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Canosini Illustri

San Sabino:

Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, fu vescovo di Canosa dal 514. Visse immediatamente dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e fu inviato come legato Pontificio a Costantinopoli per due volte, nel 525 e nel 536, sotto il papato rispettivamente di Giovanni I e Agapito, che perse la vita in quel viaggio. Nel 531 (sotto il papato di Bonifacio II) partecipò al Sinodo romano. Costruttore di chiese ed edifici, seguendo la disciplina benedettina dell' Ora et labora, San Sabino morì il 9 febbraio 566. (Vedi spazio dedicato)

 

                                                                        Beato  Antonio Maria Losito: Clicca per visitare il sito www.padrelosito.it
Antonio Losito nacque a Canosa di Puglia il 16 dicembre 1838, da Antonio Losito e Celeste Ricco e battezzato lo stesso giorno. Fu educato ad una solida pietà e a 17 anni, il 24 novembre 1855, per seguire meglio il Signore, entrò a Ciorani (Salerno) nel noviziato dei Redentoristi, dove emise i voti religiosi il 24 ottobre dell’anno dopo. La Congregazione del SS. Redentore (Redentoristi), fu fondata nel 1732 da s. Alfonso Maria de’ Liguori (Marianella (NA), 27/9/1696 - Pagani (SA), 1/8/1787), vescovo di S. Agata dei Goti e Dottore della Chiesa. Il chierico Antonio Maria Losito compì gli studi teologici a Materdomini (Avellino), Casa redentorista adiacente al celebre Santuario di S. Gerardo Maiella (1726-1755), giovane professo redentorista morto a Materdomini, beatificato nel 1892 e canonizzato nel 1904. Antonio Maria Losito fu ordinato sacerdote il 5 aprile 1862, ma mentre si preparava all’apostolato più diffuso, nel 1867 fu costretto a tornare a Canosa (Bari), per la soppressione governativa degli Istituti religiosi; esplicò il suo ministero per venti anni nell’ambito della sua Diocesi pugliese; solo nel 1887 poté rientrare nella ricostituita Congregazione del Redentore. Destinato alla Casa di Pagani (Salerno), gli fu affidata la direzione spirituale dei chierici studenti che si preparavano al sacerdozio; nel 1907 fu nominato rettore di quella comunità e infine nel 1909 divenne Superiore Provinciale dei redentoristi napoletani. Padre Antonio Maria Losito, fu sempre cagionevole di salute e colpito dopo il 1890 da paralisi agitante, il suo motto fu “amare e patire”; la sua sofferenza e l’amore per le anime, lo spinsero a dedicarsi alla direzione spirituale di quanti affollavano il suo confessionale o chiedevano il suo consiglio, specie chierici, studenti, religiosi, sacerdoti, desiderosi di perfezione. Fra questi primeggiò il beato Bartolo Longo (1841-1926) avvocato fondatore del Santuario del Rosario di Pompei e opere annesse, beatificato nel 1980, che lo ebbe come maestro e guida per circa 15 anni, dal 1902 al 1917, succedendo al Servo di Dio Giuseppe Maria Leone (1829-1902) altra santa figura di redentorista. Padre Antonio Maria Losito, godeva di grande prestigio presso papa s. Pio X e utilizzò questa considerazione, per dissipare gli equivoci sorti ad opera di malevoli, tra il beato Bartolo Longo e la Santa Sede; spronò le stesso avvocato a costruire l’ospizio per accogliere i figli e le figlie dei carcerati. Ebbe anche la benevolenza di papa Benedetto XV e di molti vescovi e prelati. Morì nella Casa di Pagani il 18 luglio 1917 e lì fu tumulato; nel 1983 i suoi resti mortali furono traslati a Canosa di Puglia, dove il 9 aprile 1983 furono tumulati nella cattedrale di S. Sabino. Negli anni 1937 e 1939 furono istituiti i processi per la sua beatificazione nelle diocesi di Nocera e di Andria.

 
 
Forges Davanzati:  
Domenico Forges Davanzati, una delle figure emblematiche non solo per Canosa ma di una intera cultura meridionale erroneamente considerata periferica e di provincia.
Un prelato con la responsabilità di una diocesi geograficamente piccola, ma difficilissima da gestire, schiacciata dalle mire espansionistiche delle diocesi limitrofe.
Un’abbondante documentazione che ricostruisce la personalità di quel vescovo che fu tra coloro che parteciparono alla stesura della Costituzione partenopea, arriva da Antonio Michele Paradiso, docente di lettere e latino al liceo scientifico di Irsina, in provincia di Matera, ma soprattutto grande appassionato di storia canosina.
Paradiso, nel testo «Canosa nel ’700 - Domenico Foreg Davanzati» pubblicato da «Schena editore» e sollecitato dal «Centro ricerche studi della Puglia», ricostruisce la personalità del Prelato attraverso i suoi scritti in qualità di vescovo, delle lettere scritte e ricevute sugli argomenti "laici" che gli stavano a cuore, la storia, la letteratura, l’archeologia, che anche in questa circostanza, emerge come antica, tragica e dolente nota di grande attualità, allora, come oggi.
Domenico Forges Davanzati, nativo di Palo del Cole, nipote del vescovo di Trani, resse la cattedra prevostale di Canosa nel decennio compreso tra il 1786 e il 1796; come uomo di chiesa si impone di riformare il clero di Canosa il cui bassissimo livello culturale e le cui intemperanze erano già state ampiamente denunciate dal suo predecessore il prevosto Angelo Andrea Tortora.
 
