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Il maestro Masotina ed il coro della Desolata, tra mistero e mito!
Mimmo Masotina:ho visto generazioni di ragazze avvicendarsi nell'impegno dell'inno alla madonna

 
  domenica 5 aprile 2009
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In questi giorni, affacciandoci ai balconi della nostra redazione, alle ore 14,00 circa, notiamo un confuso brulicare di gente che affolla Piazza della Repubblica, quasi come guidate da un unico richiamo, si affrettano per raggiungere la chiesa di San Francesco per le prove dell'ormai tradizionale canto che accompagna la processione della Desolata. Poi d'un tratto è percepibile l'eco, a stento trattenuto dalle pareti del sacro luogo, delle note dell'Inno della Desolata. Fervono i preparativi per la processione del Sabato Santo e  l'occasione è ghiotta per scambiare alcune parole con dell'ormai ottantunenne direttore del Coro, maestro Mimmo Masotina, circa gli intensi preparativi che sono necessari per il perpetuarsi di questa ormai antica tradizione.

In 43 anni che svolgo questo compito affidatomi dall'allora parroco della chiesa di San Francesco Padre Stefano Besozzi per sostituire il compianto maestro Michele D'Ambra, esordisce il maestro Masotina, ho visto generazioni di ragazze avvicendarsi nell'impegno del canto dell'Inno alla Desolata. Molte si sono sposate, hanno avuto figli e sono diventate a loro volta addirittura nonne. Altre sono emigrate. Alcune hanno avuto vicende particolare che le hanno segnate. Ma tutte, anche non facendo più parte del Coro, seguono con interesse i preparativi e lo svolgere della processione nella giornata del sabato santo. Di tanto in tanto le vedo in fondo alla chiesa seguire le prove giornaliere, o il mercoledì santo nella prova con la banda. Moltissime ai lati delle strade che percorre la processione a stento riescono a trattenere le lacrime e la voglia di cantare con noi. Le riconosco e le ricordo tutte, e, credetemi sono tantissime. Basti pensare che all’inizio del mio incarico, nel lontano 1966, il coro era composto di appena 30 ragazze e che ora ne sono circa 250 con età che va dai 16 anni ai 50 ….e oltre !!!
 
 
 
Coro della Desolata anno 1967
 
Per far parte del coro non c’è bisogno di attitudini particolari, ne vocali né caratteriali. A nessuna delle ragazze viene provata la voce, né viene chiesto cosa fanno e da dove vengono. La preghiera deve essere un mezzo alla portata di tutti. Tutte, infatti, sono unite da un unico denominatore comune: la devozione alla Santa Vergine. Le vedo anche quando, nelle prove giornaliere, entrate il chiesa, ancor prima di dare la presenza alle proprie capogruppo, si fermano sotto la nicchia ove è riposta la Madonna Desolata per un attimo di riflessione, quasi a rispondere alla chiamata di una madre che le vuole a se!
 
 
Coro Desolata anno 1973

Le ragazze dal 1999 si sono costituite in Associazione riconosciuta e si “autogestiscono”. Per farne parte non c’è bisogno di alcun versamento di quota di iscrizione, anche se le componenti del Coro, ogni anno, raccolgono delle offerte per le opere della chiesa e per le opere caritatevoli. Per ricordarne alcune: il contributo per il restauro della statua della Desolata nel 1984, il nuovo fonte battesimale nel  2003. Quest’anno il ricavato andrĂ  per il restauro della nicchia ove è riposta la Madonna.

 
Coro Desolata 1998
 
Il numero di 250 è stato stabilito come numero limite. Un numero superiore non sarebbe gestibile, specialmente in processione, quando per esempio nella zona vecchia del castello a volte l’inizio del gruppo ha già girato per una stradina mentre la coda con a banda sta ancora percorrendo la stradina precedente. Solo l’esperienza ci fa stare tutti a tempo con la musica. Ogni anno si presentano nuove candidate. Con mia grande meraviglia, poiché in conto tendenza con ciò che si potrebbe pensare di una società dove i valori sono in decadimento soprattutto fra i giovani, noto molte giovanissime che vogliono far parte del coro. E' bello, ma possiamo prenderne solo il numero necessario a rimpiazzare quelle che non vengono più.
 
 
 
 Canto Desolata 2008
 
L'importante è riuscire a portare avanti questa bella devozione che deve rimanere tale, cioè, legata alla preghiera, alla devozione, alla processione del sabato santo, cercando di staccarsi da ciò che di folcloristico o turisticamente appetibile questa tradizione può rappresentare. Per questo abbiamo sempre declinato i numerosi inviti che chiedevano delle esibizioni al di fuori dell’ambito della processione della Desolata.
Ciò che continua a rendere viva e palpabile questa devozione alla Madonna, , è sicuramente il fatto che lo struggente Inno della Desolata sia cantato da parte di un coro di ragazze che non esibiscono il loro volto per renderlo, tutt’oggi, scevro di ogni tipo di esibizionismo e caratterizzazione personalistica, così da rappresentare appieno il pianto della la Madre del Cristo crocifisso, umano nello strazio per la perdita del figlio, ma contemporaneamente divino nella consapevolezza della valenza redentiva della Sua morte.
 
Un grazie per queste notizie di prima mano ad un amico di Canosaweb e della nostra cittĂ .
 
redazione canosaweb Ultima revisione 05/04/2009 19.15.00

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