|
“Con l’aiuto di Dio...”, una promessa lunga tutta la vita...
E' partita da lunedì 28 settembre la mostra organizzata dal gruppo scout Canosa 1 in occasione del ventesimo anniversario dalla fondazione del gruppo. Venti lunghi anni sono passati da quando, giovani e ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni iniziarono le loro prime attività scout, guidati dall’entusiasmo di qualche capo interessato alla proposta educativa. Lo scoutismo a Canosa fonda però le sue radici fin dai primi anni 60, grazie all’interesse sviluppato da sacerdoti che hanno lasciato un ricordo vivo, soprattutto nel cuore dei canosini più “grandi”, tra cui la figura di don Peppino Pinnelli. Ma con il passare degli anni i ragazzi crebbero e l’interesse si indebolì...
Dopo anni di inattività, fu grazie all’intervento di don Lello Iacobone e di alcuni capi contenti di intraprendere questa nuova avventura che fu possibile la riapertura del gruppo a Canosa. Seguendo gli insegnamenti del fondatore dello scoutismo di tutto il mondo, Baden Powell, secondo uno spirito di fratellanza e di lealtà che sempre li contraddistingue, iniziarono le loro attività presso la Chiesa del Carmine.
Attualmente il gruppo ha la sua sede presso la parrocchia Maria SS. Assunta, sotto la guida di don Michele Malcangio, e conta circa 90 iscritti, compreso il nascente gruppo di Minervino Murge. Scopo del metodo è quello di recuperare i giovani ragazzi educandoli ad essere cittadini responsabili. E cosi è stato! Nel corso degli anni molti sono stati coloro che hanno affrontato la grande avventura dello scoutismo: ragazzi a partire dagli 8 ai 12 anni facevano parte del Branco “Waingunga”, ed erano i cosiddetti lupetti; dai dodici ai 16 anni si faceva parte del Reparto Orion, e dai 16 ai 21 anni si diventava un rover della Branca R/S.
Alcune delle foto affisse alla mostra parlano di campi fissi e di campi mobili (route) di cui se ne percepisce ancora la fama; campi che avevano ricoperto gli scarponi da trekking della polvere di Cortina, dell’Albania, del Monte Terminio, di Sarajevo, di Casalbore, di Marsico Nuovo(dove tutti insieme abbiamo festeggiato i 100 anni di scoutismo).
I ricordi si fanno spazio fra il rumore della pioggia nel primo giorno di campo, quando il monte era ancora lontano e irraggiungibile nelle nostre menti, ed il sentiero era troppo lungo e difficile da superare, quando il peso dello zaino cominciava a fare il suo effetto…
Sembra di risentire nelle foto che saranno esposte da lunedì le parole di qualche giovane rover, l’eco delle grida della squadriglia dei Puma e degli Orsi, delle Aquile e dei Gabbiani perse nella boscaglia, le urla dei capi verso qualche ragazzo un pò “distratto”, ascoltare i racconti di qualche vecchio rover, ed ogni volta i suoi racconti si arricchivano di particolari e di aneddoti sempre diversi e nuovi, cosicchè anche il resoconto di una vittoria di un semplice “percorso Herbert” da parte della sua squadriglia di allora, assumeva i toni esaltanti di una impresa eroica, che però aveva sempre l’effetto di divertire chiunque lo stesse ascoltando, soprattutto i più piccoli del gruppo.
Certamente quella della mostra è un’ottima occasione per poter rivivere insieme, per tutti coloro che sono stati scout e non, le belle esperienze che hanno segnato la nostra città e il cuore dei canosini; perchè non è solo la festa del Canosa 1, ma una festa di tutti i canosini.
I bei ricordi si affollano in fretta lungo la periferia della mente di chi ha vissuto esperienze indimenticabili, ed in fondo vent’anni sono pochi se la voglia di avventura, la spiritualità della strada e l’entusiasmo del capo unità, rimangono identici al giorno in cui il fazzolettone di gruppo ci ha colorato per la prima volta la camicia dell’uniforme.
Gruppo Scout Canosa 1°
|
|