 

                                                                      
                                                                       Maestro Mauro Carella:
(Canosa di Puglia, 3 febbraio 1888 – Canosa di Puglia, 12 ottobre 1979) è stato un insegnante ed educatore italiano. Nasce in un'umile famiglia. Il padre che fabbricava carri muore prematuramente lasciando alla vedova la cura dei cinque figli. Mauro era il maggiore, pertanto dovette collaborare al bilancio familiare abbinando agli studi il lavoro da artigiano, grazie al quale conobbe ben presto il valore sociale e formativo del lavoro. Nel 1913 conclude gli studi magistrali diventando un maestro di scuola elementare. Intrattene rapporti con altri grandi pedagogisti italiani del suo tempo come Giuseppe Lombardo Radice e Giovanni Modugno. Conosce il primo attraverso la sua opera "Lezioni di didattica. Ricordi di esperienza magistrale" e rimane affascinato dal suo modo di conciliare i valori spirituali con l'insegnamento. Nasce fra i due un rapporto di reciproca stima che dura fino alla morte del pedagogista Catanese. in un primo tempo ne abbraccia l'idealismo che poi supera in favore di un'attenzione al momento sitazionale dell'educazione. Dal 1933 stringe un'amicizia col pedagogista bitontino Giovanni Modugno. Quest'ultimo diventa un maestro per Mauro Carella: i due condividono la profonda fede cristiana, fede che contraddistingue il loro operato professionale. Modugno apprezza il modo di insegnare del maestro canosino, improntato da una stretta vicinanza agli alunni e alle loro famiglie. Carella permette la piena espressione della spontaneità dei ragazzi, ma Giovanni Modugno lo mette allerta sul fato che ciò potrebbe pregiudicarne la disciplina.
 
 
On. Vito Rosa
Nacque il 21 maggio1921 da  Emanuela Sergio e Rocco Rosa,  famiglia cattolica.   Dopo le scuole medie, frequentò l’Istituto Magistrale De Sanctis di Lacedonia (AV) diplomandosi  con voti  eccellenti. Nel 1940 si iscrisse alla facoltà di Magistero a Bari  ma fu costretto  a sospendere gli studi per partecipare volontario alle operazioni belliche nell’Africa Settentrionale.  Valoroso militare distintosi per il suo coraggio fino a quando fu fatto prigioniero dalle truppe americane  e condotto  in America. Nel 1946 fece ritorno in Italia iscrivendosi all’Associazione  Combattenti e Reduci,  impegnandosi egregiamente per le  rivendicazioni degli appartenenti.  In quegli anni, intraprese la strada della  politica attiva aderendo al partito dell’Uomo Qualunque dell’onorevole Guglielmo Giannini,  prima di entrare a  far parte della D.C. locale guidata dal segretario Donato Rossi, ricoprendo l’incarico di  commissario e   segretario . In breve tempo, da consigliere comunale  fu eletto Sindaco per un quadriennio  dal 1957  al 1960. A livello provinciale stessa trafila, eletto Consigliere  e per un quadriennio nominato Assessore ai Lavori Pubblici.  La sua preparazione e bravura, il suo costante  e lodevole impegno politico, non passarono inosservati all’onorevole Aldo Moro, suo grande amico ed estimatore . Nel 1968 fu eletto per la prima volta Senatore della Repubblica per il collegio di Bitonto (BA). Tra la quinta e l’ottava legislatura  fece parte delle Commissioni Difesa , Antimafia, Mezzogiorno, Programmazione Economica, Bilancio e Partecipazioni Statali. Nel 1975  ottenne un incarico di prestigio  quello di Sottosegretario  di Stato al  Ministero della Marina Mercantile nel  governo Andreotti, ricoperto fino al 1978. Nell’anno successivo fu Sottosegretario di Stato al Ministero per il Turismo e Sport. Uomo politico di gran spessore,  apprezzato per le sue brillanti capacità nel risolvere le problematiche socio–politiche. Definito da molti dinamico, eclettico, sportivo. Da giovane  aveva  praticato  con buoni risultati  la pallacanestro    ed il calcio militando nella squadra C.S.I. Canusium, presieduta da don Peppino Giuliani. Nel mondo della scuola ha insegnato a Canosa e successivamente, dopo aver  conseguito la Laurea in Pedagogia,  è stato preside della Scuola Media  di Bitetto (BA). Gravi motivi di salute lo costrinsero al ricovero in una clinica di Zurigo, per essere sottoposto ad un intervento chirurgico,  dove morì il 3 febbraio 1990.
 
