
 Nell’ultima lunga seduta di Consiglio Comunale nella quale si sono approvati tutti gli atti propedeutici all’approvazione bilancio di previsione 2009 molto tempo è stato dedicato alla discussione e alla votazione di un “ordine del giorno” in materia di “derivati finanziari” presentato dai consiglieri del P.D. Il documento da noi presentato, invitava l’intero Consiglio Comunale a rendere immediatamente operativa, quella, che il collegio dei revisori dei conti, nella sua relazione sul bilancio descriveva come una indicazione di massima: uscire dal contratto di “Swap IRS” che la prima giunta Ventola aveva stipulato con la banca UniCredit .
Oggi, abbiamo fatto notare, con gli attuali tassi di interesse, l’amministrazione comunale, ha la possibilità di estinguere il contratto stipulato con Unicredit pagando una cifra irrisoria pari a 714,00€. (il famoso Mark to Market).
Con questa decisione, il Consiglio Comunale, confortato dal parere autorevole del Collegio dei revisori, poteva andare nella direzione suggerita dal Consulente Finanziario indipendente Giuseppe Cioce evidenziata nell’articolo pubblicato sul giornalino dell’associazione I.de.Azione “Due Parole” che in sostanza faceva rilevare all’Amministrazione Comunale l’inutilità e la pericolosità di continuare a scommettere sulla discesa dei tassi di interesse (Euribor) e di conseguenza accontentarsi di quanto sinora incassato, soprattutto se in gioco ci sono i soldi dei cittadini. La maggioranza ha bocciato questo ordine del giorno affermando che al momento non si corrono rischi per i soldi della comunità perché a loro avviso i tassi di interesse continueranno a scendere.
Noi riteniamo, che in questa fase di crisi bisogna mettere in atto tutte le azioni in grado di evitare danni economici all’ente e col buon senso riteniamo che i tassi di interesse in un tempo relativamente breve ricominceranno a salire.
La nostra convinzione è rafforzata dalle decisioni prese da tutti i governi mondiali in materia anticrisi: immettere in circolo grandi quantità di moneta circolante per dare aiutare banche ed imprese a continuare ad operare. Di contro però una eccessiva quantità di moneta circolante è uno dei principali fattori di inflazione e di iperinflazione.
Appare non improbabile, come afferma sempre Giuseppe Cioce, che in un futuro molto lontano le autoritĂ monetarie centrali decidano di aumentare i tassi di interesse ufficiali per cercare di limitare il piĂą possibile il fenomeno inflattivo. Se ne deduce che il rischio che i tassi di interesse possano aumentare giĂ dal prossimo anno esiste e non vĂ sottovalutato. E con esso, anche i rischi connessi al derivato sottoscritto dal nostro Comune. In una simile situazione, come faceva rilevare Giuseppe Cioce, il costo per uscirne anticipatamente (corrispondente al mark to market) potrebbe essere lievitato in misura tale da non essere agevolmente sostenibile. Con la conseguenza di di vedersi costretti a mantenere il contratto e pagare alla banca flussi semestrali di notevole entitĂ .
Come si può facilmente immaginare, il diniego verso la nostra proposta è solamente dovuto alla testardaggine ed al pregiudizio politico che questa maggioranza mostra verso qualsiasi contributo proveniente dall’opposizione. Siamo però altrettanto convinti che dopo averci riflettuto, i nostri amministratori, appena si saranno calmate le acque, magari dopo le elezioni, si affretteranno a disdire questo contratto.
Canosa, 3 aprile 2009
Giovanni Quinto capogruppo P.D.
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