieta i Crocifissi nelle Scuole, di fare una attenta lettura della tesi suddetta a pag 52, al fine di recuperare la valenza culturale ed educativa di una cavità sotterranea, che visitata dagli stessi alunni e studenti, diventa oggi una Scuola aperta del territorio. La Croce figura nelle bandiere di otto Paesi europei, mentre accanto ad una Croce in ferro sventola la bandiera d’Europa in Italia sulla sommità del Torrino del Quirinale.
 Il Crocifisso del QuirinaleNel percorso dei beni culturali abbiamo elaborato un percorso conoscitivo sul Torrino del Palazzo del Quirinale, valorizzando le immagini della Madonna del Torrino, sormontato da una Croce di Ferro, sigillo dell’architettura del Mascarino e memoria storica di una identità custodita ed esposta nel luogo statale per eccellenza della Repubblica Italiana.
Il Crocifisso “Simbolo dei nostri valoriâ€Proprio nella sede del Quirinale l’emerito Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nell’ottobre del 2003, in merito alla rimozione del Crocifisso ha approvato la Sua presenza a motivo che “E’ soprattutto simbolo dei valori che stanno alla base della nostra identità â€.
Prima di essere un simbolo religioso, il Crocifisso rappresenta la cultura, la memoria e l’identità dell’Italia e dell’Occidente.Non esiste storia senza memoria e non esiste civiltà senza valori.
Il Crocifisso di MontecitorioIl Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano, è sormontato da un campanile a vela con orologio, la cui campana maggiore suona ora solo in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica, cui va il nostro saluto di stima. Sulla cuspide dell’altana è posta una pregevole clessidra alata (allegoria mitologica del tempo che scorre) sui cui svetta una Croce in ferro battuto. E’ un simbolo di “spiritualità †universale in sintonia ai due tondi, la Carità e la Giustizia, scolpiti fra le quattro colonne doriche del portale, cui accedono i Parlamentari nella loro nobile attività di servizio al Paese in una continuità di valori.
 Il Crocifisso della Normativa della Repubblica ItalianaLa sentenza Europea è in forte contrasto con l’Ordinamento italiano dell’Accordo del 18 febbraio 1984 che all’art. 9 del Nuovo Concordato, al 2° comma sancisce che “La Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del Cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano..â€. Come si può ottemperare a questo codice, se si rimuove dalle Scuole il Crocifisso, icona per eccellenza della cultura religiosa italiana ed europea? E comunque non è la legge a esporre il Crocifisso, ma sono la storia, l’arte, la cultura.
Il Crocifisso simbolo indelebileSi potrà anche per Sentenza giudiziaria rimuovere il Crocifisso dalle Scuole, dai luoghi di Stato, ma nessuno potrà mai nella nostra città e Repubblica rimuovere le Croci bizantine dello stemma di Canosa di Puglia, la gigantografia del Crocifisso d’avorio, il Crocifisso dell’artigianato di Pisogne, la Croce del Cimitero, il Crocifisso tufaceo sotterraneo, il Crocifisso in ferro battuto del Quirinale e di Montecitorio, la Croce delle bandiere di otto Paesi europei, il Cristo Artistarum del sigillo dell’Università di Padova del MCCXXII, il Segno della Croce di Duemila anni di cultura.
Togliendo il Crocifisso dalle Scuole, in un’eclisse di storia e di cultura, verrà poi forse il tempo di togliere gli Angeli dalla Terra, di togliere il Cherubino dello Studium Urbis dal sigillo del Settecento dell’Università “La Sapienza†di Roma; verrà poi il tempo di togliere la Madre del Crocefisso, Maria di Nazareth, dagli ospedali denominati Mater Dei, dai monumenti statali dell’Immacolata, dalle innumerevoli pubbliche edicole mariane delle nostre strade, dall’immagine del Ferruzzi della Scuola elementare statale “Giuseppe Mazzini†di Canosa, da…. da…. dalla nostra civiltà .
Il Crocifisso della libertà religiosaIl Crocifisso in tre secoli di storia italica è testimone della libertà religiosa nel sangue dei martiri della persecuzione dell’Impero romano, nel sangue che per sempre testimoniano il fondamentale diritto di ogni uomo, di ogni civiltà , di ogni epoca, di ogni libertà : il diritto di libertà religiosa.
Risuonano ancora all’Europa le parole di Giovanni Paolo II.: “Non abbiate paura…†che ha invocato le “radici cristiane dell’Europa†ed è stato storico artefice del pluralismo delle Religioni e delle Culture “in dialogo di pace†nell’incontro ad Assisi del 27 Ottobre 1986.
Salviamo il Crocifisso, “Lui Salvaâ€Salviamo il Crocifisso, perché il suo nome significa “Dio Salvaâ€.
Il nome di Colui che fu Crocifisso, Gesù, deriva dall’aramaico Yesua e dal nome ebraico יהושע [pronuncia: YĕhoÅ¡ūa‘] attraverso il greco dei Vangeli 'Ιησούς (Iēsoûs) e il latino Iesus. Il nome Gesù in ebraico significa “Dio salvaâ€. Salviamo il Crocifisso, “Lui salvaâ€.
La laicità del CrocifissoIn un alfabetismo illuminato, spesso emergono da più parti, senza riferimento ad alcuno, riflussi antistorici e pregiudizi anticristiani, invocando il termine “laicoâ€.
Dai testi di letteratura il significato di “laico†attinge alla radice greca laòs (gr. λαός), che significa “popolo†e nel popolo figura l’identità cristiana del Crocifisso. Erroneamente si interpreta il termine laico come contrario di “cristianoâ€, mentre va inteso come altro da ecclesiastico.
Uno stato laico è certamente non confessionale, ma è chiamato a rappresentare i simboli radicati nei secoli nella cultura popolare.
“Esporre†poi il Crocifisso non equivale ad “imporre†alla luce anche della nostra crescita democratica di uomini liberi, ma non vuoti di storia e di valori e comunque maturi e senza timori di un Crocifisso, che lo stesso Fabrizio De Andrè, nella sua laicità rispettosa e sensibile, così canta: “ Io nel vedere quest’uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amoreâ€.
Sia questo canto umano, non liturgico, non confessionale, il canto degli Italiani verso il Crocifisso.
Canosa di Puglia, 9 Novembre 2009
I sottoscritti promotori
ins. Giuseppe Di Nunno maestro Peppino Di Nunno
70053 Canosa di Puglia
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