 
 
On. Giuseppe Matarrese
E’ nato il 13 febbraio 1926 da una umile famiglia di contadini: Francesco e Teresa Mangione. Ha frequentato con impegno e dedizione l’Istituto Tecnico Agrario di Andria (BA), proseguendo gli studi universitari presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, dove ha conseguito il massimo titolo accademico con il voto di 110 e lode.
Intraprese, sin da giovane, la carriera politica, divenendo Sindaco di Canosa di Puglia (BA), a soli 22 anni. L’impegno politico, da sempre profuso nelle fila del PCI, lo ha portato a ricoprire le seguenti cariche politiche locali e nazionali: negli anni ’50 e dal 1985 al 1990“Consigliere Provinciale della Provincia di Bari”; dal 1963 al 1968 “Deputato della Repubblica”; dal 1970 al 1975 “Consigliere Regionale” e “Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Puglia”; nel 1975 nuovamente “Sindaco del Comune di Canosa di Puglia”.Nel corso del mandato di Consigliere Provinciale (1985-1990), ha, altresì, assolto all’incarico di Consigliere Comunale, nonché, di Assessore all’Agricoltura ed ai Lavori Pubblici. Il “Politico” canosino è venuto a mancare il 31 luglio 1997, lasciando memoria di sé quale profondo ed appassionato conoscitore degli studi e dei problemi inerenti il settore agricolo, promuovendo in prima persona la costituzione delle prime cooperative agricole. La popolazione canosina ricorda affettuosamente il “padre di famiglia” in cui si identificava in ogni occasione l’integerrimo e grande oratore On. Giuseppe Matarrese.
 

 
 
 
                                                                    Mons. Giuseppe Giuliani 
Mons.  Giuliani Giuseppe (1915-2000). Alle nuove generazioni questa figura ecclesiale è sconosciuta ma per molti di noi  “adulti” Don Peppino è stato un  educatore, un insegnante di livello superiore, un grande Missionario perseguitato dalla dittatura militare negli anni settanta nel Brasile. Ha vissuto  tra i  poveri nelle favelas per  quarant’anni, dedicandosi a 360°, un vero costruttore di comunità e di comunione, dove arrivava univa le persone, riusciva a smorzare le tensioni,  prendeva su di sé pesi e responsabilità , mettendo a repentaglio la propria vita pur di esaltare i valori  della  verità e giustizia. Un vero testimone di speranza, un esempio per tutti noi. Mi fermo nella sommaria descrizione di quanto ha realizzato, proponendo un breve e significativo servizio fotografico, a testimonianza delle sue opere compiute nel silenzio assoluto e con grande umiltà. Nello stesso tempo, invito quanti  l’hanno conosciuto in Brasile (Gameleira, Palmares, Olinda Recife)  ed in Italia a pubblicare le famose  lettere ancora vive  e ricche di insegnamenti , a commentare le vicende vissute negli anni della sua esistenza,  che mettono in risalto a distanza di anni, l’importanza  delle missioni umanitarie in terre disagiate e soprattutto non dimenticando mai che “gli uomini non devono essere schiavi dell’avere ma a servizio dell’essere”.
 
Breve Biografia:
BIOGRAFIA DI MONS. GIUSEPPE GIULIANI
Mons. Giuseppe GIULIANI, nacque da Savino e Nunzia BASILE il 25 maggio 1915 ad Orta Nova (FG). Intraprese gli studi di Teologia presso il Pontificio Seminario di Posillipo (NA) il lontano 13 agosto del 1937. Ordinato Accolito il 14 agosto 1938 e Suddiacono in data 21 dicembre 1939, a distanza di 6 mesi (16 giugno 1940), è stato ordinato Diacono nella cattedrale di Andria (BA). Dopo solo una settimana (23 giugno 1940), è stato ordinato Sacerdote nella cattedrale di Canosa dal Servo di Dio S.E. Mons. Giuseppe DI DONNA. Il 22 dicembre 1941 ha conseguito la Laurea in S. Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma. Durante il cruento secondo conflitto mondiale (1941 e 1942) ha prestato la Sua opera pastorale presso la Parrocchia S. Agostino di Andria e presso la Parrocchia Gesù Giuseppe e Maria di Canosa. Contestualmente ha insegnato Religione presso il Liceo di Andria e Lettere presso la Scuola Media e Ginnasiale di Canosa. Nell’agosto 1943 ha insegnato Filosofia e Italiano presso il Liceo del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta (BA), dove ha ricoperto anche la carica di Assistente Ecclesiastico.

Il 21 luglio 1945 è stato nominato Canonico della Cattedrale di Canosa. Nell’agosto del 1945 ha conseguito una seconda Laurea in Lettere presso l’Università di Pisa, divenendo nel frattempo Cappellano della Basilica di S. Francesco. All’età di trentuno anni, nel marzo 1946, nel particolare contesto storico post-bellico in cui versava Canosa, ponendo particolare attenzione alle problematiche giovanili, ha intensificato la Sua opera pastorale fondando il Reparto Scout A.S.C.I. di Canosa di Puglia e nel successivo mese di settembre il Centro Sportivo Italiano.  Nel settembre 1946 ha assunto l’incarico di Vice Preside presso il Ginnasio di Canosa dove ha contestualmente insegnato Lettere. Nel dicembre 1948, nominato Vicario Economo della Cattedrale di Canosa, ha assunto l’incarico di Preside del Ginnasio di Canosa ed Assistente dei Maestri Cattolici. Tra i numerosi incarichi di prestigio intellettuali già sino ad allora ricoperti, spiccano quello di Rettore del Seminario Vescovile di Andria (a partire dal mese di settembre del 1950) e quello di professore di Teologia presso il Pontificio Seminario Regionale di Benevento. Dopo diversi anni dedicati allo studio ed all’insegnamento della Dottrina e delle materie umanistiche, con spirito di grande umiltà, rinunciando alla brillante carriera che lo vedeva ascendere verso le più alte cariche ecclesiastiche, nell’ottobre del 1963, è partito missionario nel nord-est del Brasile –Pernambuco – ( Seminario Arcivescovile – Olinda Recife).
In questa zona impervia del Brasile, dove regnavano incontrastati la miseria più assoluta e l’analfabetismo puro, “Don Peppino”, scontrandosi con il contesto politico del tempo, mettendo spesse volte a repentaglio la sua incolumità, si è prodigato nella diffusione dell’istruzione, della Dottrina Cristiana e dell’insegnamento dei valori per il riconoscimento della dignità umana. La preziosa ed importante opera pastorale svolta con dignità assoluta e grande umiltà d’animo nel corso di quarant’anni non è passata inosservata agli occhi della Chiesa, tant’è che in data 8 gennaio 1977 è stato nominato “Prelato d’Onore di Sua Santità Paolo VI”. Mons. Giuseppe GIULIANI ha adempiuto con abnegazione e spirito di sacrificio al mandato pastorale, lodando i poveri del Pernambuco per la loro semplicità e meravigliosa ricchezza interiore. Dopo un periodo di malattia e cure, l’amato “Don Peppino” si è spento a Canosa di Puglia il 04.09.2000, lasciando orfani del loro padre spirituale i poveri del Pernambuco e le comunità parrocchiali della Diocesi di Andria. A otto anni  dalla morte, la giuria tecnica del Premio Diomede “Alla Memoria” IX Edizione ha assegnato a  Mons. Giuliani Giuseppe, grande missionario canosino  al servizio per 40 anni della comunità brasiliana più indigente. Lo straordinario insegnamento di Don Peppino, improntato sulla solidarietà ed il sostegno dei meno abbienti, deve continuare ad essere il necessario ed indissolubile anello di congiunzione tra l’Italia ed il Brasile, tra la Puglia ed il Pernambuco, tra Canosa e Gameleira. I suoi progetti non si sono spenti con lui, sono ancora attuali e devono proseguire per garantire il futuro della sua brillante missione brasiliana iniziata negli anni sessanta. Le sue linee guida, indicative e fondamentali delle opere missionarie, sono state ribadite nei discorsi pronunciati lo scorso 2007 da Sua Santità Benedetto XVI nel viaggio in Brasile. (La biografia è stata stilata da Bartolo Carbone con ricerche ed approfondimenti presso l’Archivio del Seminario Vescovile di Andria)
 
 
 
 
Il Grande  Lino Banfi:
Pasquale Zagaria Data e luogo di nascita: 11 Luglio 1936, Andria, Bari, vissuto a Canosa di Puglia ove risiede sino a 18 anni. Uno degli attori comici più popolari in Italia. Esordisce come cantante di feste musicali e attore di fotoromanzi (vince in gioventù un concorso di bellezza e fotogenia...). Poi, a diciotto anni, nel 1954, tenta senza fortuna, a Milano, l'avventura nel teatro di varietà. Si avvicina al teatro per evitare la carriera ecclesiastica consigliatagli dal padre. In seguito viene scritturato dalla compagnia di Arturo Vetrani. In teatro avviene il primo parziale cambio di nome: Lino Zaga, modificato, in seguito, sotto suggerimento del grande Totò, in Lino Banfi. Il pubblico lo accoglie calorosamente e lui già da allora ama portare in scena elementi tipici della propria terra, come modi di dire, giochi di parole, vezzi e doppi sensi decisamente piccanti. Lino Banfi affida e affiderà sempre le risorse della sua comicità irruente e immediata a quel dialetto pugliese che divarica e stravolge le vocali. Pian piano la notorietà aumenta, e Lino si trasferisce a Roma, dove ottiene i primi successi al”Puff ", noto locale di cabaret in cui lavora con Enrico Montesano e Lando Fiorini. La sua irresistibile verve contagia persino i produttori cinematografici, che lo scritturarono in diverse commedie accanto a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, dei quali diventa intimo amico. Da allora interpreterà più di cento film come Detenuto in attesa di giudizio (1971) con Alberto Sordi o Vieni Avanti cretino (1982) di Luciano Salce. Banfi diventa così un grande esempio di genuina comicità italiana. Grande popolarità gli verrà data anche dalla televisione. Sul piccolo schermo debutta nel 1975 nella trasmissione musicale Senza rete con Alberto Lupo. In seguito sarà lo scanzonato protagonista di varietà come Arrivano i mostri (1977) e Se Parigi... (1982). Dopo una breve parentesi a Canale 5 fa il suo rientro in Rai nel 1987. Gli è affidata la conduzione di Domenica in (1987-88), Stasera Lino (1989) e Aspettando Sanremo (1990). Trasmissioni in cui prende le distanze dalla tipica macchietta pugliese creata per l'avanspettacolo e i film di cassetta, per rivelare grandi doti d'intrattenitore e di attore più misurato ed equilibrato. Nel 1989 è il protagonista della fortunata serie Il vigile urbano; nel '91 pubblica una sua autobiografia dal titolo Alla grande. Nella stagione 1993-94, è il protagonista della rivista teatrale Arcobaleno, scritta con Dino e Gustavo Verde e interpretata accanto a Gianfabio Bosco, nella quale ripropone la vecchia e ruspante comicità del vecchio teatro d'avanspettacolo. Di notevole intensità è la sua interpretazione di Vespro della Beata Vergine (1995), di Antonio Tarantino, diretto da Chérif. Dopo questa breve ma intensa parentesi teatrale, Banfi ottiene una rinnovato e ben meritato successo col personaggio di nonno Libero nella fiction Un medico in famiglia, in onda su Raiuno dal 1998. Nei panni del bonario e affettuoso nonno sempre disponibile verso i nipotini e verso il figlio medico sempre immischiato in imbrogli sentimentali, Lino Banfi ottiene vasti riconoscimenti dalla critica e dal pubblico. Da allora prende parte a numerose fiction per la Rai che ne rivelano una notevole intensità drammatica. Alcuni esempi sono Nuda proprietà vendesi (1997), Vola Sciuscù (2000), Angelo il custode (2001), Un difetto di famiglia (2002) e Un posto tranquillo (2003). Ha l'occasione di dimostrare inoltre la sua straordinaria versatilità e completezza artistica. Nel 2001 viene nominato ambasciatore dell'UNICEF e nello stesso periodo promuove varie campagne per la raccolta di fondi, oltre ad una speciale iniziativa per i bambini eritrei che ha coinvolto anche alcune fra le più importanti squadre di calcio italiane.  
 
 
 
 
Prof. Ermanno Leo:
Direttore dal 1998 della struttura complessa di chirurgia colo-rettale presso l’Istituto Tumori di Milano. Autore di 111 pubblicazioni scientifiche. Specialista in chirurgia oncologia dal 1982. Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Nominato dal Ministro della Salute Prof. Girolamo Sirchia, quale esperto del Consiglio Superiore di Sanità, con decreto del 31 gennaio 2003. Nell’Aprile 2004 riceve dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica. Nel Novembre 2004 con decreto del Ministero della Salute nominato coordinatore del Gruppo di Lavoro per lo screening del tumore del colon retto. Presidente di A.R.E.C.O., - Onlus Associazione per la Ricerca Europea in Chirurgia Oncologica (www.areco.it) .
AMBITI DI RICERCA/INTERESSI Chirurgia oncologica colon rettale.
ATTUALE INCARICO       Direttore struttura complessa chirurgia colo-rettale – Istituto Nazionale Tumori Milano.

  
 
 
 
 
 
 
 
                                                                On. Nicola Rossi:
Nicola Rossi è nato nel dicembre 1951 in Puglia dove ha vissuto a lungo - a Canosa - e dove si trova tuttora la sua famiglia d'origine. Oggi risiede a Roma con sua moglie e sua figlia.
Laureato in Legge con il massimo dei voti e la lode nell'Università di Roma "La Sapienza" , ha successivamente conseguito il Master ed il Dottorato in Economia a Londra presso la London School of Economics.
Nel suo percorso professionale ha alternato l'attività operativa all'impegno accademico: fra il 1977 ed il 1980, ha lavorato presso il Servizio Studi della Banca d'Italia e, dal 1986 al 1987, presso la Divisione Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale. Ha insegnato nelle Università "G. Carli" a Roma, "Ca' Foscari" a Venezia e di Modena prima di tornare a Roma, presso l'Università "Tor Vergata", dove è attualmente professore ordinario di Economia Politica e Presidente del Policlinico universitario.
Ho collaborato con molte istituzioni pubbliche e private (fra cui la Banca d'Italia e la Banca Mondiale) ed ha fatto parte di numerose commissioni governative. In particolare dal 1993 al 1997 è stato membro del Consiglio Tecnico Scientifico per la Programmazione Economica. Ha fatto parte, dal 1997 al 1998, del Consiglio degli esperti economici della Presidenza del Consiglio e successivamente, dal 1998 all'aprile 2000, è stato Consigliere economico del Presidente del Consiglio Massimo D'Alema e Coordinatore del Consiglio degli esperti economici della Presidenza del Consiglio. Dal maggio 2001 è Deputato al Parlamento per L’Ulivo e membro della Commissione Bilancio.
Nel corso degli ultimi anni ha associato all'impegno accademico e politico l’attività di promozione del settore vitivinicolo pugliese presiedendo il Consorzio di tutela per la denominazione di origine controllata Rosso Canosa.
 
 
 
Maestro Salvatore Sica (compositore, direttore d'orchestra):
Ha compiuto i propri studi musicali presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, conseguendo il Diploma in Composizione con il massimo dei voti nella classe di Gianluca Baldi (allievo di Paolo Tortiglione per Contrappunto, armonia e fuga) e conseguendo brillantemente i Diplomi di Direzione d’orchestra nella classe di Rino Marrone, di Pianoforte nella classe di Luigi Ceci e di Didattica della musica con il massimo dei voti. E’ autore di musica sinfonica, da camera, per coro, per cortometraggi, per il teatro, per il cinema e per documentari. E’ stato allievo effettivo di Ennio Morricone per la musica per film dal 1992 al 1995 presso l’Accademia Chigiana di  Siena; Morricone ha detto di Salvatore Sica “…la sua musica è elegante e poetica ... “  Ha seguito i corsi di perfezionamento con Azio Corghi e Luciano Berio presso l’Accademia Chigiana di Siena nel 2001. E’ vincitore di tre borse di studio offerte dalla Comunità Economica Europea (Filmwerkstatt - Essen e European like you – Bari), che gli hanno permesso di approfondire le tecniche di scrittura per il cinema con, Sergio Miceli, Michael Nyman, Marco Frisina, Franco Piersanti, Norbert Schneider, Woiciech Kilar e Krstoff Zanussi.
Premiato in corsi e concorsi, una sua composizione per un cortometraggio di Gianni Amelio è stata selezionata da Ennio Morricone e Sergio Miceli ed eseguita nella 52a Settimana Musicale Senese.Le sue musiche sono state eseguite sia in Italia che all’estero (Essen, Londra, Ruse, Vienna, New York). Ha effettuato registrazioni per varie emittenti televisive tra cui la RAI 1, RAI 3, ZDF, RAI Sat 2000. Ha all’attivo numerosi concerti in qualità di direttore d’Orchestra e di Coro; ha diretto l’Orchestra della Provincia di Foggia, l’Orchestra di Stato di Ruse (Bulgaria), l’Orchestra DIMI di Roma, l’Orchestra Accademia Romana dell’Opera Italiana, l’Orchestra Sinfonica della Provincia della Valle dell’Ofanto, l’Orchestra del Conservatorio di Bari, l’Ensamble giovanile pugliese, l’Orchestra giovanile “Carl Orff”, l’Orchestra del Teatro Comunale di Canosa, l’Orchestra “ l’Estro Armonico”, la Cappella Musicale della Basilica S. Sabino di Canosa di Puglia.
 
 
 
Matarrese Giuseppe , alias “PEPPUCCIO”:
 popolare commentatore televisivo e radiofonico.  Nato a Canosa di Puglia il 26.03.1949,  si diplomò al liceo classico, proseguì  gli studi universitari alla Facoltà di Lettere, abbandonata all’ultimo anno per motivi familiari. Negli anni settanta è stato tra i fondatori insieme a Francesco D’Elia e Francesco Cignarale  di Radio “ELLE CENTO”, una delle prime radio libere  nella nostra città. Sono passate alla storia: le sue famose interviste a bordo campo del “Sabino Marocchino”, i collegamenti radiofonici in trasferta  negli anni d’oro della squadra di calcio “S. S. Canosa”, gli sprint mozzafiato delle gare ciclistiche del Gran Premio di Primavera organizzate dal gruppo sportivo locale “Sabino Patruno”.  Negli studi televisivi si esaltava con le classifiche, le pagelle dei calciatori, le schede biografiche degli allenatori, spesso in   rima e qualche volta in vernacolo, tutte rigorosamente dal vivo,  senza copione. Grande maestro dell’improvvisazione, noto per il suo humour naturale ed originale, per le sue battute che esprimevano il sale della vita e soprattutto un vulcano in eruzione  davanti ai microfoni  . Per otto anni consecutivi è stato tra i promotori e animatore instancabile del  “Comitato Carnascialesco Canosino”, riscuotendo enorme successo e consensi della folla festante in giro per le piazze .  Lo sport è stata la sua passione! Lo sport attivo, da  vero protagonista, atleta dalle mille risorse. Negli anni sessanta ha gareggiato nei centro metri  ai Giochi della Gioventù con Pietro Mennea, “la freccia di Barletta”. Ha partecipato a numerosi tornei di calcio amatoriali, quelli della “Canicola Canosina”, dove c’era da lottare faticosamente senza tirare mai indietro il piede, dimostrando grande lealtà nello scontro fisico. Nella corsa podistica, nella sfida contro il tempo ha ottenuto le migliori prestazioni:  nel 1997 Maratonina del Levante; a Bari Marathon, buon 23° posto nella categoria MM45; poi a Reggio Emilia nella Maratona del Tricolore ; nel 1998 è stato proclamato “l’Atleta dell’Anno” dall’Associazione Atletica Pro Canosa; nel 1999 alla Turin Marathon; dal 1999 al 2001 ha vinto il Gran Prix di categoria MM50 . Ha gareggiato nei primi mesi del 2004,   prima  di essere logorato dal terribile male. E’ deceduto   il 6 ottobre 2004. Alla memoria di “Peppuccio  Matarrese ” sono  intitolate due gare:  “la Maratona del Gargano” a Cagnano Varano (FG) e quella di Canosa, il “Memorial”  che si svolgono in primavera.
 
 
Francesco M. Chiancone:
nasce a Canosa di Puglia nel 1905, si laurea con lode in Medicina e Chirurgia nell'Università di Bari nel 1930 e vi resta come Aiuto di Fisiologia, poi Direttore Incaricato dell'Istituto, docente del Corso Ufficiale di Fisiologia Generale nella Facoltà di Farmacia. Nel 1940 si trasferisce a Milano per impiantare e dirigere il Laboratorio della Ricerca Medica e Biologica della Lepetit SpA; vi sviluppa una serie di studi su vitamine, enzimi e aminoacidi, su chemioterapici e antibiotici. Pubblica con i suoi Collaboratori oltre 500 lavori; redige il capitolo "Vitamine e Avitaminosi" per il Manuale di Diagnostica e Terapia di A. S. Roversi e alcune voci sulle vitamine per il Trattato di Medicina Interna di P. Introzzi. E' autore di nove monografie, tra cui "Microrganismi al microscopio elettronico", "Enzymes of the Tryptophan → Nicotinic Acid Pathway", "Appunti per una storia delle vitamine in Italia". Relatore in Congressi Internazionali e Nazionali, il suo "test biochimico per la diagnosi precoce della avitaminosi B6" è raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per il 'dépistage' di questa patologia nei paesi del Terzo Mondo. Ha diretto il mensile Rassegna Medica e per oltre quaranta anni Acta Vitaminologica - Rivista Internazionale di Vitaminologia ed Enzimologia, da lui fondata nel 1944. E’ Premio Internazionale di Vitaminologia "Sabato Visco" (1973).
Si stabilisce a Roma nel 1973 e continua a coltivare i suoi interessi di letteratura e di teatro. Ha pubblicato i romanzi: "Ritorno a Canosa" e "Raccontare Canosa" (Ed. Schena, Fasano di Brindisi), "Uomini e strade della mia Puglia" e "Un uomo da Milano a Ebensee" (Ed. Fratelli Laterza, Bari), “Ofanto, mio vecchio fiume” (Il Rosone Ed., Foggia). “Incontri con la poesia” - Saggi sulla poesia di David M. Turoldo, C. Angelini, Ada Negri, Ungaretti, Trilussa (Ed. Ponzio, Pavia),  "Cibi e sapori del ‘500 - ricette, curiosità, leggende da un Herbario del 1585" (Palombi Editori, Roma) e ”Curasi con le piante nel Cinquecento” (Aracne Editrice, Roma) e le raccolte di poesie: "Cantare i sogni" (Ed. Giuseppe Laterza, Bari), "Gli occhi tuoi grandi" (Ed. Schena, Fasano di Brindisi), “Favole e non favole” (Il Rosone Ed., Foggia), "Come piume leggere" e “Dialoghi verdi” con l’editore Lietocollelibri, Como, "Il libretto dei porcellini" (Palombi Editori, Roma) “Dialoghi con le piante e con me stesso” (La Pace, Roma) e, in occasione del centesimo compleanno, “Come un libro d’ore”.  Ha vinto il “Graffito d’Oro” Premio Nazionale per la Poesia, 1999. Medaglia d'oro (1977) e Premio Diomede (1999) per i cittadini benemeriti di Canosa di Puglia.  L’Associazione “Canosini a Roma” ne ha voluto festeggiare il centesimo compleanno con un ricevimento nel corso del quale al neocentenario, cui sono pure pervenuti gli auguri del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio CIAMPI, è stata consegnata dal Sindaco di Canosa una medaglia d’oro raffigurante Diomede, mitico fondatore dell’antica Canusium.
 

 
 
                                               Buonaventura Maniello:
Il Professore   vive e lavora a Canosa di Puglia, dove  ha insegnato  Educazione Artistica nella Scuola Media Statale “Foscolo-Marconi”. Professionalmente formato presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato (BA), successivamente ha frequentato,  con profitto, corsi di specializzazione di restauro artistico e conservativo a Firenze sotto la guida di valenti Maestri d’Arte, restauratori ufficiali dei Musei nazionali. Si è specializzato nell’arte del restauro delle dorature ad oro zecchino a foglia, tavole dipinte, tele d’epoca, tarlo ligneo, cartapesta, gessatura. Dal 1963 è tra i migliori pittori e scultori nazionali, partecipando a numerose rassegne nazionali ed internazionali con mostre personali e collettive , vincendo numerosi premi. E’ membro dell’Accademia “Tiberina”  di Roma con medaglia d’oro (1975) e dell’Accademia Toscana “Il Machiavello” di Firenze (1980).
Ha presieduto numerose commissioni di giuria di concorsi artistici come il Premio “Via Nazareth” a Barletta (BA)   e “Matrona Busa” a Canosa di Puglia (BA). L’immenso amore per la sua città , lo ha portato ad eseguire numerosi interventi di restauro a devozione su statue di santi ed altri oggetti sacri. Alla città di  Canosa ha donato tre importanti cartelle artistiche grafico-storiche: “Dedicato alla mia Città” in occasione della visita del Principe Ereditario Alberto di Monaco; “Basilica Cattedrale S.Sabino”, rappresentando gli elementi simbolo della stessa; “BOAMUNDUS” nel 1998, in occasione dei 900 anni dalla presa di Antiochia nella I Crociata, recensita dal Prof. Franco Cardini, Docente di Storia Medioevale presso l’Università degli Studi di Firenze. Nelle opere del Professor Buonaventura Maniello  sono  presenti e  preminenti i riferimenti all’amata terra natìa, alla “piccola Roma”. Dall’ 8 Febbraio al 22 Febbraio 2009,  presso la Basilica Cattedrale di San Sabino, ci sarà la mostra fotografica intitolata “Tibi, Maria, pietatis fons”, illustrativa dei lavori del Trittico. L’opera è stata realizzata grazie ad una profonda fede religiosa  che lo ha spinto ad unire in un unico capolavoro i Santi Patroni:San Sabino, Sant’Alfonso e la Madonna della Fonte.
Il Trittico è costituito da un pannello ligneo spesso 2,5 cm di essenza di pioppo e di 2 metri di altezza. Questo capolavoro si aggiunge alle altre opere pittoriche donate a devozione: “La  Messa di Padre Pio” presso la Pinacoteca di San Giovanni Rotondo del 1975; “Laudes Creaturarum” presso la Parrocchia SS. Francesco e Biagio di Canosa di Puglia del 1982; “Divina Misericordia” del 1976 e “Pater Urbis” –  Padre Antonio  Maria Losito del 1992 entrambe presso la Basilica Cattedrale di San Sabino; “L’Eucarestia” del 1987, l’opera è inserita nell’Evangelario della Diocesi di Andria. Il Professore ha collaborato per molti anni al periodico cittadino “Il Boemondo” realizzando con maestria la testata nel 1997. La sua bravura, l’immenso amore per la sua città e soprattutto le sue di opere alto pregio artistico danno  lustro alla città di  Canosa di Puglia. (La biografia è stata redatta da Bartolo Carbone, consultando gli archivi de: “La Gazzetta del Mezzogiorno”; “Il Tempo”; “Il Mattino”; “L’Elite”; “Il Boemondo”).
 
 
 
Vitaliano Iannuzzi, è nato a Catania il 29/11/1957, ha conseguito il diploma di pianoforte col massimo dei voti e la lode abbinando regolari studi superiori. Ha insegnato nei conservatori di musica di Rodi Garganico, Foggia, Monopoli. Il M° Professore risiede a Canosa di Puglia ed è titolare della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio di Musica “N.Piccinni” di Bari. Musicista eclettico, pianista, compositore, direttore, conferenziere, ricercatore, revisore. Definito dalla critica nazionale ed internazionale musicista interdisciplinare e cromopianista per il modo singolare e geniale con cui divulga l’arte dei suoni. Si è esibito in Italia e all’estero, ospite in numerosi festival e rassegne: Premierès Rencontre Musicales Européennes; Riminiaterforum; Movimento Artistico Napoletano; Festival Pianistico “Florestano Rossomandi”; Musica alle Corti di Capitanata; Effetto Venezia; XI Miedzynarodowy Muzykiodnalezionej.In queste manifestazioni si è sempre distinto per aver proposto concerti pianistici tematici. Ha composto: Divertimento optofonico; Cinque raptus; Marce sinfoniche per banda (tra cui spicca  la trascrizione dell’elegia di Pasquale Bona “Acerbo Duol” che ha diretto in prima esecuzione nazionale a Canosa di Puglia); la Preghiera del Musicista. Dirige da molti anni: Il Coro Filarmonico “Padre Antonio Maria Losito” di Canosa di Puglia; I Piccoli Cantori di “Padre Antonio Maria Losito”; La Banda Filarmonica “G. Verdi” di Canosa di Puglia; l’Orchestra Kandinski. E’ iscritto alla SIAE dal 1979, è socio fondatore del “Premio Diomede” e dell’Associazione Banda Filarmonica “G.Verdi” di Canosa di Puglia, è componente della Società di Storia Patria, sezione di Canosa di Puglia.  Famose le sue pubblicazioni : Innario religioso canosino per voci bianche; Suona la campana; Il Sestetto di  Kandinski; Per chi suona la banda? La cultura musicale a Spinazzola: esiti, provvedimenti, deliberazioni. Le colonne sonore dei partiti politici; La banda musicale di Canosa di Puglia e l’Azienda Comunale dal 1860 al 2009. A Vitaliano Iannuzzi spetta il merito di aver trattato le pubblicazioni come le composizioni sul pentagramma musicale.
(La biografia è stata redatta da Bartolo Carbone)

 
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